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10 febbraio, 2022

✝ Pensiero del 10 febbraio 2022

 ✝

S. T. D. E DELLA B. V. M.

G. R. A. Livatino UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede_Beato

Nel RICORDO DELLE FOIBE

10 FEBBRAIO 1943 - 10 FEBBRAIO 2022

Non c'è il Presente senza il Passato, non c'è Futuro senza la Memoria! 

Meditazione sul Vangelo di Mc 7,24-30

Il potere della fede.       

Gesù Cristo prosegue la sua missione trasferendosi a Tiro, sulla frontiera settentrionale della Galilea. Città commerciale per eccellenza, con un grande porto, era abitata in maggioranza da pagani. Per questo motivo, forse, Gesù credeva di poter passare facilmente inosservato. Tuttavia, la sua fama si era già estesa tra i pagani e una donna lo riconosce e gli chiede un miracolo. La risposta di Gesù è scoraggiante, ma ella non si lascia vincere dallo scoraggiamento e, con la sua insistenza, strappa a Gesù la grazia che desiderava.

La fede degli uomini non resta inosservata davanti agli occhi di Dio. Questa donna fenicia è il paradigma dell’atteggiamento di fede del credente, che segue il consiglio che lo stesso Gesù dà in un altro brano. «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto» (cf. Lc 11,9). Gesù propose anche l’immagine della vedova e del giudice ingiusto che, per l’insistenza di lei, le fa giustizia. Il Maestro ci dà ora in prima persona la testimonianza della sensibilità del cuore di Dio davanti alle necessità degli uomini. Gesù si stupisce della fede di questa donna; nel testo parallelo del vangelo di Matteo (15,21-28), commenta:  “Donna, davvero grande è la tua fede!». A prima vista, può sembrarci esagerata la frase del Vangelo che dice che la fede può muovere le montagne. Viviamo la nostra vita cristiana come se la forza della fede fosse una favola, un mito. Basta pensare alle nostre difficoltà quotidiane. Di fronte a qualsiasi problema, pensiamo immediatamente ad un’infinità di soluzioni umane: davanti alla malattia, chiamiamo il medico; davanti alle difficoltà familiari, ricorriamo allo psicologo. Ovviamente, tutto questo è giusto ed è così che si deve fare. Ma ci ricordiamo anche di pregare con fede, affinché questi problemi si risolvano? Non sarà che la nostra preghiera di supplica è solo un’ultima disperata risorsa, o un’abitudine svuotata di significato? Se pensiamo alla nostra vita spirituale – quella che più interessa a Dio – preghiamo per essere più santi e per raggiungere le virtù cristiane, per sopportare cristianamente la sofferenza, cercando di associarci alla passione di Cristo?  Questo Vangelo non può smettere di interpellare seriamente la nostra stessa vita di preghiera e di fede; che l’esempio di questa donna ci aiuti a seguire con fedeltà il comando di Cristo: “Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione”.

Giovedì 10 Febbraio 
5.a del Tempo Ordinario
S. Scolastica (m); S. Silvano; B. Luigi Stepinac
Ricordati di noi, Signore, per amore del tuo popolo
1Re 11,4-13; Sal 105; Mc 7,24-30

Accogliete con docilità la Parola che è stata piantata in voi e può portarvi alla salvezza.

(Giacomo 1,21)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 105)
Rit: Ricordati di noi, Signore, per amore del tuo popolo.

Beati coloro che osservano il diritto
ed agiscono con giustizia in ogni tempo.
Ricordati di me, Signore, per amore del tuo popolo,
visitami con la tua salvezza.

I nostri padri si mescolarono con le genti
e impararono ad agire come loro.
Servirono i loro idoli
e questi furono per loro un tranello.

Immolarono i loro figli
e le loro figlie ai falsi dèi.
L’ira del Signore si accese contro il suo popolo
ed egli ebbe in orrore la sua eredità.

Accogliete con docilità la Parola che è stata piantata in voi e può portarvi alla salvezza.

(Giacomo 1,21)

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