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15 aprile, 2022

✝ Pensiero del 15 aprile 2022

 

S. T. D. E DELLA B. V. M.

Beato Rosario Angelo Livatino_GIUDICE UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede

Gesù, inchiodato alla Croce, sembri immobile ed impotente, ma le Tue mani, sono aperte per abbracciarmi.
Santo Venerdì di Redenzione.
Nella MEMORIA dell'affondamento del TITANIC nel 1912 era 15 aprile alle ore 2.20 come oggi
Campo di concentramento di Bergen-Belsen
La liberazione del campo (15 aprile 1945)
Quando gli inglesi ed i canadesi della 11ª Divisione Corazzata dell'esercito britannico sotto il comando di Bernard Montgomery liberarono il campo il 15 aprile 1945 si trovarono di fronte ad uno spettacolo orrendo. Vi trovarono circa 60 000 prigionieri, una gran parte dei quali moribondi o in pessime condizioni di salute, e migliaia e migliaia di corpi insepolti od accatastati all'interno e nei pressi del campo.
Le strutture del campo di Bergen-Belsen dovettero essere bruciate con i lanciafiamme dagli inglesi stessi per combattere l'epidemia di tifo e l'infestazione da pidocchi. Ci vollero settimane a riportare la situazione sotto controllo, settimane durante le quali non si riuscì ad evitare la morte di oltre 13.000 ex-prigionieri, ormai troppo debilitati per sopravvivere. Una speciale cerimonia segnò il 21 maggio 1945 la distruzione delle ultime baracche del campo.
La liberazione del campo ebbe vastissima eco nell'opinione pubblica inglese e americana. Le immagini dei cadaveri insepolti e delle migliaia di persone moribonde furono pubblicate con grande rilievo sulla stampa, mentre le interviste ai sopravvissuti svelarono in modo inequivocabile la brutalità dei campi di concentramento nazisti.

Nel luglio 1945, circa 6.000 persone furono inviate per convalescenza dalla Croce Rossa in Svezia. Oltre 11.000 affollarono il campo profughi allestito dagli alleati nelle vicinanze del campo.

Meditazione sul Vangelo di Gv 18,1-19.42

Non rintocchi di morte, ma semi di vita.

Ti capita ancora se abiti in qualche paese di campagna o di periferia di sentire ogni tanto i rintocchi gravi di campana, quel rimbombo lento, talvolta straziante perché ti ricorda che vai a seppellire un amico, un familiare. Ed attorno si fa silenzio. Il paese si ferma, la gente si stringe attorno per darti quel poco di solidarietà che può. Si crea quell’atmosfera surreale, ma vera, di bisogno di superare lo smarrimento, che fa parte della nostra vita. Noi veniamo al mondo a suon di campane di allegria per il battesimo e siamo portati a sepoltura da rintocco di tristezza. Oggi ci dovrebbe essere questo silenzio: ancora in tante fabbriche, in tanti studi commerciali, in tanti luoghi istituzionali, si usa fare un momento di silenzio: ricordiamo la morte di Gesù. Possiamo essere credenti o no, ma tutti possiamo ricordare chi ha dato una svolta decisiva alla storia del mondo. Oggi per Lui c’è silenzio forse, non rintocco di campane. Non è morto come tutti e non è ricordato cadavere. Vogliamo risentirci per l’ennesima volta la sua passione, la vogliamo vedere rappresentata, noi stessi ci mettiamo ad assumere una parte in questa storia: c’è chi fa Giuda e rappresenta tutti i nostri tradimenti, chi fa Maria e rappresenta tutte le nostre mamme che soffrono per la morte dei figli, chi fa il soldato o la canaglia e rappresenta le nostre violenze quotidiane, chi fa il traditore lo fa per dare un volto a tutti i tradimenti della vita e della storia. Lì tutti andiamo a farci rappresentare, per farci giudicare. È una catarsi necessaria, non è una fiction, lì ci andiamo con il cuore pentito, almeno una volta nella vita. Chissà che proprio a questi sentimenti di stasera sia legata la nostra felicità definitiva, quella vera. I sentimenti sono passeggeri, ma se hanno sotto un cuore che ama, sono tappe di una vita nuova. Andiamo sotto quella croce a farci nascere speranza; perché quello che vediamo piagato e disprezzato non resta cadavere, ma trionfa sulla morte e dona vita piena.

Quella croce è segno di speranza e sconfigge ogni altra croce della nostra vita ed ogni violenza che rappresenta.

Gloria e lode a te, Cristo Signore!

Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte ed a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome.

Gloria e lode a te, Cristo Signore!

(Filippesi 2,8-9)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 30)
Rit: Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.

In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso;
difendimi per la tua giustizia.
Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.

Sono il rifiuto dei miei nemici
e persino dei miei vicini,
il terrore dei miei conoscenti;
chi mi vede per strada mi sfugge.
Sono come un morto, lontano dal cuore;
sono come un coccio da gettare.

Ma io confido in te, Signore;
dico: «Tu sei il mio Dio,
i miei giorni sono nelle tue mani».
Liberami dalla mano dei miei nemici
e dai miei persecutori.

Sul tuo servo fa splendere il tuo volto,
salvami per la tua misericordia.
Siate forti, rendete saldo il vostro cuore,
voi tutti che sperate nel Signore.

Gloria e lode a te, Cristo Signore!

Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte ed a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome.

Gloria e lode a te, Cristo Signore!

(Filippesi 2,8-9)

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