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30 giugno, 2022

✝ Pensiero del 30 giugno 2022

 

S. T. D. E DELLA B. V. M.

Beato Rosario Angelo Livatino_GIUDICE UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede


Meditazione sul Vangelo di Mt 9, 1- 8

Resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.


L'intervento prodigioso del Salvatore è sempre provocato da una richiesta o dalla constatazione della fede. Nell'episodio narrato nel vangelo di oggi questa è riconosciuta da Gesù nel fatto stesso di "portare a lui un paralitico steso su un letto". Infatti la parola di incoraggiamento rivolta al malato è preceduta dalla constatazione "vista la loro fede". Nessun gesto o nessuna parola pur proveniente da Dio hanno un qualche effetto in ordine alla salvezza, se non incontrano una disposizione previa di accoglienza fiduciosa da parte di chi chiede. La fede è la porta che si apre all'azione di Dio nella nostra vita. Ciò vale anche per la parola profetica, che è salvifica se viene accolta come parola che Dio ci rivolge, tramite un suo rappresentante. Nel caso concreto si evidenzia anche il processo di salvezza integrale dell'uomo infermo attraverso il perdono che Gesù gli concede. La reazione dei dottori della legge li presenti è di scandalo: "Solo Dio può perdonare i peccati". Cristo, sapendo quello che pensavano, non si smentisce, ma per provare che lui ha il potere di perdonare e che i peccati del malato sono effettivamente rimessi, gli ordina: "Alzati, prendi il tuo letto e va a casa tua". Che l'infermo si alzi realmente e vada a casa, appare come una semplice conseguenza. La cosa principale per la gente non è la guarigione miracolosa, ma che Dio abbia "dato tale potere agli uomini". È quanto Dio fa, che qui viene accentuato. Come deve essere grande Dio, proprio per questa liberalità, con la quale non tiene gelosamente per sé il suo tesoro, ma trasmette agli uomini i suoi poteri. Siamo noi consapevoli della magnanimità di Dio, che ci perdona tramite i suoi ministri?

Giovedì 30 Giugno 

Ss. Primi martiri Chiesa romana (mf); S. Adolfo; S. Marziale
13.a del Tempo Ordinario

Am 7,10-17; Sal 18; Mt 9,1-8

I giudizi del Signore sono fedeli e giusti


Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo, affidando a noi la parola della riconciliazione.

 (II Corinzi 5,19)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 18)
Rit: I giudizi del Signore sono fedeli e giusti.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.

Sono più preziosi dell’oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e d'un favo stillante.

Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo, affidando a noi la parola della riconciliazione.

 (II Corinzi 5,19)

29 giugno, 2022

Santi Pietro e Paolo

 Santi Pietro e Paolo

autore: Guido Reni anno: 1604 titolo: Paolo rimprovera Pietro penitente luogo: Palazzo Brera, Milano

Nome: Santi Pietro e Paolo
Titolo: Apostoli
Ricorrenza: 29 giugno
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Solennità


Tutto il Popolo di Dio è debitore verso di loro per il dono della fede. Pietro è stato il primo a confessare che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio. Paolo ha diffuso questo annuncio nel mondo greco-romano. E la Provvidenza ha voluto che tutti e due giungessero qui a Roma e qui versassero il sangue per la fede. Per questo la Chiesa di Roma è diventata, subito, spontaneamente, il punto di riferimento per tutte le Chiese sparse nel mondo. Non per il potere dell'Impero, ma per la forza del martirio, della testimonianza resa a Cristo! (Papa Francesco)

S. PIETRO APOSTOLO

Pietro nacque a Betsaida in Galilea da poveri genitori. Quegli che doveva divenire il primo Papa, la prima colonna della Chiesa, era un semplice pescatore. Però era uno di quegli israeliti semplici e retti che aspettavano con cuore mondo il Redentore d'Israele. continua >>

S. PAOLO APOSTOLO

Saulo, in seguito Paolo, nacque a Tarso, capitale della Cilicia, nei primissimi anni dell'era volgare. Fu circonciso l'ottavo giorno, ricevendo il nome di Saulo a ricordo del primo re d'Israele, il più grande personaggio della tribù di Beniamino, cui la famiglia apparteneva. continua >>

