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31 marzo, 2022

✝ Pensiero del 31 marzo 2022

 

S. T. D. E DELLA B. V. M.

Beato Rosario Angelo Livatino_GIUDICE UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede

Gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto. 

(Salmo 104,3-4)

Meditazione sul Vangelo di Gv 5,31-47

Voi cercate la vita? Perché non da me?

Chi di noi non cerca felicità? Chi di noi, ogni giorno che si alza, non lancia uno sguardo veloce alla giornata per vedere dove oggi riuscirà a vivere cose che lo soddisfano? C’è da aver paura quando affronti la giornata solo come un automa, come un sonnambulo, come un pacco postale. Per fortuna che l’istinto è più forte dei nostri ragionamenti, ci obbliga a mangiare, a parlare, a sorridere, ad accorgerci degli altri, a pensare che si può sempre ricominciare. Per fortuna che a giorni d'estrema noia si alternano altri in cui ti nasce in cuore una volontà di riscatto. Spesso però la ita che andiamo cercando non è bella, ci accontentiamo al ribasso. Abbiamo sete e ci scaviamo pozzanghere, abbiamo voglia di amore e ci accontentiamo del sesso, speriamo benessere e ci costruiamo prigioni dorate. Abbiamo davanti proposte vere di vita e ci scaviamo con i nostri piedi una fossa. Gesù ai suoi interlocutori che non vogliono dargli un minimo di fiducia che si scandalizzano dei suoi miracoli fatti in giorno di sabato, ai farisei e agli intellettuali del suo tempo che rimangono chiusi in se stessi e sulla loro scienza incartapecorita dice: “Voi non volete venire da me per avere la vita!”. Lo potrebbe rivolgere a tutti noi questo rimprovero. Abbiamo tanti giorni in cui non riusciamo a dare ragioni al nostro malessere, andiamo dal medico, dallo psicologo, dal mago, dal fattucchiere; pensiamo sempre che la vita dipenda dai calmanti, dagli antidepressivi, siamo sempre in cerca di qualche nutella per risolvere le nostre carenze affettive. Non ci domandiamo mai che posto abbiamo dato a Dio. La nostra crisi di vita è crisi di astinenza da fede. Se manca Dio, manca tutto, manca la gioia di vivere. Non è propaganda per mandare la gente a messa, ma solo un tentativo di capire che la nostra vita sarà sempre inquieta finché non troveremo Dio, nostra speranza. La vita abita lì, il segreto del vivere ce l’ha soltanto Dio, Gesù si è presentato per indicarcelo, ma voi non volete venire a me per avere la vita!

Possiamo nutrire qualche speranza d'andare oltre i nostri meschini e pur necessari adattamenti e alziamo lo sguardo a Lui?

Giovedì 31 Marzo 
S. Beniamino; S. Balbina; B. Bonaventura da Forlì
4.a di Quaresima
Ricordati di noi, Signore, per amore del tuo popolo
Es 32,7-14; Sal 105; Gv 5,31-47

Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!
Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito; chiunque crede in lui ha la vita eterna.
Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!

 (Giovanni 3,16)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 105)
Rit: Ricordati di noi, Signore, per amore del tuo popolo.

Si fabbricarono un vitello sull’Oreb,
sì prostrarono a una statua di metallo;
scambiarono la loro gloria
con la figura di un toro che mangia erba.

Dimenticarono Dio che li aveva salvati,
che aveva operato in Egitto cose grandi,
meraviglie nella terra di Cam,
cose terribili presso il Mar Rosso.

Ed egli li avrebbe sterminati,
se Mosè, il suo eletto,
non si fosse posto sulla breccia davanti a lui
per impedire alla sua collera di distruggerli.

Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!
Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito; chiunque crede in lui ha la vita eterna.
Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!

 (Giovanni 3,16)

30 marzo, 2022

✝ Pensiero del 30 marzo 2022

 

S. T. D. E DELLA B. V. M.

Beato Rosario Angelo Livatino_GIUDICE UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede

 Rivolgo a te la mia preghiera, o Signore, nel tempo della benevolenza.

Nella tua grande bontà, rispondimi, o Dio, nella fedeltà della tua salvezza. 

