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28 novembre, 2021

Pensiero del 28 novembre 2021

 A te, Signore, innalzo l’anima mia, mio Dio, in te confido: «Che io non resti deluso! Non trionfino su di me i miei nemici! Chiunque in te spera non resti deluso».

(Salmo 24,1-3)

L'Avvento, ci ricorda che la nostra liberazione, è vicina.
Buona domenica, e soprattutto buon inizio d'Avvento, a tutti, nella luce, ci porterà alla salvezza, con la Nascita, di Cristo.
Buon Cammino

Meditazione sul Vangelo di Lc 21,25-28.34-36

Desiderare ogni giorno di incontrare Dio.

Iniziamo il nuovo anno liturgico proclamando gli stessi versetti evangelici con i quali abbiamo concluso il precedente. Sono le ultime frasi dei discorsi con cui Gesù istruisce i suoi discepoli, prima d’entrare nel mistero della sua passione. In essa, infatti, egli vivrà personalmente quell’aggressione delle forze del male che poi attaccheranno la sua Chiesa. Le tenebre che avvolgeranno il Golgota, o il terremoto di cui parla l’evangelista Matteo, sono un anticipo dei segni che annunceranno il suo ritorno glorioso. Per aver anche noi la «forza di sfuggire a tutto il male che cerca di schiavizzarci», dobbiamo, come Gesù nel Getsemani, «vegliare pregando», solo allora sentiremo che «la nostra liberazione è vicina».

L’Avvento è il “tempo forte” della Chiesa nel quale siamo invitati ad una preghiera più intensa. Una preghiera nella quale non chiediamo qualcosa, ma cerchiamo ed aspettiamo qualcuno, Gesù Cristo. Dobbiamo intensificare l’orazione come “sete di Dio”, alla quale ci invita soprattutto il Vangelo, quando ci chiede di «vegliare e pregare in ogni momento», in modo che la nostra attesa di Lui sia sostenuta dalla speranza cristiana. Ma domandiamoci: è possibile “pregare in ogni momento” come comanda il Signore, o “pregare ininterrottamente», come chiede san Paolo ai suoi discepoli di Tessalonica? No. E’ lo stesso Apostolo che, rimproverando i Tessalonicesi per un’attuazione letterale del suo comando, ci invita a distinguere lo “stato di preghiera” dall’atto di pregare. Non voglio essere difficile: lo “stato di preghiera” è la percezione continua di essere alla presenza di Dio. E questa possiamo averla anche durante il lavoro o lo svago. L’atto della preghiera suppone, invece, che cessiamo le altre occupazioni per dialogare personalmente con Dio. L’Avvento ci educa a tutti e due i momenti, perché in esso ci prepariamo alle tre venute del Signore. La prima, quella che ricordiamo con la Natività di Gesù, incentiva la dimensione affettiva della preghiera, che esprimeremo, soprattutto, nella novena di Natale. L’ ultima venuta, quella che celebriamo principalmente nei primi giorni dell’Avvento, ci porta ad una preghiera di fede, ispirata dagli stupendi oracoli del profeta Isaia. Ma c’è una terza venuta di Cristo, quella intermedia, che dobbiamo vivere ogni giorno, perché quotidianamente il Signore viene a noi per salvarci. La percezione di questa venuta suppone in noi un cuore capace di restare sempre vigile davanti al suo Dio, per camminare alla sua presenza.

28 Novembre

1.s d'Avvento

A te, Signore, innalzo l’anima mia, in te confido
Ger 33,14-16; Sal 24; 1Ts 3,12 – 4,2; Lc 21,25-28.34-36

Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza.

(Salmo 84,8)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 24)
Rit: A te, Signore, innalzo l’anima mia, in te confido.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.

Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà
per chi custodisce la sua alleanza e i suoi precetti.
Il Signore si confida con chi lo teme:
gli fa conoscere la sua alleanza.

Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza.

(Salmo 84,8)



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