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15 settembre, 2022

✝ Pensiero del 15 settembre 2022

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S. T. D. E DELLA B. V. M.

Beato Rosario Angelo Livatino_GIUDICE UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede 

Sotto la Croce Maria sta in silenzio, ma il suo silenzio è più eloquente di tante parole.

Giovedì – 24.a Tempo Ordinario – BEATA VERGINE MARIA ADDOLORATA – P

Nel 1667, l’Ordine religioso dei Servi di Maria, dedito alla devozione della Madonna, ottenne l’approvazione della celebrazione liturgica della memoria che celebriamo oggi. Nel 1814, Pio VII la inserì nel calendario romano e Pio X ne fissò la data al 15 settembre. Questa memoria ci chiama a rivivere il momento decisivo della storia della salvezza e a venerare la Madre associata alla Passione del Figlio, sul Calvario, quando la Redenzione si compie e culmina sulla Croce, nel momento stesso in cui la sua maternità assume dimensioni universali. Il senso di devozione del popolo cristiano fissa la sua attenzione sull’immagine della “pietà”, quando la Vergine accoglie sulle ginocchia il corpo del Figlio morto, appena deposto dalla croce. Come la morte di Cristo era già implicita fin dalla sua Incarnazione nel seno della Vergine, allo stesso modo, nell’iniziale “fiat” di Maria era sottintesa la sua umile accettazione della sofferenza di Cristo, in ogni momento della sua vita e, specialmente, nel momento in cui divenne madre del Corpo Mistico nato dalla Croce.

Meditazione sul Vangelo di Gv 19, 25-27

Egli è segno di contraddizione.

Oggi ricordiamo la Vergine Maria addolorata. Cristo, il figlio di Dio e Figlio di Maria, non venne esentato da morte e patimenti, e attraverso di essi fu reso perfetto, e divenne causa di salvezza. Morte e patimenti sono retaggio di ogni persona umana. Nemmeno Maria, dunque, sebbene madre di Dio, fu esentata dal dolore. La sua obbedienza alla Parola la conduce lungo le tappe di una via di dolore: una “via matris dolorosae”.

Maria per prima, soffrendo col suo figlio morente sulla croce, cooperò in modo tutto speciale all’opera del Salvatore. Nella tradizione della Chiesa e nella devozione popolare, tale partecipazione di Maria al dolore del Figlio, le ha fatto meritare il titolo di Addolorata. Non è dogma di fede, ma è realtà che ha permeato la sua vita terrena, realtà che termina quando termina la stessa vita, come accade ad ogni uomo. Ma Lei resta vicina ai sofferenti, è madre di ogni dolore. Il Vangelo ci conferma questa piena partecipazione di Maria, con l’immagine della spada. “Anche a te – le dice Simeone al tempio – una spada trafiggerà l’anima”. È la spada del dolore che in tante immagini sacre viene raffigurata, ma anche la spada della Parola di Dio, che penetra, separa, taglia. Alla Parola del Padre, Cristo ha obbedito, anche nel dolore, come ci ricorda la prima lettura. Quella stessa obbedienza stata imparata da Maria, a partire dal suo “sì”, pieno e disponibile a quanto il Signore voleva compiere in Lei. La festa odierna ci insegna questa obbedienza a una Parola che spesso è tagliente, proprio come una spada, che procura ferite e dolore, ma che porta alla vita piena, donata per la salvezza di tutti. Questo ci insegna Maria, nella sua dignità e partecipazione di fronte ad ogni dolore umano, e questo insegna il Figlio, a cui Maria vuole farci giungere.

Giovedì 15 Settembre 
B.V. Maria Addolorata (m); S. Caterina da Genova
24.a del Tempo Ordinario
Eb 5,7-9; Sal 30; Gv 19,25-27 opp. Lc 2,33-35
Salvami, Signore, per la tua misericordia

Beata la Vergine Maria, perché senza morire meritò, sotto la croce del Signore,
la palma del martirio.

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 30)
Rit: Salvami, Signore, per la tua misericordia.

In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso;
difendimi per la tua giustizia.
Tendi a me il tuo orecchio.

Vieni presto a liberarmi.
Sii per me una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Perché mia rupe e mia fortezza tu sei,
per il tuo nome guidami e conducimi.

Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,
perché sei tu la mia difesa.
Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.

Ma io confido in te, Signore;
dico: «Tu sei il mio Dio,
i miei giorni sono nelle tue mani».
Liberami dalla mano dei miei nemici
e dai miei persecutori.

Quanto è grande la tua bontà, Signore!
La riservi per coloro che ti temono,
la dispensi, davanti ai figli dell’uomo,
a chi in te si rifugia.

Beata la Vergine Maria, perché senza morire meritò, sotto la croce del Signore,
la palma del martirio.

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