(Salmo 68,14)

Meditazione sul Vangelo di Gv 5,17-30

Vivere a lungo sì, ma vivere nella pienezza. C’è qualcosa che può durare nella vita o tutto passa, tutto scorre, come diceva un antico filosofo greco, tutto è fragile, inconsistente, deperibile? Una delle più grandi industrie del nostro tempo è quella della conservazione. Si sono inventati contenitori che riescono a mantenere e a conservare di tutto e per molto tempo, dal cibo agli embrioni, a parti del corpo. Tra le nostre ambizioni c’è anche quella di conservarci sempre in vita. Ma su ogni prodotto c’è sempre una data di scadenza, su ogni nostra vita c’è un termine che possiamo ancora spostare, ma che non cambia la qualità della nostra esistenza. Noi abbiamo bisogno sì di vivere a lungo, ma di vivere anche bene, in una vita piena. Questa non è nelle nostre possibilità. È solo il Signore della vita che ce la può donare. Dice il vangelo: chi ascolta la mia Parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha la vita eterna. La vita senza fine è garantita a chi ascolta la Parola di Gesù. È sempre una Parola potente che non può mai tornare a chi l’ha pronunciata senza ottenere ciò per cui è stata detta. Ricordiamo tutti il racconto della creazione, quel ritornello potente: “E Dio disse… E Dio disse…” e a ogni Parola appare nel mondo una nuova vita, fino a raggiungere il culmine: l’uomo e la dona. Noi siamo progetto, atto, effetto della Parola di Dio ed è ancora la sua Parola che ci tiene sempre in vita. Questa Parola è come una spada a doppio taglio che penetra nel profondo delle nostre coscienze e ne svela le trame di bontà o di malvagità, ma è soprattutto una Parola che dà vita. Le molte parole che diciamo, che ascoltiamo sono solo segni di quello che la Parola di Dio può fare. In casa spesso aspetti una parola di comprensione che ti tolga dalla tua tristezza, una parola di amore che ti faccia rinascere alla speranza, due innamorati si mandano sms, scrivono parole sui muri; sono segni che danno corpo a un amore, che rilanciano affetti, sentimenti. Ma non durano e hanno la triste possibilità di essere un inganno, una maschera, una fuga.

La Parola, di Dio invece s'inscrive nella nostra vita come una finestra di eternità, apre speranza che non delude, che si fa certezza di vita piena, ci configura al durare per sempre.

Mercoledì 30 Marzo 
S. Secondo; S. Leonardo Murialdo; B. Amedeo IX
4.a di Quaresima
Misericordioso e pietoso è il Signore
Is 49,8-15; Sal 144; Gv 5,17-30

Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!
Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore, chiunque crede in me non morirà in eterno.
Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!

(Giovanni 11:25,26)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 144)
Rit: Misericordioso e pietoso è il Signore.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.

Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!
Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore, chiunque crede in me non morirà in eterno.
Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!

(Giovanni 11:25,26)

29 marzo, 2022

✝ Pensiero del 29 marzo 2022

 

S. T. D. E DELLA B. V. M.

Beato Rosario Angelo Livatino_GIUDICE UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede

Dio, ci guarisce rialzandoci dalla morte, che è il peccato. La Misericordia di Dio, in Gesù, è la nostra guarigione.

Meditazione sul Vangelo di Gv 5,1-16

Ognuno per sé? NO, ognuno per tutti!

La nostra esistenza è regolata soprattutto dalla ragione. I rapporti tra gli uomini sono regolati da dialoghi, confronti, riflessioni, scambi. Abbiamo in comune la possibilità di intenderci, una logica che permette di andare d’accordo. Abbiamo però anche forti istinti che entrano in conflitto o in dialogo con l‘uso della ragione. Talvolta vanno oltre la nostra ragione che si perde a rincorrere ideologie, visioni false della vita. Tali sono l’istinto della sopravvivenza, della conservazione. Sono spesso bisogni naturali corporali che urgono anche se il cervello è distratto. Per fortuna che ci viene fame, che abbiamo sete, che vogliamo coccole… qualcuno si dimenticherebbe pure di mangiare se fosse possibile. Ma l’istinto deve essere regolato dalla ragione e dall’amore. Quel povero uomo che giaceva ai bordi della piscina di Siloe non riusciva mai a entrarvi al momento giusto perché aveva attorno altri che badavano solo a sé. Mi viene in mente come la nostra società emargina tante persone che non ce la fanno da sole a raggiungere quello che spetta a tutti, per esempio i portatori di handicap. Le barriere architettoniche, ma soprattutto le barriere che abbiamo costruito nella nostra mentalità non permettono loro di avere quello che è diritto per tutti. Ebbene Gesù trova un ammalato ai bordi della piscina che aspetta di poter essere guarito. È sabato. Lui aspetta da 38 anni da poter ridare alla sua vita un barlume di autonomia, di potersi muovere, di non dipendere da nessuno. Gesù perentorio lo rimette in piedi a camminare diritto. Gli ridà la pienezza della sua umanità. Ma c’è chi è più preoccupato dei quadri che degli uomini, delle cornici che del quadro. I farisei vedono nella guarigione di questo poveraccio, di questa nostra umanità, un insulto alla legge. Ma Dio ha tanto amato l’uomo da mandare Suo Figlio. È così ogni esperienza di vita credente, deve liberare sempre, non costringere; deve guardare al bene profondo dell’umanità, non al bene della struttura.

È facile a questo punto giudicare ogni norma come costrittiva, ma da quando c’è Gesù la norma è Lui, è lo Spirito che ci abita e infonde la speranza vera che la vita possa sempre essere libera, ma vera.

Martedì 29 Marzo 
S. Guglielmo Tempier; S. Ludolfo; S. Eustasio
4.a di Quaresima
Dio è per noi rifugio e fortezza
Ez 47,1-9.12; Sal 45; Gv 5,1-3a.5-16

Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!
Crea in me, o Dio un cuore puro; rendimi la gioia della tua salvezza.
Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!

 (Salmo 50,12.14)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 45)
Rit: Dio è per noi rifugio e fortezza.

‎Dio è per noi rifugio e fortezza,‎
‎ aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce. ‎
‎ Perciò non temiamo se trema la terra,‎
‎ se vacillano i monti nel fondo del mare. ‎
‎ ‎
‎ Un fiume e i suoi canali rallegrano la città di Dio,‎
‎ la più santa delle dimore dell’Altissimo. ‎
‎ Dio è in mezzo ad essa: non potrà vacillare. ‎
‎ Dio la soccorre allo spuntare dell’alba. ‎
‎ ‎
‎ Il Signore degli eserciti è con noi,‎
‎ nostro baluardo è il Dio di Giacobbe. ‎
‎ Venite, vedete le opere del Signore,‎
‎ egli ha fatto cose tremende sulla terra.‎

Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!
Crea in me, o Dio un cuore puro; rendimi la gioia della tua salvezza.
Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!

 (Salmo 50,12.14)

28 marzo, 2022

Don Camillo

 Don Camillo: «Oh Signore, come è pesante portare questa croce! "Lo dici a me!", Signore siete voi? È la vostra voce? Siete voi che parlate? "Non ho smesso mai di parlare ma tu non mi sentivi perché avevi le orecchie chiuse dall'orgoglio e dalla violenza". Signore grazie! Io ora odo la vostra voce e tutto è bello quassù!».



✝ Pensiero del 28 marzo 2022

 

S. T. D. E DELLA B. V. M.

Beato Rosario Angelo Livatino_GIUDICE UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede

Meditazione sul Vangelo di Gv 4,43-54

Tuo figlio vive!

La vita non fa sconti a nessuno. È sempre un dono da accogliere e mai da possedere, è sempre una sorpresa e una prova. Non guarda in faccia nessuno, non conta se sei ricco, non la puoi barattare e vendere, comprare o dominare.  Il Vangelo presenta la figura desolata di un funzionario del re, di un notabile del governo, di un uomo oltre la media che non ha bisogno di nessuno, che non è costretto a mescolarsi con i miserabili che seguono Gesù. Lui ha tutto, ma non possiede la vita. Infatti, suo figlio è malato gravemente e a quel figlio è legata la sua felicità. Ha un cuore di padre prima delle sue cariche e della sua posizione sociale. Alla forza della vita di suo figlio non può comandare. Se ne sta fuggendo e solo Gesù la può trattenere. Gesù non si dimostra tenero verso di lui, perché è un notabile, anzi lo prova, lo rimanda a casa con una promessa: «Tuo figlio vive». È la parola che tutti noi vorremmo sentirci dire sulle nostre disgrazie: «Tuo padre vive, tuo figlio vive, tua madre vive, tua moglie vive, tuo marito vive». La vorremmo sempre sentire sulle morti e le disgrazie che popolano la nostra esistenza, la vorremmo sentire anche sulle nostre vite spente. Spesso viviamo, ma ci spostiamo nel mondo come cadaveri ambulanti, perché non sentiamo più niente, abbiamo l’anima morta, il cuore spento, la fantasia imprigionata solo nel male, incattivita nel voler perseguire ad ogni costo i nostri disegni malvagi, le nostre passioni incontrollate. Il funzionario del re accetta, si fida, ritorna a casa, col cuore in gola, tra la certezza e il dubbio, tra la fiducia che Gesù gli ha ispirato e la tentazione di uomo di volere verifiche. È in un cammino di fede come tutti noi, che vogliamo conferme, segni, evidenze. È stato il cammino in cui ha giocato la sua libertà, e l’ha iniziato rivolgendosi con fiducia a Gesù e l’ha completato nel cammino di ritorno a casa.