MARTIROLOGIO ROMANO. Solennità dei santi Pietro e Paolo Apostoli. Simone, figlio di Giona e fratello di Andrea, primo tra i discepoli professò che Gesù era il Cristo, Figlio del Dio vivente, dal quale fu chiamato Pietro. Paolo, Apostolo delle genti, predicò ai Giudei e ai Greci Cristo crocifisso. Entrambi nella fede e nell’amore di Gesù Cristo annunciarono il Vangelo nella città di Roma e morirono martiri sotto l’imperatore Nerone: il primo, come dice la tradizione, crocifisso a testa in giù e sepolto in Vaticano presso la via Trionfale, il secondo trafitto con la spada e sepolto sulla via Ostiense. In questo giorno tutto il mondo con uguale onore e venerazione celebra il loro trionfo.

ICONOGRAFIA


Nelle raffigurazioni, gli apostoli, sono sempre rappresentati con i loro attributi classici, le chiavi per Pietro e il libro e la spada per Paolo come ad esempio nella splendida tavola di Carlo Crivelli artista che non ha bisogno di presentazioni.

Santi Pietro e Paolo
titolo Santi Pietro e Paolo
autore Carlo Crivelli anno 1470


Non mancano le opere dedicate ai santi insieme alla Vergine come nella bella tela di Costantino Pasqualotto pittore veneziano.

Madonna con i Santi Pietro e Paolo
titolo Madonna con i Santi Pietro e Paolo
autore Costantino Pasqualotto anno XVIII sec


Splendide anche le rappresentazioni dei maestri insieme ad angioletti e putti e sempre con i loro classici attributi come nella tela di un pittore ignoto probabilmente di origini piacentino-parmense.

Santi Pietro e Paolo
titolo Santi Pietro e Paolo
autore Ambito piacentino-parmense anno XVIII sec


E anche durante il loro martirio molti artisti hanno dedicato grandi opere che raffigurano la scena come nella tela di Vincenzo Riolo, artista palermitano, il Martirio dei Santi Pietro e Paolo

Martirio dei Santi Pietro e Paolo
titolo Martirio dei Santi Pietro e Paolo
autore Vincenzo Riolo anno XVIII sec

✝ Pensiero del 29 giugno 2022

 

S. T. D. E DELLA B. V. M.

Beato Rosario Angelo Livatino_GIUDICE UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede

Simon Pietro disse a Gesù: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Rispose Gesù: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa». 

(Matteo 16, 16.18)

Meditazione sul Vangelo di Mt 16,13-19

Tu sei il Cristo!

La Chiesa celebra oggi la solennità dei santi Pietro e Paolo Apostoli, che sono stati chiamati a dare alla Chiesa le primizie della fede cristiana. Noi crediamo secondo il credo apostolico, ricevendo la loro testimonianza e le loro certezze. La nostra fede deve essere apostolica anche per questa imitazione della vita e dell’esperienza degli Apostoli. Per la perspicacia della sua professione di fede in Gesù, Messia, Figlio di Dio, Pietro viene eletto fondamento della Chiesa, sovrintendente che decide autorevolmente a nome di Cristo. Dietro di lui è Cristo stesso che opera, al quale la Chiesa appartiene. Gesù, infatti, dice «la mia Chiesa».

