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03 marzo, 2022

✝ Pensiero del 03 marzo 2022

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S. T. D. E DELLA B. V. M.

Beato Rosario Angelo Livatino_GIUDICE UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede

Meditazione sul Vangelo di Lc 9, 22-25

Portare la propria croce per amore.

Gesù è in cammino alla volta di Gerusalemme. Vuole che i suoi discepoli sappiano che va a realizzare la sua missione, il disegno di Dio annunciato dai profeti, che dovrà soffrire molto, morire e resuscitare. Vuole che i suoi discepoli seguano le sue orme, che si facciano carico della propria croce ogni giorno, e lo seguano. Il cristiano, seguace di Cristo, dando la sua vita per Cristo e come Cristo, non la perde ma la salva.

I discepoli accompagnano Gesù dovunque e condividono la vita con lui; continuano a imparare a pensare e sentire come lui, ad amare come lui, a dedicarsi alla predicazione del Vangelo e a fare il bene come fa lui. Sono i suoi amici, e ad essi egli rivela i misteri del Regno: ora, in particolare, la sua missione redentrice. Vanno verso Gerusalemme, e non nasconde loro ciò che l’aspetta: sofferenza e morte; ma anche la resurrezione. Gesù dà la sua vita per gli uomini, affinché essi abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza. I discepoli sono invitati a rimanere discepoli anche nella prova, a restare sulle sue orme, a farsi carico della propria croce e a partecipare delle sofferenze di Cristo, a gloria sua. La croce, nella vita del cristiano come di ogni uomo, si presenta sotto molte forme: sacrifici, pene, malattie, incomprensioni, amarezze… Il cristiano non sopporta la croce come una bestia da soma, come un fagotto che il destino ha posto sulle sue spalle; si carica della sua croce, ogni giorno, da buon discepolo, quale mezzo per associarsi all’opera redentrice di Cristo, dando ad essa lo stesso senso redentore che ebbe tutta la vita di Cristo. La propria croce personale, portata con lui, per amore di lui, è soave ed è speranza di resurrezione. Dio concede ai suoi fedeli la gioia e la saggezza della croce – quando è portata con amore – fino ad arrivare a dire: “Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa” (Col 1,24).

Giovedì 03 Marzo 
Giovedì dopo le Ceneri
Ss. Marino e Asterio; S. Cunegonda; B. Innocenzo da Berzo
Beato l’uomo che confida nel Signore
Dt 30,15-20; Sal 1; Lc 9,22-25

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria! Oggi non indurite il vostro cuore, ma ascoltate la voce del Signore. Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

(Matteo 4,17)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 1)
Rit: Beato l’uomo che confida nel Signore.

Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte.

Sarà come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le sue opere.

Non così, non così gli empi:
ma come pula che il vento disperde.
Il Signore veglia sul cammino dei giusti,
ma la via degli empi andrà in rovina.

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria! Oggi non indurite il vostro cuore, ma ascoltate la voce del Signore. Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

(Matteo 4,17)

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