Ha in regalo la vita del figlio, ma soprattutto la fede, la certezza che su Dio può sempre contare, la sua speranza non verrà mai meno, è fondata sull’abbandono in Gesù. La sorgente è sempre Lui.

Lunedì 28 Marzo 
S. Stefano Harding; S. Ilarione; B. Giovanna M. De Maillé
4.a di Quaresima (anno C)
Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato
Is 65,17-21; Sal 29; Gv 4,43-54

Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!
Cercate il bene e non il male, se volete vivere, e il Signore sarà con voi.
Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!

 (Amos 5,14)

 SALMO RESPONSORIALE (Salmo 29)

Rit: Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.

Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato
e non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me.
Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi,
mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa.

Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,
della sua santità celebrate il ricordo,
perché la sua collera dura un istante,
la sua bontà per tutta la vita.
Alla sera è ospite il pianto
e al mattino la gioia.

Ascolta, Signore, abbi pietà di me,
Signore, vieni in mio aiuto!
Hai mutato il mio lamento in danza,
Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre.

Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!
Cercate il bene e non il male, se volete vivere, e il Signore sarà con voi.
Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!

 (Amos 5,14)

27 marzo, 2022

✝ Pensiero del 27 marzo 2022

  

S. T. D. E DELLA B. V. M.

Beato Rosario Angelo Livatino_GIUDICE UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede

L'Amore del Padre, è sempre in movimento e non si ferma mai. Non ti abbandona a te stesso, ma sempre ti cercati, seguirti tormenta finché non ti trova.

Meditazione sul Vangelo di Lc 15,1-3.11-32

A me interessano solo i tuoi vitelli.

Stessa famiglia, stessi genitori, stessa educazione, eppure guarda che differenza di esiti hanno le vite di questi due figli. D‘accordo, hanno caratteri diversi, non sono la clonazione del papà e della mamma, li abbiamo già visti da bambini comportarsi diversamente, avere reazioni molto contrastanti, ma il linguaggio dell’amore potrebbero capirlo tutti e due. Perché uno va e sbatte la porta e l’altro resta e ti presenta solo il conto della spesa anziché farti da sostegno nella prova? È la storia di un padre e di due figli che il Vangelo ci presenta. Se avevamo ancora dubbi sul volto di Dio, oggi con questo Vangelo Gesù ce ne mostra un'immagine al di sopra di ogni nostra fantasia e bisogno. Ed è guardando a Lui, a questo Padre, che si fa verità dentro di noi. Noi infatti siamo questi due figli. Il primo, un po’ crudo, proprio fuori di testa, frequenta sicuramente qualche compagnia di balordi che gli cuoce il cervello. È nato lazzarone, non sa la fortuna che ha avuto; o, meglio, sa di avere un padre che si danna per farsi un gruzzolo che mette al riparo la vita da ogni disgrazia, e lui ringrazia la fortuna di avere una eredità che la legge gli garantisce. Tu papà lavora e fa’ i soldi, tanto è a me che li devi lasciare, anzi dammeli subito! Delle fatiche, dei sogni, delle attenzioni del padre non si cura: dei soldi di lui, sì.  Ma quando sarà scattato questo disegno perverso? Quando ha preso la prima bustina di droga? Ma perché l’ha presa, se qui aveva tutto? E gli mette in mano il frutto della sua fatica, sicuro che è una bomba a orologeria che scoppierà presto nella sua vita. L’altro figlio invece è buono, tranquillo; lavora, è sempre nei campi. Purtroppo anche lui nasconde un tradimento, un insulto all’amore del Padre: si sente servo, non figlio. Anche lui è attaccato all’eredità e non al padre, ai suoi vitelli e al suo premio, non allo stare con il padre. Quel che passa nel cuore del papà gli è estraneo. Tutto scoppia al ritorno del fratello. Ma che giustizia è questa? Il piccolo torna a spartire di nuovo, il mio sudore stavolta. Il padre corre da un figlio all’altro: da un figlio fatto schiavo di ogni cattiveria che si adatta a fare il salariato e non ha ancora capito che il padre è amore, all’altro che si sente solo un salariato, e vuole solo i suoi beni, ha rimandato alla sua morte la decisione di prendersi l’eredità. Non c’è pace per chi decide nella vita di amare! L’amore non fa quadrare i bilanci di giustizia, li supera, ma ti lascia solo a resistere e a provocare la purificazione dei sentimenti. Il primo figlio è tornato, il secondo andrà a fare festa con il fratello? Avrà il coraggio di accoglierlo, di scaricare la sua rabbia, ma alla fine di abbracciarlo come ho fatto io? No, purtroppo: non lo chiama fratello, ma: “questo tuo figlio”; proprio come spesso i figli sentono in casa dire dal papà o dalla mamma: guarda tuo figlio che ha combinato, quasi a separare le responsabilità. È il nostro cammino di Quaresima: c’è chi di noi deve tornare a casa, deve cambiare vita, deve pentirsi e chiamare vigliaccheria, cattiveria, balordaggine i suoi comportamenti e chi deve aprire il cuore a un altro modo più profondo di vedere la vita.