Nel brano evangelico odierno è in questione quel personaggio o quella figura messianica che doveva venire alla fine dei tempi per restaurare l’armonia in mezzo al suo popolo. Dalle risposte dei discepoli, però, risulta che nessuno identificava Gesù nel Figlio dell’uomo, nessuno riconosceva che in lui erano iniziati gli ultimi tempi, cioè il momento decisivo dell’agire di Dio nella storia. La gente identificava il Figlio dell’uomo in Giovanni Battista, o nei profeti Elia e Geremia, o in qualche altro profeta che sarebbe ritornato, ma in nessun modo in Gesù di Nazareth. Era gente ancora in attesa, Gesù per loro non era “Colui che deve venire”. I discepoli la pensano, però, diversamente dalla gente. Per loro il Figlio dell’uomo è Gesù stesso, come qui appare dalle due domande che egli pone usando, nella prima, il titolo “Figlio dell’uomo” e nell’altra, il pronome “io”. Perciò è normale che, alla domanda di Gesù, «Voi chi dite che io sia?», essi rispondano con un atto di fede messianica. La domanda ha lo scopo di indagare  se Gesù è o no il Cristo. Ed è Pietro che confessa Gesù dicendo: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. Meglio di così non si può dire! Il Messia, l’atteso Figlio dell’uomo, non è solo un discendente di Davide, non è uno degli antichi profeti che ritorna tra il suo popolo. Il Cristo, cioè l’inviato di Dio, è il Figlio stesso di Dio. Dio non ha mandato un semplice uomo, per quanto importante possa essere, ma ha mandato suo Figlio. Lo spazio in cui risuona l’atto di fede non è però quello della gente, ma quello dei discepoli, ovvero lo spazio in cui vi è la possibilità d'ascoltare e capire, non mediante le proprie forze, ma con l’aiuto di Gesù Maestro e con l’aiuto del Padre che si rivela ai piccoli. Perché la fede è sempre un dono del Padre.

Mercoledì 29 Giugno
SS. PIETRO E PAOLO, apostoli (s) – P
B. Raimondo Lullo; S. Siro
At 12,1-11; Sal 33; 2Tm 4,6-8.17-18; Mt 16,13-19
Il Signore mi ha liberato da ogni paura

Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.
(Matteo 16,18)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 33)
Rit: Il Signore mi ha liberato da ogni paura.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.

L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia.

Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.
(Matteo 16,18)

28 giugno, 2022

✝ Pensiero del 28 giugno 2022

  

S. T. D. E DELLA B. V. M.

Beato Rosario Angelo Livatino_GIUDICE UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede

Gesù, è sempre presente nella barca della nostra vita, a volte sembra, che non ci sia, ma LUI lo permette, solo per aumentare la nostra fede e fiducia.

Meditazione sul Vangelo Mt 8 23-27

Si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.

Dice la preghiera di Colletta: "O Dio, che al vescovo sant'Ireneo hai dato la grazia di confermare la tua Chiesa nella verità e nella pace...", indicando bene l'opera compiuta da questo santo, vescovo della Chiesa di Lione nel Il secolo.

In quel tempo la dottrina cristiana era minacciata dallo gnosticismo, tendente a ridurre tutto a pura astrazione; Ireneo, con la sua predicazione e le sue opere, ne tutelò l'integrità, approfondendo la conoscenza delle Scritture e dei misteri della fede: la Trinità, Cristo centro della storia, l'Eucaristia che nutrendoci del corpo e del sangue di Cristo "rende la nostra carne atta alla visione di Dio".
Ireneo è un santo molto Ottimista: è sua la famosa affermazione: "Gloria di Dio è l'uomo vivente".
Promotore di verità, Ireneo lo fu anche di pace nella Chiesa, facendosi mediatore di riconciliazione nella controversia sulla data della Pasqua, questione ben poco importante, ma che minacciava l'unità e la pace dei cristiani in quel secolo.
Domandiamo allora, per sua intercessione, quello che oggi chiede la Chiesa: "O Dio, che al vescovo sant'Ireneo hai dato la grazia di confermare la tua Chiesa nella verità e nella pace, fa che ci rinnoviamo nella fede e nell'amore e cerchiamo sempre ciò che promuove l'unità e la concordia".

Martedì 28 Giugno 
S. Ireneo (m); S. Vincenza Gerosa; S. Paolo I
13.a del Tempo Ordinario
Am 3,1-8; 4,11-12; Sal 5; Mt 8,23-27
Guidami, Signore, nella tua giustizia

Io spero, Signore. Spera l’anima mia, attendo la sua parola.

(Salmo 129,5)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 5)
Rit: Guidami, Signore, nella tua giustizia.

Tu non sei un Dio che gode del male,
non è tuo ospite il malvagio;
gli stolti non resistono al tuo sguardo.

