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17 luglio, 2022

✝ Pensiero del 17 luglio 2022

 


S. T. D. E DELLA B. V. M.

Beato Rosario Angelo Livatino_GIUDICE UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede

Dice Gesù:

«Marta, tu t'affanni per molte cose Maria, ha scelto la parte migliore, di contemplare la Parola di Dio».

 Meditazione sul Vangelo di Lc 10, 38-42

Accogliere l’altro significa accogliere Dio stesso.

I testi biblici che ci riportano il messaggio di questa domenica ci insegnano che il Dio della Trinità ama recarsi dagli uomini, perché la Sua presenza è una benedizione e un onore. Al tempo dei patriarchi si reca da Abramo e promette un figlio a Sara che non ne ha ancora. Gesù da parte sua esalta due donne nubili, Maria e Marta, onorandole della sua visita e della sua Parola. Il racconto dimostra che si deve manifestare a Gesù un vero rispetto: il Dio della Trinità continua a recarsi dagli uomini, spesso ci rendiamo conto della venuta di Dio solo dopo la sua visita. In questo giorno il nostro Signore ci invita ad andare da Lui, che è sacerdote, annunciatore e ospite di questa festa liturgica. Gioiamo di questo onore, ascoltiamo la sua Parola con attenzione e festeggiamo con Lui la comunione di oggi con atteggiamento di venerazione. Prendiamo a cuore quello che Lui ci dice e, vivendo le sue parole, manifestiamo il più grande rispetto. L’episodio di Abramo e quello di Marta e Maria ci spingono a riflettere sul tema dell’ospitalità, nel suo significato più vasto. Ci viene dalla Parola un invito ad aprirci verso gli altri, a recuperare l’accoglienza, la disponibilità, e gestirle in una prospettiva di fede, riconsiderando l’ospitalità come incontro con Cristo e con Dio. L’ospitalità per Israele è un atto importante, il viandante ricorda la condizione antica di Israele, di uomini e donne in cammino verso una terra dove si potrà godere la pace e la vita. Nella prima lettura  abbiamo un esempio tipico di ospitalità: un’accoglienza premurosa e religiosa perché lo straniero, l’altro che si incontra e si riceve, rimanda all’Altro per eccellenza, cioè a Dio stesso. Ma anche nel Nuovo Testamento l’ospitalità è considerata come carità fraterna. Il cristiano è chiamato in questo modo a sentirsi in debito con tutti senza mai aver paura d'essere accogliente.

Domenica 17 Luglio 2022

S. Marcellina; S. Leone IV; S. Giacinto
16.a del Tempo Ordinario (anno C) 

Gen 18,1-10a; Sal 14; Col 1,24-28; Lc 10,38-42 

Chi teme il Signore abiterà nella sua tenda 

Beati coloro che custodiscono la parola di Dio con cuore integro e buono, e producono frutto con perseveranza.

(Luca 8,15)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 14)
Rit: Chi teme il Signore, abiterà nella sua tenda.

Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua.

Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.

Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.

Beati coloro che custodiscono la parola di Dio con cuore integro e buono, e producono frutto con perseveranza.

(Luca 8,15)

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