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13 aprile, 2022

✝ Pensiero del 13 aprile 2022

 

S. T. D. E DELLA B. V. M.

Beato Rosario Angelo Livatino_GIUDICE UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede

Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli,
sulla terra e sotto terra,
perché Gesù umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Gesù Cristo è Signore
a gloria di Dio Padre. 

(Filippesi 2,10.8.11)

Meditazione sul Vangelo di Mt 26,14-25

Non siamo destinati, ma liberati.

Non c‘è nessun destino nella vita umana, c’è sempre e solo capacità di intercettare una proposta, una chiamata e la creatività di rispondere o di rifiutare. Dio ci fa liberi, ma la nostra vita non è automaticamente collocata nella bontà. Esiste sempre la necessità di scegliere e le scelte sono collocate entro un disegno di amore. Destino è una parola che non sta bene sulla bocca del cristiano e noi la usiamo molto spesso. Era destino che… è stato il suo destino… vuol dire che era destinato a… ce l’ha messa tutta, ma non ce l’ha fatta: era destino che… Non è assolutamente vero. Dio ci chiama alla libertà e ci offre tutte le condizioni per viverla. Resta sempre un grande mistero, quello sì. E la parola mistero non è un’affermazione sbrigativa, per dirci che non val la pena di pensarci, ma è una espressione di coinvolgimento in un piano superiore alle nostre vedute e immerso in una atmosfera di amore. Resta un mistero la sua volontà che non può essere scalfita da disobbedienza alcuna; resta un mistero la nostra libertà di scegliere; resta un mistero come si accordino, ma sappiamo che in Dio abbiamo un posto di amore. Giuda non ci ha più creduto; si è tormentato, si è confrontato, ha avuto la debolezza di lasciarsi incantare da abbagli di morte e non ha più avuto il coraggio di riprendere in mano la vita, come invece è riuscito a fare Pietro. Ambedue traditori, ma uno chiuso in sé, l‘altro aperto alla misericordia di Dio. È penosa la scena di quella intimità profonda tra Gesù e i suoi all’ultima cena. Gesù apre tutto il suo cuore in maniera struggente e tutti stanno a tirarsi indietro con quel bugiardo: sono forse io Signore? Si, ciascuno aveva in cuore un piccolo o grande tradimento, ciascuno il giorno dopo non avrebbe retto alla prova, si sarebbe squagliato, avrebbe fatto tutte le carte false possibili per far credere di non essere mai stato con Lui. Anche noi forse in queste giornate vedremo rappresentazioni della passione: Staremo anche noi a tirarci indietro con quel farisaico “sono forse io Signore?”.

O ci rigireremo le nostre responsabilità e apriremo la mente, il cuore a quella unica speranza della nostra vita che è il suo perdono?

Mercoledì 13 Aprile 
Settimana Santa, Beato Rolando Maria Rivi in Odio alla Fede ed in Odio alla Veste Talare.

Diocesi Propria Emilia Romagna

S. Martino I; S. Ermenegildo; B. Ida
O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi
Is 50,4-9a; Sal 68; Mt 26,14-25

Lode e onore a te, Signore Gesù!
Salve, nostro Re, obbediente al Padre: «Sei stato condotto alla croce, come agnello mansueto al macello».

Lode e onore a te, Signore Gesù!

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 68)
Rit: O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi.

Per te io sopporto l’insulto
e la vergogna mi copre la faccia;
sono diventato un estraneo ai miei fratelli,
uno straniero per i figli di mia madre.
Perché mi divora lo zelo per la tua casa,
gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me.

Mi sento venir meno.
Mi aspettavo compassione, ma invano,
consolatori, ma non ne ho trovati.
Mi hanno messo veleno nel cibo
e quando avevo sete mi hanno dato aceto.

Loderò il nome di Dio con un canto,
lo magnificherò con un ringraziamento,
Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
e non disprezza i suoi che sono prigionieri.

Lode e onore a te, Signore Gesù!
Salve, nostro Re, obbediente al Padre: «Sei stato condotto alla croce, come agnello mansueto al macello».

Lode e onore a te, Signore Gesù!

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