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29 giugno, 2023

✝ Pensiero del 29 giugno 2023

 

SUB TUTELA DEI

S. T. D. E DELLA B. V. M.

GIUDICE ROSARIO ANGELO LIVATINO UOMO LAICO MARTIRE PER LA GIUSTIZIA INDIRETTAMENTE ANCHE DELLA FEDE_Beato


Caro Rosario Angelo, il Signore, affidato le chiavi della Chiesa a Simon Pietro ed io affido, le chiavi del mio cuore, insieme abbiatene cura. 

Barbara


Versetto del Giorno

Sì, nella via dei tuoi giudizi, Signore, noi speriamo in te; al tuo nome e al tuo ricordo si volge tutto il nostro desiderio.

Isaia 26:8



SOLENNITÁ dei Santi PIETRO E PAOLO APOSTOLI


Giovedì – 12.a Tempo Ordinario – SOLENNITÁ dei Santi PIETRO E PAOLO APOSTOLI

Meditazione del Vangelo – Mt 16,13-19
Le colonne della Chiesa.
È una sorta di sondaggio di opinione quello che Gesù conduce nella regione di Cesarea di Filippo, all’estremo nord della Palestina, ai piedi dell’Ermon, nel punto più lontano da Gerusalemme, quindi in zona pagana. Gesù interroga i suoi discepoli: è lui infatti che deve mettere in questione noi, non noi lui. Questa è la fede: lasciarci interrogare da Gesù e rispondergli secondo lo Spirito.
La gente scambia il Messia con un profeta: è come scambiare un re col suo ambasciatore. Certamente Giovanni Battista, Elia o Geremia sono figure grandi, ma ormai appartengono al passato. Come si può scambiare Gesù con un morto, sia pure grande? Gesù incalza: Ma voi chi dite che io sia? Da sottolineare il ma; Gesù si aspetta una risposta alta ed altra, non come quella della gente. Pietro risponde: Tu sei il Cristo, cioè il Messia. Gesù è l’unico Messia e il Figlio unico del Padre. Il cristianesimo non è una formula, né una teoria: è una persona. Da notare che Pietro è l’unica persona in tutto il primo vangelo ad essere dichiarato “beato”. Simone non ha scoperto questa verità con forze umane (carne e sangue) ma per rivelazione dall’alto. Su di lui, come su di una roccia, Gesù fonderà la sua Chiesa, la nuova comunità che Gesù sta per costruire e di cui Pietro sarà la pietra di fondamento. Il regno della morte (gli inferi) non potrà trattenere in suo potere i membri della comunità messianica radunata da Gesù. Le chiavi sono l’immagine dell’autorità conferita a Pietro; è l’autorità di legare o di sciogliere, che significa proibire o permettere, o anche ammettere ed escludere dalla comunità. Gesù è il Cristo, ha riconosciuto giustamente Pietro. Come lui, Paolo ne porta la notizia “fino agli estremi confini”, allargando gli orizzonti del vangelo al mondo e quelli del mondo alla salvezza rivelata da Gesù. Anche al termine della sua missione, quando sente di essere vicino alla fine, la sua professione di fede raggiunge i discepoli che lo avevano seguito: “Il Signore mi è stato vicino e mi ha dato forza… mi libererà da ogni male e mi salverà per il suo regno eterno” (Tm 4, 17-18). La testimonianza di Pietro e Paolo, “colonne” della Chiesa, ci fa prendere coscienza dell’universalità della Chiesa e della sua unità in ogni luogo e tempo. Chiamati in modi diversi all’apostolato, i due santi hanno condiviso la stessa grazia e la stessa passione. “L’uno è stato il primo a confessare la fede, ma l’altro si è distinto nella sua difesa e nella sua spiegazione. Ispirato dall’alto, l’uno ha proclamato il Cristo Figlio del Dio vivente, ma l’altro è stato scelto per riconoscere in questo stesso Verbo la sapienza e la potenza di Dio. L’uno ha riunito la prima comunità fra gli ebrei, l’altro è diventato l’apostolo e il dottore delle genti. Così, essi hanno riunito l’unica famiglia di Cristo e una stessa festa e una stessa gloria li associa per sempre” (Sacramentario di Verona, VI secolo).
Per la Messa votiva di san Pietro apostolo si utilizzano le letture della festa della Cattedra del medesimo apostolo, il 22 febbraio.
Per la festa votiva di san Paolo apostolo si utilizzano le letture della festa della Conversione del medesimo apostolo, il 25 gennaio.
Per capire l’azione e insieme la bellezza della narrazione del Vangelo, bisogna considerare il suo sfondo geografico. Cesarea di Filippo si estendeva ai piedi del monte Ermon. Una delle grotte era dedicata al dio Pan e alle ninfe. Sulla sommità di una rupe, Erode aveva fatto costruire un tempio in onore di Cesare Augusto, mentre Filippo, suo figlio, aveva ingrandito questa località dandole il nome di Cesarea. Venerare un idolo e un uomo dagli Ebrei era considerato un’opera satanica, e perciò la grotta era considerata l’ingresso del regno di Satana: l’inferno. Ci si aspettava che, un giorno o l’altro, gli abissi infernali scuotessero questa rupe e inghiottissero il tempio sacrilego. In questo luogo spaventoso, si svolse un dialogo fra Gesù, il Figlio del Dio vivente, e Simone, il figlio di Giona. Gesù parla di un’altra pietra sulla quale edificherà un altro tempio, la Chiesa di Dio. Nessuna potenza infernale potrà mai prevalere su di essa. Simone, in quanto responsabile e guardiano, ne riceve le chiavi, e così il potere di legare e di sciogliere, cioè l’autorità dell’insegnamento e il governo della Chiesa. Grazie a ciò, Simone ne è diventato la pietra visibile, che assicura alla Chiesa ordine, unità e forza. La Chiesa non potrà essere vinta né da Satana né dalla morte, poiché Cristo vive ed opera in essa. Ogni papa è il Pietro della propria epoca.


Mercoledì 29 Giugno 

SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI (s); B. Raimondo Lullo; S. Siro

12.a del Tempo Ordinario

At 12,1-11; Sal 33; 2Tm 4,6-8.17-18; Mt 16,13-19

Il Signore mi ha liberato da ogni paura


Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su d'essa.

(Matteo 16,18)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 33)
Rit: Il Signore mi ha liberato da ogni paura.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.

L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia.

Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su d'essa.

(Matteo 16,18)

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