Domenica 27 Marzo 
S. Ruperto; B. Francesco Faà di Bruno
4.a di Quaresima (anno C)
Gustate e vedete com’è buono il Signore
Gs 5,9a.10-12; Sal 33; 2Cor 5,17-21; Lc 15,1-3.11-32

Lode e onore a te, Signore Gesù!

Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: «Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te».

Lode e onore a te, Signore Gesù!

 (Luca 15,18)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 33)
Rit: Gustate e vedete com’è buono il Signore.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.

Lode e onore a te, Signore Gesù!

Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: «Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te».

Lode e onore a te, Signore Gesù!

 (Luca 15,18)

27 novembre 2020 - 27 Marzo 2022 un anno e quattro mesi senza don Antonio Maffucci FSCB

 27 novembre 2020 - 27 Marzo 2022 un anno e quattro mesi senza don Antonio Maffucci FSCB

Il tempo, passa, ma la Memoria rimane viva.
REQUIEM AETERNAM
Réquiem aetérnam dona eis, Dómine,
et lux perpétua lúceat eis.
Requiéscant in pace. Amen.
L'ETERNO RIPOSO
L'eterno riposo dona a don Antonio, o Signore,
e splenda a Lui la luce perpetua.
Riposi in pace. Amen.



26 marzo, 2022

Sant' Emanuele

 Sant' Emanuele


Nome: Sant' Emanuele
Titolo: Martire
Nascita: III Secolo, Anatolia
Morte: III Secolo, Anatolia
Ricorrenza: 26 marzo
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Commemorazione


La fama e anche la bellezza del nome di Emanuele non è legata ad un Santo, ma allo stesso Salvatore. Leggiamo infatti il Vangelo di Matteo, che dice, parlando della nascita del Bambino di Betlemme: « Tutto ciò avvenne affinché s'adempisse quanto aveva detto il Signore a mezzo del Profeta: Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio, che sarà detto Emanuele ».

Il Profeta, a cui si richiama San Matteo, è il Profeta Isaia, il quale con queste parole luminose annunzia la venuta dei tempi nuovi e di colui che saprà « rigettare il male e scegliere il bene».

Ma che cosa vuol dire Emanuele? Lo ha chiarito lo stesso San Matteo: vuol dire « Dio è con noi ». E perciò l'attributo tipico, completo e consolante del Messia, cioè del vero inviato da Dio per la salvezza del suo popolo.

Veramente, in ebraico tale termine suona Immanuel. I Settanta, nella loro versione della Bibbia, l'hanno trasformato in parola greca, modificandone leggermente il suono, traducendo cioè Emmanuel. E come Emanuele è diventato per i cristiani nome proprio, come altri attributi di Gesù. «Emmanuele » è infatti il titolo glorioso di Gesù soprattutto nella sua Resurrezione, nell'avvenimento che suggella e prova come « Dio sia con lui », e anche « con noi », con il popolo cioè dei redenti da quella Redenzione e dei credenti in quella Resurrezione.

