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13 giugno, 2023

✝ Pensiero del 13 giugno 2023

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S. T. D. E DELLA B. V. M.

GIUDICE ROSARIO ANGELO LIVATINO UOMO LAICO MARTIRE PER LA GIUSTIZIA INDIRETTAMENTE ANCHE DELLA FEDE_Beato

Caro Rosario Angelo, TU, nutrivi Amore, Speranza, a tutte le persone incontravi, ma anche a quelle persone, che non ti conoscevano e t’intravedevano in tv.

Barbara

Versetto del Giorno
Voi siete da Dio, figlioli, ed avete vinto questi falsi profeti, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo.
I Giovanni 4:4

Memoria
Nel 1981, in questo giorno, le speranze, di salvarlo svanisco, e muore il piccolo Alfredino Rampi.

Martedì – 10.a Tempo Ordinario – SANT’ANTONIO DI PADOVA
Sant’Antonio nacque a Lisbona da una nobile famiglia, intorno al 1195, e fu battezzato con il nome di Fernando. Entrò fra i Canonici che seguivano la regola monastica di sant’Agostino, dapprima nel monastero di San Vincenzo a Lisbona e, successivamente, in quello della Santa Croce a Coimbra, rinomato centro culturale del Portogallo. Si dedicò con interesse e sollecitudine allo studio della Bibbia e dei Padri della Chiesa, acquisendo quella scienza teologica che mise a frutto nell’attività di insegnamento e di predicazione. A Coimbra avvenne l’episodio che impresse una svolta decisiva nella sua vita: qui, nel 1220 furono esposte le reliquie dei primi cinque missionari francescani, che si erano recati in Marocco, dove avevano incontrato il martirio. La loro vicenda fece nascere nel giovane Fernando il desiderio di imitarli e di avanzare nel cammino della perfezione cristiana: egli chiese allora di lasciare i Canonici agostiniani e di diventare Frate Minore. La sua domanda fu accolta e, preso il nome di Antonio, anch’egli partì per il Marocco, ma la Provvidenza divina dispose altrimenti. In seguito a una malattia, fu costretto a rientrare in Italia e, nel 1221, partecipò al famoso “Capitolo delle stuoie” ad Assisi, dove incontrò anche san Francesco. Successivamente, visse per qualche tempo nel totale nascondimento in un convento presso Forlì, nel nord dell’Italia, dove il Signore lo chiamò a un’altra missione. Invitato, per circostanze del tutto casuali, a predicare in occasione di un’ordinazione sacerdotale, mostrò di essere dotato di tale scienza ed eloquenza, che i Superiori lo destinarono alla predicazione. Iniziò così in Italia e in Francia un’attività apostolica tanto intensa ed efficace da indurre non poche persone che si erano staccate dalla Chiesa a ritornare sui propri passi. Antonio fu anche tra i primi maestri di teologia dei Frati Minori, se non proprio il primo. Iniziò il suo insegnamento a Bologna con la benedizione di san Francesco, il quale, riconoscendo le virtù di Antonio, gli inviò una breve lettera, che si apriva con queste parole: “Mi piace che insegni teologia ai frati”. Antonio pose le basi della teologia francescana che, coltivata da altre insigni figure di pensatori, avrebbe conosciuto il suo apice con san Bonaventura da Bagnoregio e il beato Duns Scoto. Diventato Superiore provinciale dei Frati Minori dell’Italia settentrionale, continuò il ministero della predicazione, alternandolo con le mansioni di governo. Concluso l’incarico di Provinciale, si ritirò vicino a Padova, dove già altre volte si era recato. Dopo appena un anno, morì alle porte della Città, il 13 giugno 1231.

Meditazione sul Vangelo di Mt 5,13-16
Luce che si nutre con la Parola.
San Matteo espone in maniera semplice e diretta la sorprendente immagine che Gesù usa per indicare qual è la missione dei suoi discepoli nel mondo: essere la luce e il sale della terra. Noi cristiani siamo uomini e donne come gli altri esseri umani che popolano il pianeta, con professioni, gusti e problemi come gli altri, ma per il fatto che siamo battezzati e che ci professiamo seguaci di Gesù, qualcosa di importante deve distinguerci e qualificarci: la fede in Cristo Salvatore ed una vita di carità evangelica verso il prossimo, concretizzata in pensieri, parole ed opere.
Abbiamo ricevuto la luce della verità da Gesù stesso ed abbiamo la missione di essere luce per illuminare il cammino degli altri verso Cristo, osservando una retta condotta di vita personale. Il Signore, inoltre, ci chiede di essere come il sale che dà sapore agli alimenti, sale evangelico che conserva i valori umani dalla corruzione mondana e dal relativismo regnante. Il Signore è molto chiaro: non ha detto ai suoi discepoli che dovevano essere lo “zucchero” nel mondo, per “sciogliersi dolcemente” e vivere felici e contenti con tutti. Non comandò loro di essere zucchero, ma sale, che non deve perdere il suo sapore forte, né la sua qualità, per conservare quel che conta: i perenni principi morali e cristiani, addirittura remando contro corrente, in un mondo facile al consenso sociale e ai patti di maggioranza, che possono danneggiare la coscienza, allontanandola dalla verità. Il sale “denaturato” non serve a conservare gli alimenti, e perde tutto il suo valore.
È un grande privilegio per un Apostolo del Signore poter applicare a sé il magnifico testo di Isaia che Gesù a Nazaret ha applicato a se stesso: "Lo Spirito del Signore è su di me perché il Signore mi ha consacrato con l'unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai poveri...".
Veramente lo Spirito era su Antonio di Padova, che ha portato il lieto annuncio, il Vangelo, ai poveri con un successo straordinario. E ha fasciato le piaghe dei cuori spezzati, ha annunciato la liberazione dei prigionieri, in modo così luminoso, così straordinario, che è stato canonizzato dopo un solo anno dalla sua morte. È una cosa che oggi sarebbe impossibile, ma che dice bene quanto profonda fosse la venerazione del popolo cristiano.
In questo testo di Isaia, in cui vediamo chiaramente l'azione dello Spirito consolatore che fascia le piaghe del cuore, che consola gli afflitti, vorrei sottolineare l'annuncio di libertà, che ci fa vedere lo Spirito all'opera come creatore, così come lo invoca l'inno di Pentecoste.
Tutti siamo prigionieri di tanti condizionamenti, provenienti dal nostro temperamento, dalle circostanze, dallo stato di salute, dai rapporti interpersonali che non sempre sono armoniosi... E cerchiamo la liberazione.
Ma la vera liberazione viene in modo inatteso, in modo paradossale dallo Spirito di Dio, che non risolve i problemi, ma li supera, portandoci a vivere più in alto.
Nella vita di sant'Antonio possiamo constatare questa liberazione operata dallo Spirito. Antonio avrebbe potuto essere grandemente deluso, depresso, perché tutti i suoi progetti sono stati scombussolati. Voleva essere missionario, voleva perfino morire martire e proprio per questo si era imbarcato per andare fra i musulmani. Ma il suo viaggio non raggiunse la meta: invece di sbarcare nei paesi arabi fu sbarcato fra i cristiani, in Sicilia e poi rimase in Italia. Avrebbe potuto passare il resto della sua vita a compiangere se stesso: "Non posso realizzare la mia vocazione!". E invece fiorì dove il Signore lo aveva inaspettatamente piantato: cominciò subito a predicare, a fare il bene che poteva, e acquistò una fama straordinaria.

Martedì 13 Giugno  

S. Antonio di Padova (m); S. Cetéo o Pellegrino

10.a del Tempo Ordinario

2Cor 1,18-22; Sal 118; Mt 5,13-16

Risplenda su di noi la luce del tuo volto, Signore


Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone
e rendano gloria al Padre vostro.

 (Matteo 5,16)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 118)
Rit: Risplenda su di noi la luce del tuo volto, Signore.

Meravigliosi sono i tuoi insegnamenti:
per questo li custodisco.
La rivelazione delle tue parole illumina,
dona intelligenza ai semplici.

Apro anelante la mia bocca,
perché ho sete dei tuoi comandi.
Volgiti a me e abbi pietà,
con il giudizio che riservi a chi ama il tuo nome.

Rendi saldi i miei passi secondo la tua promessa
e non permettere che mi domini alcun male.
Fa risplendere il tuo volto sul tuo servo
e insegnami i tuoi decreti.

Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro.

 (Matteo 5,16)


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