Tu hai in odio tutti i malfattori,
tu distruggi chi dice menzogne.
Sanguinari e ingannatori, il Signore li detesta.

Io, invece, per il tuo grande amore,
entro nella tua casa;
mi prostro verso il tuo tempio santo
nel tuo timore.

Io spero, Signore. Spera l’anima mia, attendo la sua parola.

(Salmo 129,5)

27 giugno, 2022

✝ Pensiero del 27 giugno 2022

 

S. T. D. E DELLA B. V. M.

Beato Rosario Angelo Livatino_GIUDICE UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede

Il "dovunque" di Gesù, è la volontà del Padre Celeste.


Meditazione sul Vangelo di Mt 8,18-22

Seguimi

Ancora una volta, ecco il tema della “vocazione”. I desideri degli uomini traspaiono nello scriba del Vangelo: “Io ti seguirò dovunque andrai”, “Permettimi di andare prima...”, e si scontrano con le esigenze di Gesù. Annunciare il Vangelo, donarsi agli altri, servire la causa del regno di Dio, chiede un atteggiamento che va oltre i limiti umani. Mentre tutti conoscono le condizioni minimali del focolare, della famiglia, della comodità, si chiede a chi segue Gesù di rinunciare completamente a tutto, alla maniera di colui che “non ha dove posare il capo”. Che forza hanno queste parole di Gesù: “Seguimi”! Sono valide oggi come lo erano alla loro epoca. La generosità nell’adesione a Gesù non manca, neanche la volontà di seguire Gesù. Ma quello che è necessario è capire l’esigenza radicale del Vangelo. Noi l’abbiamo indebolita con precisazioni, condizioni, spiegazioni, per non ferire... Una sola cosa è sufficiente: “Seguimi”. Il cuore generoso risponderà alla chiamata messa così a nudo.

Lunedì 27 Giugno 
S. Cirillo di Alessandria (mf); S. Arialdo; B. Margherita Bays
13.a del Tempo Ordinario
Am 2,6-10.13-16; Sal 49; Mt 8,18-22
Perdona, Signore, l’infedeltà del tuo popolo

Oggi non indurite il vostro cuore, ma ascoltate la voce del Signore.

(Salmo 94)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 49)
Rit: Perdona, Signore, l’infedeltà del tuo popolo.

«Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle?

Se vedi un ladro, corri con lui
e degli adùlteri ti fai compagno.
Abbandoni la tua bocca al male
e la tua lingua trama inganni.

Ti siedi, parli contro tuo fratello,
getti fango contro il figlio di tua madre.
Hai fatto questo e io dovrei tacere?
Forse credevi che io fossi come te!
Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa.

Capite questo, voi che dimenticate Dio,
perché non vi afferri per sbranarvi
e nessuno vi salvi.
Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora;
a chi cammina per la retta via
mostrerò la salvezza di Dio».

Oggi non indurite il vostro cuore, ma ascoltate la voce del Signore.

(Salmo 94)

26 giugno, 2022

✝ Pensiero del 26 giugno 2022

  ✝

S. T. D. E DELLA B. V. M.

Beato Rosario Angelo Livatino_GIUDICE UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede

Meditazione sul Vangelo di Lc 9,51-62

Continuare a camminare.

Le tre letture di questa domenica ci parlano di “cammini”. Elia parte e cammina per incontrare Eliseo, san Paolo ci invita a camminare nello Spirito e Gesù inizia un viaggio verso Gerusalemme, nel corso del quale istruisce i suoi discepoli. La fede appare quindi oggi come un muoversi dietro Qualcuno, tenendo lo sguardo fisso alla meta.