Perciò, più o meno consapevolmente, i genitori che impongono ad un figlio il nome di Emanuele, o ad una figlia quello di Emanuela, più che richiamarsi alla devozione di un Santo particolare, onorano Gesù con uno dei suoi più belli attributi, come accade anche per i nomi di Salvatore e di Crocifisso.

Nonostante ciò, esiste anche un Sant'Emanuele, che la Chiesa festeggia oggi insieme con Sabino, Quadrato e Teodosio, in un gruppo di quaranta Martiri d'epoca incerta. La loro storia è presto detta. Pare che fossero originari dell'Oriente, e in tempi di persecuzione, il primo di essi, Quadrato, che era Vescovo, venne allontanato dalla sua diocesi e diffidato di proseguire la sua opera. Egli seguitò però a predicare, a battezzare, ad assistere i fedeli, fino a che non venne catturato e condannato a morte.

Dietro il suo esempio, altri 39 cristiani, uomini e donne, giovani e vecchi, ricchi e poveri, si presentarono al governatore della provincia dichiarando la loro fede. Furono tormentati nella speranza di vederli apostatare, e poiché nessuno cedette, tutti furono messi a morte.

Anche negli antichi menologi greci, Emanuele viene talvolta chiamato Manuele o Manuel, diminutivo che è restato molto diffuso, specialmente in Spagna: tanto da apparire, ormai, come un nome tipicamente spagnolo.

MARTIROLOGIO ROMANO. In Anatolia, nell’odierna Turchia, santi Emanuele, Sabino, Codrato e Teodosio, martiri.

✝ Pensiero del 26 marzo 2022

 

S. T. D. E DELLA B. V. M.

Beato Rosario Angelo Livatino_GIUDICE UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede

ROSARIO ANGELO, prega per tutti noi. Benedici tutti i miei giorni, Intercedi presso Dio per esaudire le mie preghiere.

Meditazione sul Vangelo di Lc 18,9-14

Ho nostalgia della tua bontà, prendimi ancora
Di gente che guarda Dio dritto negli occhi ce n’è sempre troppa, di persone che si sentono di dettare legge a Dio ancora di più; o per ignoranza, perché credono che Dio sia una invenzione umana, e vogliono sostituire il loro buon senso alla Parola di Dio o per superbia, perché non sanno guardarsi dentro, non sanno vedere che bisogna cominciare dall’interno della loro coscienza, o per superficialità e impostura, perché credono che con Dio ci si può sempre tenere la maschera del perbenismo, che ogni preghiera sia da fare davanti alle televisioni, per farsi vedere. Spesso noi siamo un po’ tutti questi. Di quei due che vanno al tempio noi incarniamo maggiormente la figura del primo, del giusto, del fariseo, del millantatore. Sappiamo forse di essere peccatori, ma sicuramente perdonabili; siamo noi che dettiamo a Dio la misura della misericordia. Per le nostre malefatte deve essere sempre grande, mentre per quelle degli altri non deve esagerare per non creare assuefazione al perdono. Siamo forse riusciti con l’aiuto di tante persone a costruirci una vita passabile, onesta, ma crediamo che tutto sia frutto del nostro sforzo, della nostra volontà. Tanti invece non hanno avuto niente né dai genitori, né dagli altri, dalle istituzioni e si sono sempre trovati nel giro dei dannati, dei senza pace: senza fissa dimora, imbrigliati nella rete della malavita, della trasgressione. Noi ce ne facciamo un vanto anche di fronte a Dio, mentre dovremmo farcene un dovere di fronte agli altri. La nostra preghiera diventa una ostentazione, mentre la vera preghiera deve sempre essere un affidamento. Il poveraccio che giunge in fondo al tempio, che sa di non poter osare alzare lo sguardo, non perché teme Dio, ma perché si vede sproporzionato al Suo grande amore, ha ancora il coraggio di affidarsi a Lui. Sono qui ancora, come tante altre volte, non sono riuscito a portarti un cuore più puro. una vita meno ripugnante, sentimenti di pace anziché di odio, gesti di solidarietà anziché di preda… Prendimi ancora così come sono: ho nostalgia della Tua bontà, so che il Tuo amore è più grande della mia cattiveria: non ti prometto niente, perché so che da solo non ne esco; ma lasciami la gioia di poterTi venire a trovare, perché quando sono qui, mi si apre il cuore alla speranza, vedo le tue braccia allargate, so di avere un angolo nel Tuo cuore. Sarà solo quello che mi darà bontà e mi farà scoprire il segreto della vita che è il Tuo amore.

