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07 agosto, 2021

Pensiero del 07 agosto 2021

 Meditazione sul Vangelo di Mt 17,14-20

“Il giusto vivrà per la sua fede”.

Il miracolo dell’epilettico guarito segue l’evento della Trasfigurazione. Sul monte Dio aveva chiesto agli apostoli di ascoltare il Figlio, e a valle c’è la dimostrazione che, purtroppo, anche i discepoli, con la loro parziale sordità, rischiano d’essere parte integrante di quella generazione incredula e perversa che non meriterebbe la presenza dell’Emmanuele. Tuttavia, poiché nei discepoli c’è solo carenza di fede, è su quel “poco” che il Signore cerca di operare, in modo che come un “piccolo seme di senape”, essa cresca, così da “trasportare le montagne” dell’incredulità.


Secondo san Paolo, la fede nel Signore Gesù ci ottiene quella vita che i Giudei aspettavano dall’osservanza della Legge. Il credere, però, in quanto risposta umana alla proposta di Dio, non è cosa scontata. Lo vediamo negli stessi apostoli. Essi, pur vivendo con Gesù da tanto tempo, pur essendo stati testimoni di tanti miracoli, pur avendolo riconosciuto come il Messia, hanno ancora «poca fede», al punto che non riusciranno poi a superare lo scandalo della croce. Essi, quando furono inviati in missione, avevano ricevuto da Gesù il potere di “guarire gli infermi, risuscitare i morti, purificare i lebbrosi, scacciare i demoni”, eppure in quest’occasione – a causa della loro poca fede – non riescono ad esaudire un padre che chiede loro la salvezza del figlio, perciò deve intervenire direttamente il loro Maestro. Il potere di compiere miracoli nel suo nome Gesù non lo ha limitato ai Dodici, lo ha esteso alla Chiesa intera di ogni tempo. Sempre che si abbia fede! Questa virtù non mancò a santa Chiara la cui vita è costellata di miracoli, il più grande dei quali non fu quello d’aver liberato Assisi dall’assedio dei Saraceni, ma d’essersi rivestita, lei ricca e nobile, degli abiti di “madonna povertà”, permettendo così ad “un cammello di passare nella cruna di un ago”. Miracolo possibile a tutti noi quando, crescendo nella fede, ci stacchiamo dai nostri interessi egoistici per convertirci alla nostra vera ricchezza che è Cristo e il suo Vangelo. Allora faremo anche noi esperienza di una preghiera “miracolosa”, che otterrà d’essere esaudita non a misura dei nostri meriti o della nostra santità, ma di quella grazia sovrabbondante che Gesù dona a chiunque crede in lui.Meditazione sul Vangelo di Mt 17,14-20


“Il giusto vivrà per la sua fede”.


Il miracolo dell’epilettico guarito segue l’evento della Trasfigurazione. Sul monte Dio aveva chiesto agli apostoli di ascoltare il Figlio, e a valle c’è la dimostrazione che, purtroppo, anche i discepoli, con la loro parziale sordità, rischiano d’essere parte integrante di quella generazione incredula e perversa che non meriterebbe la presenza dell’Emmanuele. Tuttavia, poiché nei discepoli c’è solo carenza di fede, è su quel “poco” che il Signore cerca di operare, in modo che come un “piccolo seme di senape”, essa cresca, così da “trasportare le montagne” dell’incredulità.


Secondo san Paolo, la fede nel Signore Gesù ci ottiene quella vita che i Giudei aspettavano dall’osservanza della Legge. Il credere, però, in quanto risposta umana alla proposta di Dio, non è cosa scontata. Lo vediamo negli stessi apostoli. Essi, pur vivendo con Gesù da tanto tempo, pur essendo stati testimoni di tanti miracoli, pur avendolo riconosciuto come il Messia, hanno ancora «poca fede», al punto che non riusciranno poi a superare lo scandalo della croce. Essi, quando furono inviati in missione, avevano ricevuto da Gesù il potere di “guarire gli infermi, risuscitare i morti, purificare i lebbrosi, scacciare i demoni”, eppure in quest’occasione – a causa della loro poca fede – non riescono ad esaudire un padre che chiede loro la salvezza del figlio, perciò deve intervenire direttamente il loro Maestro. Il potere di compiere miracoli nel suo nome Gesù non lo ha limitato ai Dodici, lo ha esteso alla Chiesa intera di ogni tempo. Sempre che si abbia fede! Questa virtù non mancò a santa Chiara la cui vita è costellata di miracoli, il più grande dei quali non fu quello d’aver liberato Assisi dall’assedio dei Saraceni, ma d’essersi rivestita, lei ricca e nobile, degli abiti di “madonna povertà”, permettendo così ad “un cammello di passare nella cruna di un ago”. Miracolo possibile a tutti noi quando, crescendo nella fede, ci stacchiamo dai nostri interessi egoistici per convertirci alla nostra vera ricchezza che è Cristo e il suo Vangelo. Allora faremo anche noi esperienza di una preghiera “miracolosa”, che otterrà d’essere esaudita non a misura dei nostri meriti o della nostra santità, ma di quella grazia sovrabbondante che Gesù dona a chiunque crede in lui.

07 Agosto 

Ti amo, Signore, mia forza

Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.

(II Timoteo 1,10)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 17)
Rit: Ti amo, Signore, mia forza.

Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore.

Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.

Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato.


Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.

(II Timoteo 1,10)


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