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28 dicembre, 2022

✝ Pensiero del 28 dicembre 2022

 ✝

SUB TUTELA DEI

S. T. D. E DELLA B. V. M.

GIUDICE ROSARIO ANGELO LIVATINO UOMO LAICO MARTIRE PER LA GIUSTIZIA INDIRETTAMENTE ANCHE DELLA FEDE_Beato


Caro Rosario, TU, sei stato Martirizzato, per Amore, della tua famiglia e per Amore, della tua Amata Sicilia, per il prossimo, ma TU, eri innocente.


Barbara


Versetto del Giorno

La verità è principio della tua parola, resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia.

Salmo 119:160


Nella Memoria, del Battesimo, della piccola Venerabile Antonietta Meo detta anche Antonietta di Gesù


Mercoledì – Ottava di Natale – SANTI MARTIRI INNOCENTI
L’origine di questa festa risale almeno al IV secolo, e con essa la Chiesa onora le vittime della crudeltà del sanguinario Erode, re di Giudea. Queste anime innocenti ci ricordano l’eminente dignità dei bambini: come oggi non fa notizia la soppressione silenziosa e spietata della vita nascente fin dal grembo materno, allora non destò scalpore l’efferata strage con cui, in un piccolo borgo della Giudea – Betlemme, indicato dalla Scrittura quale luogo di nascita del Salvatore d’Israele – vennero massacrate diverse decine di bambini innocenti. L’episodio, infatti, è narrato solo dall’evangelista Matteo, che ne conclude il racconto segnalando come con questo tragico evento si adempì la profezia biblica riportata nel libro del profeta Geremia (cfr. Mt 2,18). Questi bambini costituiscono l’avanguardia dell’interminabile schiera di santi che hanno dato la vita per testimoniare la fede. San Pio V elevò al grado di festa questa celebrazione che così, accanto a santo Stefano e all’evangelista Giovanni, ci presenta le anime di questi piccoli fanciulli, rivestiti delle candide vesti dell’innocenza, come un coro che, intorno alla culla di Gesù Bambino, canta la gloria del Re dei re.
Meditazione sul Vangelo di Mt 2,13-18
Scelti per Cristo.
La terza primizia di questo tempo natalizio ci viene donata dai Santi Innocenti. Nel grido e nel pianto delle madri di Betlemme viene raccolto tutto il dolore innocente, misteriosamente associato al sangue di Cristo e all’offerta della sua vita. I piccoli martiri fanno da paravento al piccolo Gesù, difendendolo dalla morte, e nello stesso tempo ne anticipano il mistero di salvezza che si compirà con l’effusione del suo sangue.
C’è una partecipazione oggettiva al mistero di Cristo; questi bambini sono stati coinvolti dentro la sua vicenda perché vicini a lui, storicamente e geograficamente. In qualche modo, per ogni bambino e per ogni uomo è così: noi apparteniamo all’umanità di Cristo, il quale ha preso la carne e il sangue degli uomini, suoi fratelli. Spesso indugiamo a sottolineare la nostra consapevolezza e la nostra decisione nello stare con Cristo. In realtà è assai più un essere scelti, che non uno scegliere, un essere presi, che non un prendere. Nasciamo in una storia che non è nostra, in un contesto esistenziale che non è stato determinato da noi, veniamo collocati in una umanità in cui il male imperversa e nella quale la salvezza di Cristo è entrata ad operare. Per questo il male non è più semplicemente male, ma diventa l’oggetto sul quale si riversano la misericordia e la redenzione del Signore. Come dice sant’Ambrogio: «Il peccato ci ha giovato di più di quanto ci abbia nociuto, in quanto la nostra redenzione ha trovato la grazia divina» (De istituitone virginia, 104). Il delitto di Erode e il dolore delle vite spezzate, sono inserite nel mistero di Cristo e partecipano alla sua azione redentiva. La Chiesa madre continua a offrire il sacrificio dei suoi figli martiri, bambini, giovani, adulti, rendendo consapevole e attiva la loro offerta oggettiva. Per questo realizzano un’opera intensamente educativa quanti mirano a far riconoscere a chi soffre, particolarmente nel dolore innocente, la partecipazione al sacrificio di Cristo. Tale è stata l’opera di Don Carlo Gnocchi, che consolò il dolore innocente dei bambini mutilati e feriti, non solo con l’opera della medicina e della chirurgia, ma anche insegnando loro a offrire le sofferenze a Gesù crocifisso.

Mercoledì 28 Dicembre                                       

SS. INNOCENTI MARTIRI (f); S. Gaspare del Bufalo

Ottava di Natale

1Gv 1,5-2,2; Sal 123; Mt 2,13-18

Chi dona la sua vita, risorge nel Signore

Noi ti lodiamo, Dio, ti proclamiamo Signore; t'acclama la candida schiera dei martiri.


SALMO RESPONSORIALE (Salmo 123)
Rit: Chi dona la sua vita risorge nel Signore.

Se il Signore non fosse stato per noi,
quando eravamo assaliti,
allora ci avrebbero inghiottiti vivi,
quando divampò contro di noi la loro collera.

Allora le acque ci avrebbero travolti,
un torrente ci avrebbe sommersi;
allora ci avrebbero sommersi
acque impetuose.

Siamo stati liberati come un passero
dal laccio dei cacciatori.
Il nostro aiuto è nel nome del Signore:

«Egli ha fatto cielo e terra».

Noi ti lodiamo, Dio, ti proclamiamo Signore; t'acclama la candida schiera dei martiri.


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