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18 giugno, 2021

Pensiero del 18 giugno 2021

 Meditazione sul Vangelo di Mt 6, 19-23

Dov’è il tuo tesoro.
Con il brano evangelico di oggi entriamo nella seconda parte del discorso della montagna. Matteo raccoglie una serie di detti di Gesù, apparentemente senza alcuna successione logica, come i due che ci offre la liturgia odierna. Ma con una lettura attenta ne scopriamo il filo conduttore: la relazione filiale che ci lega a Dio Padre entra nel tessuto del nostro vivere quotidiano per trasformarlo. Lo spirito da figli ci permette di vivere il rapporto con le cose come libertà da esse, sia quando ci sono (6,19-21) sia quando non ci sono (6,24-34) e il rapporto con le persone come amore fraterno e astensione da qualsiasi giudizio (7,1-42).
Non accumulatevi tesori sulla terra… accumulatevi tesori nel cielo: l’uomo “tesorizza” (così il testo originale), è un cercatore di tesori di beni che gli garantiscano benessere, gioia, vita. Ma Gesù ci mette in guardia: ci sono tesori (quelli della terra) che per loro natura sono destinati a perire, a rischio di furto o soggetti a corruzione. Ce ne sono altri invece quelli del cielo che non periscono, ma perdurano e orientano la nostra esistenza al Padre e al suo Regno. Sono i tesori della giustizia, della carità, della pace, della consolazione, che si raccolgono vivendo da figli le beatitudini. E’ importante imparare a distinguerli, per usare quelli della terra in vista di quelli del cielo e per non essere ingannati e non ingannare e deludere il nostro cuore che seguirà la sorte del tesoro a cui si è attaccato. Se leggiamo questo primo detto insieme a quello che lo segue, così come il testo di Matteo suggerisce, collocandoli uno dopo l’altro, comprendiamo che per scoprire quale sia il vero tesoro e come usare i beni della terra, è necessario avere un occhio limpido, reso semplice – non diviso, dice il testo – dalla luce della Parola di Cristo. L’ occhio è paragonato alla lucerna che rivela e irradia all’esterno, sull’ambiente circostante, la luce (o la tenebra) che abita nell’intimo della persona. È l’occhio che guarda le cose, le persone e le situazioni e distingue tra cosa è bene mangiare e bere, prendere o dare, fare o non fare. Il cuore e l’occhio purificati e liberati dalla tenebra del male e della doppiezza sapranno discernere la via del Regno di Dio dentro la storia per guidarci a percorrerla.

18 Giugno

Il Signore libera i giusti da tutte le loro angosce.

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

(Matto 5,3)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 33)
Rit: Il Signore libera i giusti da tutte le loro angosce.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:

«I poveri ascoltino e si rallegrino».


Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore:

«Mi ha risposto e da ogni mia paura mi ha liberato».

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.


Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

(Matto 5,3)

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