Translate

01 agosto, 2021

Pensiero del 01 agosto 2021

 Non c'è uomo o donna, che non abbia fame di VITA. Solo DIO, può saziarci nel Pane riceviamo la Vita che non finisce.

Meditazione sul Vangelo di Gv 6,24-35

Cibo di vita eterna.

Il brano di oggi fa seguito al racconto del miracolo della moltiplicazione dei pani (Gv 6,15) in cui si narra che Gesù diede da mangiare a più di cinquemila persone avendo a disposizione pochi pani e due pesci. Nel Vangelo di Giovanni il segno – cioè il miracolo -, come quello della moltiplicazione dei pani, è una realtà concreta che conduce ad un significato diverso da quello che immediatamente sembra significare. Esso, infatti, deve essere letto alla luce della fede perché è verso di essa che vuole condurre.

La Sacra Scrittura mostra un Dio che ha sempre manifestato la sua infinita provvidenza nei confronti dell’uomo. Nel racconto del libro dell’Esodo, tale provvidenza divina, più che un atto d’amore è piuttosto un gesto di rimprovero da parte del Signore nei confronti degli Israeliti che avevano mancato di fedeltà nei suoi confronti, protestando per la mancanza di cibo. Ma Dio, anche in questa circostanza, si mostra benigno e provvido. Possiamo già trarre un importante insegnamento per la nostra vita spirituale: tutto ciò di cui disponiamo è dono divino e Dio non fa mai mancare il suo aiuto nelle nostre difficoltà. Nel Vangelo, Gesù, attraverso il segno della moltiplicazione dei pani, ci offre un altro insegnamento: ciò di cui più abbiamo bisogno non è il pane in senso fisico, bensì il pane spirituale. Ai suoi discepoli Gesù propone se stesso come alimento di vita e di salvezza, affermando di essere molto più importante del pane che sfamava gli Israeliti nel deserto. Egli, infatti, è venuto a redimere il mondo condividendo in tutto, tranne che nel peccato, la nostra condizione di fragilità e di miseria, e per “raggiungerci” fino in fondo egli si offre a noi addirittura come alimento gratuito. All’offerta che Gesù fa di se stesso deve corrispondere da parte nostra un atteggiamento di accoglienza che egli stesso ci indica: «credere in colui che egli (il Padre) ha mandato». Cioè credere che Gesù è il Figlio di Dio, Dio stesso incarnato per noi. Quando si crede in Lui come Figlio di Dio ci si pone alla sua sequela in tutto e per tutto, si assumono atteggiamenti per i quali ci si rinnova interiormente nello spirito della fiducia e della serenità, e si guardano le cose e gli altri uomini secondo un’altra prospettiva, che è quella della condivisione, della solidarietà, dell’apertura al prossimo e della considerazione del bisognoso. Questo è il vero senso del “mangiare il pane vivo disceso dal cielo” ch'è Cristo!

01 Agosto

Donaci, Signore, il pane del cielo

Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.

(Matteo 4, 4)

 SALMO RESPONSORIALE (Salmo 77)

Rit: Donaci, Signore, il pane del cielo.

Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato
non lo terremo nascosto ai nostri figli,
raccontando alla generazione futura
le azioni gloriose e potenti del Signore
e le meraviglie che egli ha compiuto.

Diede ordine alle nubi dall’alto
e aprì le porte del cielo;
fece piovere su di loro la manna per cibo
e diede loro pane del cielo.

L’uomo mangiò il pane dei forti;
diede loro cibo in abbondanza.
Li fece entrare nei confini del suo santuario,
questo monte che la sua destra si è acquistato.

Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.

(Matteo 4, 4)

Nessun commento: