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02 luglio, 2021

Pensiero del 02 luglio 2021

 Meditazione sul Vangelo di Mt 9,9-13

Gesù è venuto a chiamare i peccatori.

Dopo aver dimostrato, con la guarigione del paralitico, d’aver ricevuto dal Padre il potere di rimettere i peccati, Gesù chiama Matteo, un odiato esattore delle tasse, a far parte del collegio dei Dodici. Ciò a riprova che il perdono non si limita a cancellare il peccato, ma ci fa creature nuove, capaci d’annunciare agli altri la grazia ricevuta. Poi, anticipando il banchetto eucaristico che egli donerà alla Chiesa come suo “memoriale”, Gesù “siede a mensa” con Matteo e i suoi malfamati colleghi. Ai farisei “benpensanti” che gli rimproverano questo, il Maestro ricorda l’oracolo del profeta Osèa: «Misericordia io voglio e non sacrificio», egli, infatti, «non è venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».


Che bello sapere che il sacramento della penitenza è così efficace che dopo di esso noi possiamo, anzi, dobbiamo sentirci di nuovo chiamati a seguire Cristo come discepoli e a testimoniarlo come apostoli. La confessione, anche se vissuta nel “tu a tu” del confessionale, è sempre un evento ecclesiale. Ecco perché nell’episodio della chiamata di Matteo – come nella parabola del figlio prodigo – alla chiamata o  all’abbraccio perdonante di Dio, segue il banchetto di festa, segno dell’eucaristia. Questo rapporto tra perdono ed eucaristia ha spinto Gesù a donarci la pratica dei nove primi venerdì del mese. In un periodo nel quale la Chiesa era costretta a “precettare” i fedeli perché “si confessassero una volta l’anno e si comunicassero almeno a Pasqua”, Gesù, apparendo a santa Margherita Maria Alacoque, promise la grazia della salvezza a chi si fosse accostato all’eucaristia (e alla confessione) per nove volte, il primo venerdì d’ogni mese. Qualche secolo dopo, il Signore delle misericordie ispirò al Papa san Pio X di concedere a tutti i fedeli, anche ai bambini, di potersi comunicare quotidianamente. Oggi, perciò, è quasi “normale” accostarsi alla comunione eucaristica tutte le volte che si partecipa alla Messa. Purtroppo i più trascurano il  sacramento della confessione. Esso è necessario non solo per ridonarci la grazia, quando l’avessimo perduta, ma anche per aiutarci ad attuare la chiamata personale alla santità che Gesù rivolge ad ognuno di noi. Tramite la confessione il Signore ci chiede di alzarci dalla nostra mediocrità, per seguirlo sulla via della perfezione evangelica. Solo se avremo accettato il suo invito e avremo celebrato sul serio il sacramento della Penitenza, potremo sedere con Lui alla mensa eucaristica e gustare, insieme a tutti i perdonati, «quanto è buono il Signore».

02 Luglio 

Rendete grazie al Signore, perché è buono

Venite a me, voi tutti che siete stanchi ed oppressi,
ed io vi darò ristoro, dice il Signore.

(Matteo 11,28)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 105)
Rit: Rendete grazie al Signore, perché è buono.

Rendete grazie al Signore, perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Chi può narrare le prodezze del Signore,
far risuonare tutta la sua lode?

Beati coloro che osservano il diritto
e agiscono con giustizia in ogni tempo.
Ricordati di me, Signore, per amore del tuo popolo.

Visitami con la tua salvezza,
perché io veda il bene dei tuoi eletti,
gioisca della gioia del tuo popolo,
mi vanti della tua eredità.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi ed oppressi,
ed io vi darò ristoro, dice il Signore.

(Matteo 11,28)

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