Seguire Gesù implica rimanere in movimento, cambiare costantemente, accettare la precarietà e scoprirne anche, per certi aspetti, il valore. Seguire Gesù significa rinnovare la fiducia in Lui ogni minuto. E questo è faticoso: vuol dire “indurire il volto” e agire “decisamente” così come ha fatto Gesù per affrontare il suo ultimo viaggio verso Gerusalemme. Lungo questo cammino, ci imbattiamo nella fatica di non prendercela con chi ci rifiuta, di evitare di lanciare “anatemi” (come volevano fare gli apostoli), di non avere certezze umane, di lasciare chi ci ama, di perseverare e di non voltarsi indietro. La nostra “carne”, come dice san Paolo, ci inviterà a lasciar perdere, a non impegnarci per cose che sul momento non sembrano dar frutto ma appaiono solo pesanti, e a pensare solo a “morderci” l’un l’altro. Sarà un richiamo sempre presente, a volte più facile da non ascoltare, altre volte meno. Ma se smettiamo di camminare, se non teniamo duro, perderemo quella libertà interiore che germoglia quando si vive mettendosi al servizio delle persone. Perché tutte le fatiche che il Signore ci chiede sono per imparare ad amare, per distaccarci da noi stessi, per poter meglio mettersi a disposizione di chi ha bisogno. Se ad esempio una persona è ossessionata dal desiderio di avere un bel fisico, una buona carriera, tanti beni, lavorerà per ottenere tutto questo e non avrà mai tempo per altro, per gli altri. Quando qualcuno dice “non ho tempo”, talvolta è perché vive solo per se stesso. Gesù al contrario ci chiede di vivere da “nomadi”, nel senso di lasciare che le nostre energie e il nostro tempo siano “usati” dalle necessità del prossimo, necessità che spesso non si possono conoscere prima. Si tratta di mettersi a disposizione, di non avere paura dell’imprevisto, perché è proprio l’imprevisto che ci fa camminare e ci insegna che l’amore da dare non si può calcolare né prevedere. E, se saremo liberi nell’intimo, sapremo seguire le esigenze dell’amore anche lì dove mai avremmo immaginato.

Domenica 26 Giugno 
Ss. Giovanni e Paolo; S. Vigilio; S. Josemaria Escrivà
13.a del Tempo Ordinario (anno C)
1Re 19,16b.19-21; Sal 15; Gal 5,1.13-18; Lc 9,51-62
Sei tu, Signore, l’unico mio bene

Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta: «tu hai parole di vita eterna».

(I Samuele 3,9; Giovanni 6,68)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 15)
Rit: Sei tu, Signore, l’unico mio bene.

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.

Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.

Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta: «tu hai parole di vita eterna».

(I Samuele 3,9; Giovanni 6,68)


25 giugno, 2022

Tanti Auguri di cuore, d'un buon onomastico. Massimo Camisasca FSCB

 Oggi, la Chiesa, celebra San Massimo da Torino, Vescovo.

Tanti Auguri di cuore, d'un buon onomastico.
 Massimo Camisasca FSCB
Amministratore Apostolico della Diocesi di Guastalla Reggio Emilia



Accade oggi sono 75 anni fa che il diario di Anna Frank fu pubblicato per la prima volta in stampa.

 Accade oggi sono 75 anni fa che il diario di Anna Frank fu pubblicato per la prima volta in stampa.

Lei stessa aveva inventato il titolo del libro: "Het Achterhuis" (L'annegato segreto). Guardando indietro, Otto Frank ha scritto: "Quanto sarebbe stata orgogliosa Anne se fosse vissuta abbastanza per vedere questo. Dopo tutto, il 29 marzo 1944, lei scrisse: 'Immaginate quanto sarebbe interessante se pubblicassi un romanzo sull'annegato segreto. '



San Massimo da Torino

 San Massimo da Torino

Nome: San Massimo da Torino
Titolo: Vescovo
Nascita: IV secolo, Torino
Morte: 420 circa, Torino
Ricorrenza: 25 giugno
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione


San Massimo di Torino (... – ca. 420) conosciuto anche come Massimo I, è considerato il primo vescovo di Torino di cui si conosca il nome ed è venerato come santo dalla Chiesa cattolica.
Di lui si hanno scarsissime notizie. Nato sicuramente nel IV secolo in un'imprecisata provincia settentrionale italiana dell'impero romano, viene storicamente considerato il fondatore della Archidiocesis Taurinensis. Già discepolo di sant'Eusebio di Vercelli e di sant'Ambrogio da Milano, guidò la diocesi della allora Julia Augusta Taurinorum tra il 390 e il 420, nel difficile periodo delle invasioni barbariche.
Il suo impegno si concentrò prevalentemente sulla lotta contro la pratica della simonìa e del paganesimo. A tal proposito è ricordato per aver fatto erigere, probabilmente sui resti di un precedente tempio pagano, una piccola chiesa dedicata a Sant'Andrea dai cui resti, nel XII secolo, sorse la celebre chiesa della Consolata.
Massimo divenne inoltre conosciuto per i suoi numerosi sermoni, oggi raggruppati in un'edizione critica curata da A. Mutzenbecher. Nelle sue omelìe, tra l'altro, accennò sovente ai primi martiri di Torino, i santi Avventore, Ottavio e Solutore le cui reliquie sono conservate a Torino. La data della morte è incerta: viene fissata intorno al 420. Secondo la cronotassi dell'Arcidiocesi di Torino il suo successore fu il vescovo Massimo II.
Alcune sue reliquie sono conservate nella basilica di San Massimo a Collegno, alle porte di Torino, una delle più antiche chiese cristiane del Piemonte che, molto probabilmente, fu sede vescovile dello stesso Massimo. Per lungo tempo si è creduto che la chiesa ospitasse anche la tomba del protovescovo ma ripetuti scavi archeologici effettuati nel XIX secolo hanno smentito questa ipotesi. Sempre nel XIX secolo la municipalità di Torino gli intitolò una via del centro storico e l'arcidiocesi gli dedicò una chiesa, in essa ubicata e consacrata nel 1853.
La memoria liturgica a lui dedicata è fissata al 25 giugno.



Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria

 Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria

Nome: Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria
Ricorrenza: 25 giugno
Tipologia: Commemorazione
Patrona di:Erula


Questa festa fu istituita nel 1945 a perenne ricordo della consacrazione della Chiesa e del genere umano al Cuore Immacolato di Maria fatta da Pio XII nel 1942, allorchè quasi tutte le nazioni erano provate da atrocissima guerra.

La devozione al Cuore ammirabile della Madre di Dio è antichissima nella Chiesa. In S. Luca si hanno i primi accenni ai segreti tesori di quell'amabilissimo Cuore. Anche i Ss. Padri ed i Dottori celebrano spesso le lodi del Cuore ammirabile della Madre di Dio. Nel Medioevo questa soave devozione fu rivelata a Santa Matilde ed a S. Gertrude e da esse coltivata con trasporto e diffusa mediante i loro scritti. Anche S. Bernardino da Siena ne fu entusiasta. Ma il vero padre, l'apostolo ed il dottore di questa devozione è S. Giovanni Battista Eudes (1601-1680). Egli fu il primo che « non senza una divina ispirazione » (come si espresse S. Pio X nel decreto di beatificazione) pensò di tributare il culto liturgico al Cuore purissimo di Maria, componendo egli stesso la Messa e l'Ufficio. E questa devozione lasciò in eredità alle sue due famiglie religiose: la Congregazione di N. S. della Carità e quella di Gesù e Maria. Su questa devozione scrisse pure il prezioso trattato: Il Cuore ammirabile della SS. Madre di Dio.

La devozione poi andò crescendo insieme a quella del Sacro Cuore di Gesù, e dal secolo XVII in poi, molte famiglie religiose si dedicarono in modo speciale ad onorare questo Cuore amabilissimo. Nel secolo scorso, la devozione alla « medaglia miracolosa », che porta sul retro i due cuori di Gesù e di Maria, fu una potente spinta verso il carattere di « riparazione » che questa devozione doveva prendere specialmente dopo le rivelazioni di Fatima. Difatti la Vergine SS., apparendo ai tre fortunati pastorelli, disse: Per la salvezza dei peccatori Iddio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato, e se sarà fatto quanto io vi dirò, molte anime si salveranno. E chiedeva preghiere: Rosario quotidiano, Comunione riparatrice nei primi Sabati del mese, penitenze: quelle imposte dal proprio dovere compiuto diligentemente e fedelmente, l'accettazione delle croci che il Signore ci manda, penitenze anche volontarie, come la rinuncia a qualche comodità, e la mortificazione in qualche piacere anche lecito... Ella stessa insegnò questa preghiera: « O Signore, è per vostro amore, per la conversione dei peccatori ed in riparazione delle ingiurie commesse contro l'Immacolato Cuore di Maria... » e la consacrazione di se stessi e di tutto il mondo al suo Cuore Immacolato.

