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21 dicembre, 2021

Pensiero del 21 dicembre 2021

 S. T. D. E DELLA B. V. M.

G. R. A. Livatino e S. R. M. Rivi_Beati

Meditazione sul Vangelo di Lc 1,39-45

La vita di ogni persona ha senso.

Due donne in stato interessante si incontrano. Maria compie un viaggio che la condurrà fino ad una città di Giuda, dove vive Elisabetta; vi si reca probabilmente perché l’angelo Gabriele le aveva detto che sua cugina era incinta. Dopo il saluto di Maria, Elisabetta sente sussultare il bimbo che porta in grembo, ed esulta di gioia. La donna – mossa dallo Spirito Santo – riesce a riconoscere in Maria la Madre del Signore.

I personaggi principali di questo Vangelo non sono visibili. Sono, infatti, lo Spirito Santo che ricolma Elisabetta, e i due bambini – non ancora nati – ma per i quali Dio ha già un piano ben preciso: uno sarà il Redentore del mondo, l’altro sarà colui che lo annuncerà al mondo. È fin dal grembo materno che il disegno di Dio si attua, e ciò vale non solo per Gesù e Giovanni, ma per ognuno di noi. Nessuna creatura, infatti, viene al mondo senza un perché. Ultimamente è possibile trovare su Internet due brevi filmati: uno, riguarda i genitori di un bambino nato con una malattia così grave da non avere nessuna possibilità di sopravvivere a lungo. Questi genitori hanno festeggiato ogni giorno di vita del loro figlio. Il bambino è morto dopo novantanove giorni: novantanove feste di compleanno festeggiate con i suoi genitori, i quali non hanno fatto altro che amarlo e accudirlo. L’altro filmato invece ha come protagonista un giovane australiano nato senza arti. Egli era convinto che la sua esistenza non avesse alcuna utilità, fino a quando, da un circo, gli venne chiesto di esibirsi attivamente. In seguito ad uno scampato annegamento, aveva scoperto casualmente di saper nuotare. Iniziò a tuffarsi dall’alto – lui, senza braccia e senza gambe – in una vasca profonda. Tutti gli spettatori, nel vederlo, trattengono il fiato: lui, dopo il tuffo, riesce a risalire a galla. Uno spettatore – un bimbo con le stampelle – dopo lo spettacolo va da lui per abbracciarlo: ha scoperto che la sua vita, seppur con degli evidenti limiti, è sempre degna di essere vissuta. Ogni vita ha un senso, anche se non tutti lo riconoscono facilmente. A volte, il senso non coincide con quella che noi definiamo “realizzazione” umana: miraggio inarrivabile per un neonato di soli novantanove giorni, o per un uomo con una gravissima menomazione fisica. Ma per chi ha fede, è nel vivere per gli altri che si trova il vero senso dell’uomo, la sua vera realizzazione.

21 Dicembre

4.s d'Avvento 

Esultate, o giusti, nel Signore; cantate a lui un canto nuovo
Ct 2,8-14 opp. Sof 3,14-17; Sal 32; Lc 1,39-45

Oh Emmanuele, nostro re e legislatore: «Vieni a salvarci, Signore, nostro Dio».

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 32)
Rit: Esultate, o giusti, nel Signore; cantate a lui un canto nuovo.

Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate.
Cantate al Signore un canto nuovo,
con arte suonate la cetra e acclamate.

Il disegno del Signore sussiste per sempre,
i progetti del suo cuore per tutte le generazioni.
Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità.

L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
È in lui che gioisce il nostro cuore,
nel suo santo nome noi confidiamo.

Oh Emmanuele, nostro re e legislatore: «Vieni a salvarci, Signore, nostro Dio».


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