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11 giugno, 2021

Pensiero del 11 giugno 2021

 Dio è amore; chi rimane nell’amore, * rimane in Dio e Dio rimane in lui.

(I Giovanni 4,16)

Meditazione sul Vangelo di Gv 19, 31-37

Guarderanno a Colui che hanno trafitto.

La Chiesa celebra oggi la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù. Il Cuore di Cristo è il segno del suo immenso amore per noi. La liturgia richiama l’immagine del cuore per celebrare le grandi opere dell’amore e l’abbondanza dei doni che vengono da Gesù. Ma celebrare tale festa significa anche accendere in noi la risposta del nostro amore per lui. Dal Corpo di Gesù crocifisso e percosso con un colpo di lancia al costato sgorgano sangue e acqua. Il sangue richiama il sacrificio di Cristo e l’acqua è il simbolo dello Spirito Santo promesso da Gesù, proprio come frutto della sua morte e del suo conseguente innalzamento.

Cosa mi rivela di Gesù il brano evangelico di oggi? Anzitutto, quel sangue che esce dalla ferita mi dice che egli è davvero morto; che Gesù, il buon Pastore, ha veramente dato la sua vita per i suoi amici, che ha davvero amato i suoi che erano nel mondo, sino al dono totale di sé. È il senso fondamentale che ha il sangue per l’evangelista Giovanni: non proviene dal puro dato di cronaca, ma c’è sempre qualcosa in più che rivela la vera identità di Gesù. E così anche l’acqua che esce con il sangue. Ora, l’acqua che esce dal costato di Cristo è un’acqua che dona la salvezza; essa è segno dello Spirito Santo. Oramai è Gesù stesso il vero, nuovo e definitivo tempio di Dio, il vero e unico luogo di incontro con il Padre, Colui che ridona la vita mediante il suo Spirito. Se il sangue dice che Gesù, morendo, mi dona la vita, l’acqua dice che il suo andare al Padre ci dona lo Spirito. Gesù dunque è il tempio, ma è anche la vittima del sacrificio, quella vittima che i membri dell’Alleanza dovranno mangiare per entrare in comunione vitale con Dio. E c’è ancora di più:  senza Gesù non è possibile la salvezza, né la speranza. Qui l’evangelista guarda al futuro e cita un altro passo della Scrittura: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto» (Zac 12,10). Nel contesto del libro di Zaccaria il tema del “Trafitto” non è disgiunto da quello del “Pastore rifiutato” da Israele. Anche in Giovanni è così. Chi muore sulla croce è Gesù, il buon Pastore. La citazione del profeta dice la fede e la speranza dell’evangelista, i cui effetti egli già tocca con mano nella sua comunità: sono molti, infatti, coloro che guardano il Trafitto e che trovano in lui – e che ancora lo troveranno nei secoli – il centro della loro unità.

11 Giugno

Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza

Prendete il mio giogo sopra di voi, dice il Signore,
ed imparate da me, che sono mite e umile di cuore.

(Matteo 11:29)

Oppure

Dio ha amato noi e ha mandato il suo Figlio
come vittima di espiazione per i nostri peccati.

(Giovanni 4:10)

SALMO RESPONSORIALE (Isaia 12,2-6)
Rit: Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.

Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.

Attingerete acqua con gioia
alle sorgenti della salvezza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime.

Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.


Prendete il mio giogo sopra di voi, dice il Signore,
ed imparate da me, che sono mite e umile di cuore.

(Matteo 11:29)



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