Sabato 26 Marzo 
Ss. Baronzio e Desiderio; B. Maddalena Caterina Morano
3.a di Quaresima
Voglio l’amore e non il sacrificio
Os 6,1-6; Sal 50; Lc 18,9-14

Gloria e lode a te, o Cristo!
Oggi non indurite il vostro cuore, ma ascoltate la voce del Signore.
Gloria e lode a te, o Cristo!

(Salmo 94,8)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 50)
Rit: Voglio l’amore e non il sacrificio.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.

Tu non gradisci il sacrificio;
se offro olocausti, tu non li accetti.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi.

Nella tua bontà fa grazia a Sion,
ricostruisci le mura di Gerusalemme.
Allora gradirai i sacrifici legittimi,
l’olocausto e l’intera oblazione.

Gloria e lode a te, o Cristo!
Oggi non indurite il vostro cuore, ma ascoltate la voce del Signore.
Gloria e lode a te, o Cristo!

(Salmo 94,8)

25 marzo, 2022

Annunciazione del Signore

 Annunciazione del Signore

autore: Luca Giordano anno: tra il 1672 e il 167 titolo: Annunciazione luogo: New York, Metropolitan Museum of Art

Nome: Annunciazione del Signore
Titolo: L'annuncio del concepimento verginale
Ricorrenza: 25 marzo
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Solennità


Il mistero che la S. Chiesa celebra oggi è l'Annuncio dell'Arcangelo Gabriele a Maria, che Ella era stata dal Signore scelta fra tutte le donne ad essere la Madre di Dio, e l'incarnazione del Verbo nel suo seno purissimo.

Anticamente la festa odierna era designata anche col nome di « Concezione di Cristo », « Annunciazione del Signore ». Ciò dimostra che era celebrata più come festa del Signore che della 'Madonna; solo col passare del tempo prese man mano spiccato carattere mariano. Oggi è considerata quasi esclusivamente come festa della SS. Vergine.

« Questo giorno, scrive il Guéranger, è grande negli annali dell'umanità; è grande agli occhi medesimi di Dio, perché celebra l'anniversario del più grande avvenimento che siasi compiuto nel tempo. Quest'oggi il Verbo divino, per mezzo del quale il Padre ha creato tutte le cose, s'è fatto carne nel seno d'una Vergine ed ha abitato in mezzo a noi ».

Questo mistero era già stato preannunciato fin dal Paradiso terrestre, indi più esplicitamente ripetuto e specificato dai Profeti. Isaia, quale segno della Redenzione, all'empio Acaz dice: « Ecco una Vergine concepirà e partorirà un figlio ed Emmanuele sarà il suo Nome ». Più innanzi dice ancora: « Dalla radice di Jesse germinerà una verga e un fiore spunterà da essa ».

Venuta poi la pienezza dei tempi, il tempo accettevole e propizio della Redenzione, mentre la purissima Vergine nazaretana innalza le sue più ferventi preci per accelerare la venuta del Messia, le appare uno dei più fulgidi Arcangeli del Paradiso, Gabriele, e con sommo rispetto e devozione la saluta: « Ave, piena di grazia, il 'Signore è teco, benedetta tu fra le donne ». Udendo queste cose Maria si turba e pensa che specie di saluto sia questo. L'Angelo per rassicurarla le dice: « Non temere, Maria, poiché hai trovato grazia presso Dio; ecco concepirai nel seno e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo e il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà fine ». E Maria, che già ha consacrato la sua verginità a Dio, non comprendendo ciò, dice all'Angelo: « Come avverrà questo se io non conosco uomo? ». Rispondendo l'Angelo le dice: « Lo Spirito Santo verrà in te e la virtù dell'Altissimo ti adombrerà. E per questo quello che nascerà da te sarà santo e sarà chiamato figlio dell'Altissimo... poiché nulla è impossibile a Dio ». E Maria dice: « Ecco la serva del Signore, sia fatto di me secondo la tua parola ». E l'Angelo si parte da lei.

In quel momento il Figlio di Dio scese in lei, prese carne e pur rimanendo vero Dio, cominciò ad essere anche vero uomo, per poi un giorno patire e morire, a fine di salvarci riaprendoci il Paradiso e meritandoci le grazie per bene operare.