PRATICA. Consacriamoci al Cuore Immacolato di Maria ed oggi facciamo una mortificazione volontaria per la conversione dei peccatori.

PREGHIERA. O Dio onnipotente ed eterno che preparasti nel Cuore della Beata Vergine Maria una degna dimora dello Spirito Santo, concedi propizio a noi che celebriamo devotamente la festa del suo Cuore Immacolato di vivere secondo il tuo cuore.

MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria del Cuore Immacolato della beata Vergine Maria: serbando nel proprio cuore la memoria dei misteri di salvezza compiuti nel suo Figlio, ne ha atteso con fiducia il compimento in Cristo.

CONSACRAZIONE AL
CUORE IMMACOLATO DI MARIA


O Maria, Vergine potente e Madre di misericordia, Regina del cielo e rifugio dei peccatori, noi ci consacriamo al vostro Cuore Immacolato. Vi consacriamo il nostro essere e tutta la nostra vita, tutto ciò che abbiamo, tutto ciò che amiamo, tutto ciò che siamo. Vostri siano i nostri corpi, i nostri cuori, le anime nostre, le nostre abitazioni, le nostre famiglie, la nostra Patria. Vogliamo che tutto ciò che è in noi e attorno a noi Vi appartenga e sia partecipe delle vostre materne benedizioni. E affinché questa consacrazione sia veramente efficace e duratura, rinnoviamo oggi, ai piedi vostri, o Maria, le promesse del Battesimo e della prima Comunione.

Ci obblighiamo di professare con coraggio e sempre, le verità della fede, di vivere da veri cattolici, sottomessi interamente a tutte le norme del Papa e dei Vescovi uniti a Lui. Ci obblighiamo di osservare i comandamenti di Dio e della Chiesa e in modo particolare la santificazione delle feste. Ci obblighiamo di fare entrare nella nostra vita, per quanto ci sarà possibile, le pratiche consolatrici della religione cristiana e soprattutto la santa Comunione. Vi promettiamo, finalmente, o gloriosa Madre di Dio e tenera Madre degli uomini, di impiegare tutto il nostro cuore nel servizio del vostro culto benedetto, per sollecitare ed assicurare, mediante il dominio del vostro Cuore Immacolato, il dominio del Cuore adorabile del Figlio vostro nelle anime nostre ed in tutte le anime, nella nostra cara nazione e in tutto l'universo; così sia in terra come in cielo. Così sia.

ICONOGRAFIA


Nell'iconografia il Cuore di Maria è rappresentato solitamente circondato da una corona di fiori, simbolo di purezza, e trapassato da una spada, in riferimento all'indicibile dolore che Maria provò per la morte del Figlio. Questo quanto le fu profetizzato da Simeone alla Presentazione al Tempio: « E anche a te una spada trafiggerà l'anima. ».



Ma quando la Vergine apparve a Fatima la corona non era di fiori ma di spine: “Guarda, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati infliggono continuamente con bestemmie e ingratitudini. Consolami almeno tu e fa sapere questo: A tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il Rosario e mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i Misteri, con l’intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza”.

✝ Pensiero del 25 giugno 2022

 ✝

S. T. D. E DELLA B. V. M.

Beato Rosario Angelo Livatino_GIUDICE UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede

Nel Cuore della Beata Vergine Maria, abita la Misericordia di Dio.

