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15 novembre, 2021

Pensiero del 15 novembre 2021

Meditazione sul Vangelo di Lc 18,35-43

Portatore di speranza.

 È ora! La salvezza dell’umanità è vicina, Gesù ne conosce il prezzo. Come Luca ci narra nel capitolo 18 del suo vangelo – nel brano che precede quello odierno – Egli, risoluto, si dirige verso Gerusalemme, il luogo della sua immolazione. Chiama a sé i Dodici: nuovamente, li prepara ad accogliere la sua morte, ma soprattutto la sua Risurrezione. Tuttavia, in Gesù, forse, c’è anche il desiderio di avere vicini i suoi amici in questo momento tremendo ed insieme splendido. Essi non comprendono nulla, perché il suo parlare rimane oscuro per loro. Intanto, come abbiamo visto oggi, giungono a Gerico, e la fede di un mendicante cieco porta molti alla Luce.

Gesù e i suoi giungono a Gerico, luogo altamente simbolico. Secondo la fede del popolo ebraico, infatti, le mura di questa imprendibile fortezza caddero (Gs 6,5) e Israele prese possesso della Terra Promessa. Gli apostoli, forse, sperano in un’altra vittoria, ma le parole di Gesù li hanno confusi, sono al buio. Entrando in Gerico, tuttavia, si accende una piccola luce grazie ad un mendicante cieco. Per la mentalità del tempo, la sua invalidità era causata dai suoi gravi peccati. Gesù, in occasione della guarigione di un altro cieco, confuterà questo pregiudizio che condannava all’esclusione chi già soffriva (cfr. Gv 9,2). Nel corso del Giubileo dell’anno 2000, Giovanni Paolo II definì i disabili portatori di un’abilità diversa, «perché portano nei loro corpi e nelle loro vita un’acuta speranza della liberazione che Cristo ci ha acquistato con la sua morte e risurrezione». In questo episodio evangelico, ne abbiamo un esempio. Il cieco è immobile, mentre tutti camminano. Non vede con gli occhi, ma, sentinella di Dio, sente che intorno c’è uno strano movimento, fa domande. «Passa Gesù il Nazareno», rispondono. Il cieco è abituato a tendere la mano, non si vergogna, grida: “Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!”. Riconosce in Gesù il Messia, lo zittiscono, ma lui grida più forte, come gridò il popolo ebraico; allora, crollarono le mura di Gerico, ora, è la sua cecità fisica a crollare. E tutto il popolo, grazie alla sua fede ottiene la vista e dà lode Dio.

15 Novembre 

Dammi vita, Signore, ed osserverò la tua parola

Io sono la luce del mondo, dice il Signore; chi segue me avrà la luce della vita.

 (Giovanni 8,12)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 118)
Rit: Dammi vita, Signore, ed osserverò la tua parola.

Mi ha invaso il furore contro i malvagi
che abbandonano la tua legge.
I lacci dei malvagi mi hanno avvolto:
non ho dimenticato la tua legge.

Riscattami dall’oppressione dell’uomo
e osserverò i tuoi precetti.
Si avvicinano quelli che seguono il male:
sono lontani dalla tua legge.

Lontana dai malvagi è la salvezza,
perché essi non ricercano i tuoi decreti.
Ho visto i traditori e ne ho provato ribrezzo,
perché non osservano la tua promessa.

Io sono la luce del mondo, dice il Signore; chi segue me avrà la luce della vita.

 (Giovanni 8,12)

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