Come ogni data relativa agli eventi dell'infanzia di Gesù, anche quella del 25 marzo per l'Annunciazione fu stabilita in riferimento a quella del Natale e viene rinviata se coincide con una domenica di Quaresima o altre solennità del tempo pasquale.

PRATICA. Credere sempre più nei privilegi mariani, particolarmente in quelli che formano l'aureola più fulgida di Maria, la sua perpetua Verginità e la divina Maternità.

PREGHIERA. Dio, che hai voluto che il tuo Verbo all'annuncio dell'Angelo prendesse carne nel seno della Beata Vergine Maria, concedi a noi tuoi devoti che mentre la crediamo veramente Madre di Dio, siamo aiutati dalla sua intercessione presso di te.

MARTIROLOGIO ROMANO. Annunciazione della beatissima Vergine Maria, Madre di Dio.

PROVERBIO. Per l'Annunziata la rondine è ritornata.


✝ Pensiero del 25 marzo 2022

  

S. T. D. E DELLA B. V. M.

Beato Rosario Angelo Livatino_GIUDICE UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede

Nel mistero, dell'Annunciazione, c'è tutta l'umanità, che attende il Sì, di Maria.

Meditazione sul Vangelo di Lc 1,26-38

Maria con il suo sì esprime la sua fede.

Maria è la figlia d’Israele eletta per essere madre del Messia; la donna di fede che accoglie con fiducia l’annuncio del messaggero di Dio; la donna umile che obbedisce ai piani di Dio con piena disponibilità: «Avvenga di me quello che hai detto».

In un preciso momento della storia (“nel sesto mese”, v. Lc 1,26), in uno sperduto villaggio della Palestina, il Dio Eterno si incarnò nel seno della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo. Era la pienezza dei tempi, il compimento delle promesse e dei preparativi della salvezza. Il Messia atteso da Israele si chiamerà Gesù, che in ebraico significa “Dio salva”, nome che esprime al contempo l’identità e la missione del Messia. Gesù è vero Dio e vero uomo. Mistero insondabile di misericordia e condiscendenza divina, che la Chiesa celebra nella santa Messa, quando, chinando il capo, proclama nel Credo: «per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria, e si è fatto uomo». Questo avvenne con la libera collaborazione di Maria, perché Dio volle che il consenso dell’eletta ad essere Madre del Figlio suo precedesse l’incarnazione; come una donna, Eva, contribuì alla morte, così pure un’altra donna, Maria, contribuì alla vita, (cf. Lumen Gentium, 56). Maria col suo “sì” esprime la sua fede nell’annuncio, e la sua disponibilità a collaborare al piano rivelatole; così Maria diventa la prima discepola di Gesù, condividendo gli stessi sentimenti di Cristo nell’incarnazione: «entrando nel mondo, Cristo dice: “Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per fare, o Dio, la tua volontà» (Eb 10,5-7). Cristo raggiungerà l’apice della sua opera salvifica sulla croce; Egli, nonostante fosse figlio, imparò, soffrendo a obbedire; nel Getsemani dirà al Padre: “non sia fatta la mia volontà, ma la tua”. E Maria, col suo consenso, accompagnò il figlio dall’incarnazione fino ai piedi della croce, dove “consentì” alla Passione di suo figlio, e mantenne la fede e la parola data. La vita di Maria, come quella di Cristo, fu un continuo “sì, sia fatta la tua volontà”, rivolto a Dio ed al suo piano salvifico.

Venerdì 25 Marzo

ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE - S
S. Lucia Filippini
Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà
Is 7,10-14; 8,10c; Sal 39; Eb 10,4-10; Lc 1,26-38

Lode e onore a te, Signore Gesù.
oppure (nel tempo pasquale):
Alleluia, alleluia, alleluia.

Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria.

 (Giovanni 1,14)

Lode e onore a te, Signore Gesù.
oppure (nel tempo pasquale):
Alleluia, alleluia, alleluia.

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 39)
Rit: Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo».

«Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo».

Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.

Non ho nascosto la tua giustizia
dentro il mio cuore,
la tua verità e la tua salvezza
ho proclamato.

Lode e onore a te, Signore Gesù.
oppure (nel tempo pasquale):
Alleluia, alleluia, alleluia.

Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria.

 (Giovanni 1,14)

Lode e onore a te, Signore Gesù.
oppure (nel tempo pasquale):
Alleluia, alleluia, alleluia.