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09 aprile, 2023

✝ Pensiero del 09 aprile 2023

 ✝

SUB TUTELA DEI

S. T. D. E DELLA B. V. M.

GIUDICE ROSARIO ANGELO LIVATINO UOMO LAICO MARTIRE PER LA GIUSTIZIA INDIRETTAMENTE ANCHE DELLA FEDE_Beato


Rosario Angelo, Siamo morti con Cristo, ed oggi siamo Risorti, con Cristo nostro Salvatore.


Barbara


Versetto del Giorno

Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo; nella sua grande misericordia egli ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva.

I Pietro 1:3


Auguri di una Santa Pasqua di Risurrezione a tutti.

PASQUA DI RISURREZIONE DEL SIGNORE 

Meditazione sul Vangelo di  Gv 20,1-9

Il terzo giorno risuscitò da morte.

Quel giorno, quel primo giorno della settimana, quel primo giorno del tempo nuovo, iniziò di corsa. La corsa di Maria di Magdala. Una corsa spaventata e disperata: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro». La corsa agile del giovane Giovanni e la corsa più lenta del “provato” Pietro: due corse cariche di ansia, curiosità e perplessità. Sono un po’ come le nostre, tante corse quotidiane, fatte con il cuore, la mente e i piedi. Anche noi corriamo per trovare un senso a questa nostra vita. Cerchiamo spiegazioni, motivi validi, spazi e luoghi per donare un volto alla felicità. La felicità è infatti una necessità che ci sfugge facilmente e di cui sentiamo il vuoto. Le corse di questi tre apostoli della risurrezione, Maria di Magdala, Giovanni e Simon Pietro, hanno dei tratti che ci possono aiutare per far sì che le nostre corse quotidiane siano intessute di speranza, di verità e felicità. Il primo tratto è l’amore, l’affetto per la persona che si sente importante nella vita. Non si va al sepolcro al mattino presto quando ancora era buio, se non per amore… Nelle nostre giornate forse manca un pizzico d’amore in più per il Cristo Signore di cui siamo testimoni e al quale come cristiani abbiamo affidato la nostra vita. C’é da risvegliare in noi una fede, quindi, più carica di amore e di affetto per lui, nostro Signore. Un secondo tratto è l’incontro con l’altro, il confidare ai fratelli e sorelle di fede le nostre fatiche di credere, le paure, i dubbi e le incertezze. «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno portato!». La fede oggi, come sempre, non è scontata! Passa per i suoi momenti e tempi di incertezza. Siamo chiesa, comunità cristiana, appunto per narrarci questa fede: come è salutare aiutarci, sostenerci per continuare a credere e trovare motivi per non buttarla all’aria. C’è poi il vedere, l’osservare i segni della risurrezione proprio lì dove la morte giaceva. Non è facile oggi scorgere questi segni e germogli dove sembra che la morte festeggi la vittoria. Eppure ce ne sono. E sono tanti. Non sempre evidenti, perché sono germogli. La Pasqua del Signore è proprio questo: piccoli germogli che hanno profumato e stanno coinvolgendo persone, popoli e il mondo intero. Perché «il male perde vincendo. La sua vittoria è la sua sconfitta, si autodistrugge scaricandosi sul Giusto che lo porta e non lo fa. Il bene invece vince perdendo. La sua resa totale è la sua vittoria. Assoluta realizzazione di un amore più grande di ogni male, della morte stessa».

Buona Pasqua di risurrezione e di corsa, anche a te fratello e sorella! Le tue corse quotidiane, a volte inevitabili in questo mondo frenetico nel quale ci troviamo a vivere, siano allora segnate dal ritmo della Pasqua del Signore. Si, perché anche il nostro “correre” nella vita ha il traguardo certo della risurrezione con Lui. E poi a te e a ciascuno è consegnata “la pasqualizzazione” degli altri, di tutti e di tutte le realtà, con il nostro contagio di speranza e di felicità.

Don Valentino Sguotti

Che cos’è che fa correre l’apostolo Giovanni al sepolcro? Egli ha vissuto per intero il dramma della Pasqua, essendo molto vicino al suo maestro. Ci sembra perciò inammissibile un’affermazione del genere: “Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura”. Eppure era proprio così: non meravigliamoci allora di constatare l’ignoranza attuale, per molti versi simile. Il mondo di Dio, i progetti di Dio sono così diversi che ancor oggi succede che anche chi è più vicino a Dio non capisca e si stupisca degli avvenimenti.
“Vide e credette”. Bastava un sepolcro vuoto perché tutto si risolvesse? Credo che non fu così facile. Anche nel momento delle sofferenze più dure, Giovanni rimane vicino al suo maestro. La ragione non comprende, ma l’amore aiuta il cuore ad aprirsi e a vedere. È l’intuizione dell’amore che permette a Giovanni di vedere e di credere prima di tutti gli altri. La gioia di Pasqua matura solo sul terreno di un amore fedele. Un’amicizia che niente e nessuno potrebbe spezzare. È possibile? Io credo che la vita ci abbia insegnato che soltanto Dio può procurarci ciò. È la testimonianza che ci danno tutti i gulag dell’Europa dell’Est e che riecheggia nella gioia pasquale alla fine del nostro millennio.

Domenica 09 Aprile                                        

PASQUA – RISURREZIONE DEL SIGNORE

B. Ubaldo Adimari S. Demetrio; S. Liborio 

At 10,34a.37-43; Sal 117; Col 3,1-4 opp. 1Cor 5,6-8; Gv 20,1-9 (sera: Lc 24,13-35)

Questo è il giorno che ha fatto il Signore: «Rallegriamoci ed esultiamo».

Alleluia, alleluia.

Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato: «Facciamo festa nel Signore».

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 117)
Rit: Questo è il giorno che ha fatto il Signore: «Rallegriamoci ed esultiamo».

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
«Una meraviglia ai nostri occhi».

Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato: «Facciamo festa nel Signore».

(I Corinzi 5,7-8)

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