Meditazione sul Vangelo di Mt 8, 5-17

Verranno dall’Oriente e dall’Occidente e siederanno a mensa

Continua la narrazione di gesti miracolosi. Nei versetti che abbiamo letto se ne possono individuare tre tipologie. Un miracolo a distanza, un miracolo di guarigione in presenza, esorcismi. Il primo racconto di guarigione si ritrova anche in Luca. Nel racconto di Matteo è il centurione stesso che va da Gesù, non manda degli anziani dei Giudei ad avanzare la richiesta che possano attestare la sua rettitudine verso il popolo di Israele (Lc 7, 1-10). No, è il centurione in persona che si muove verso Gesù, ed egli rimane ammirato dal suo discorso. È molto interessante il discorso che il centurione romano rivolge a Gesù. Egli infatti ne riconosce l’autorità e per descriverla utilizza le sue categorie di soldato, il suo universo culturale: è un esempio di inculturazione della fede! Gesù ne rimane ammirato e riconosce nelle sue parole un'autentica professione di fede, per questo guarisce il servo del centurione immediatamente; è per “questione di fede” che il miracolo ha efficacia. Questo racconto ha anche la funzione di rimettere ordine nelle categorie della salvezza. Sembra di risentire riecheggiare le parole di Mt 7,21: «non chiunque mi dice ‘Signore, Signore’, entrerà nel Regno dei cieli». Al banchetto finale, alla mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe, i padri della fede di Israele, siederanno coloro che hanno avuto fede in Gesù. Essi verranno dall’Oriente e dall’occidente, non ci sarà più una distinzione territoriale, né nazionale. Gesù sembra quasi dire già da ora che la salvezza non è legata all’appartenenza al popolo di Israele, ma alla fede in lui e in Dio Padre. I figli del Regno, i giudei destinatari naturali delle promesse escatologiche, se non accoglieranno la rivelazione che Gesù e di Dio non avranno accesso al banchetto escatologico. Questo interroga profondamente la nostra fede, c'interroga sulla sua autenticità e sul nostro legame con Gesù, il solo che salva.

Sabato 25 Giugno 
Cuore Immacolato di Maria (m)

S. Massimo; S. Guglielmo di Montevergine; S. Prospero
Is 61,9-11; Cant. 1Sam 2,1.4-8; Lc 2,41-51
Il mio cuore esulta nel Signore, mio salvatore

Beata la Vergine Maria:

«Custodiva la parola di Dio, meditandola nel suo cuore».

(Luca 2,19)

SALMO RESPONSORIALE (I Samuele 2,1.4-8)
Rit: Il mio cuore esulta nel Signore, mio salvatore.

Il mio cuore esulta nel Signore,
la mia forza s’innalza grazie al mio Dio.
Si apre la mia bocca contro i miei nemici,
perché io gioisco per la tua salvezza.

L’arco dei forti s’è spezzato,
ma i deboli si sono rivestiti di vigore.
I sazi si sono venduti per un pane,
hanno smesso di farlo gli affamati.
La sterile ha partorito sette volte
e la ricca di figli è sfiorita.

Il Signore fa morire e fa vivere,
scendere agli inferi e risalire.
Il Signore rende povero e arricchisce,
abbassa ed esalta.

Solleva dalla polvere il debole,
dall’immondizia rialza il povero,
per farli sedere con i nobili
ed assegnare loro un trono di gloria.

Beata la Vergine Maria:

«Custodiva la parola di Dio, meditandola nel suo cuore».

(Luca 2,19)


24 giugno, 2022

Nella MEMORIA, della CRESIMA O CONFERMA di Rolando Maria Rivi

 Nella MEMORIA, della CRESIMA O CONFERMA di Rolando Maria Rivi

 24 GIUGNO 1940 - 24 GIUGNO 2022

Auguri di cuore, piccolo grande discepolo di Gesù. 


Amministrata da Mons. Edoardo Brettoni
Ottantadue anni fa.

Nella MEMORIA, dell'ordinazione SACERDOTALE di don ANTONIO MAFFUCCI FSCB

 24 GIUGNO 1979 - 24 GIUGNO 2022

Nella MEMORIA, dell'ordinazione SACERDOTALE di don ANTONIO MAFFUCCI FSCB
Tu sarai SACERDOTE in eterno.
quarantatré anni fa.
Fu Ordinato SACERDOTE da San Papa Giovanni Paolo II_Papa a Piazza San Pietro.