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04 novembre, 2021

San Carlo Borromeo

 San Carlo Borromeo

autore: Orazio Borgianni anno: 1611-1612 titolo: San Carlo Borromeo in adorazione della Trinità luogo: Chiesa di S. Carlo alle Quattro Fontane, Roma

Nome: San Carlo Borromeo
Titolo: Vescovo
Nascita: 2 ottobre 1538, Arona, Novara
Morte: 3 novembre 1584, Milano
Ricorrenza: 4 novembre
Tipologia: Memoria liturgica




S. Carlo, fulgida gloria della Chiesa, nacque ad Arona sul Lago Maggiore il giorno 2 ottobre 1538 dal conte Gilberto Borromeo e Margherita de' Medici.

Dopo i primi studi, fu inviato all'Università di Pavia per il diritto; qui gli giunse notizia che un suo zio materno, il cardinal de' Medici, era stato fatto Papa col nome di Pio W. Dobbiamo riconoscere che egli cedette alquanto alle consuetudini mondane del suo secolo; ma la morte del fratello Federico gli mostrò la vanità delle cose umane, ed egli docile alla voce di Dio riformò completamente se stesso e i suoi familiari, dandosi ad una vita austera e penitente.

Poco più che ventenne fu creato cardinal segretario del Papa ed in seguito fatto arcivescovo di Milano. Come segretario lavorò con zelo indefesso per il Concilio di Trento, e poi per la pratica attuazione dei decreti di quel concilio.

Morto Pio IV, suo zio, S. Carlo lasciò Roma per recarsi alla sua sede arcivescovile allora ridotta in tale stato da scoraggiare qualsiasi tentativo di riforma; ma l'Arcivescovo non indietreggiò. Con prudenza e con fortezza si diede ad abbattere e poi a riedificare. Pubblicò subito i decreti del Concilio di Trento, praticandoli egli per primo : eliminò dal suo palazzo ogni pompa secolaresca e vendette quanto aveva di superfluo, dandone il ricavato ai poveri.

Sapeva che il mezzo migliore per riformare il popolo era quello di formare dei buoni sacerdoti, ed a questo scopo, seguendo le norme del concilio, fondò diversi seminari ed istituì la Congregazione degli Oblati.

Infiammato dal suo zelo apostolico percorse più volte la sua vasta archidiocesi per le visite pastorali. Sarebbe certo suggestivo poterlo seguire nei suoi innumerevoli viaggi a Roma, in Piemonte, a Trento, nella Svizzera e dovunque vi fosse del bene da compiere. Visitava i più celebri santuari che incontrava sul suo cammino, lasciando ovunque segni di grande pietà.

Però dove maggiormente rifulsero la sua carità e il suo zelo, fu nella terribile peste scoppiata a Milano, mentre egli si trovava in visita pastorale nel 1572. Tutti i personaggi più distinti fuggivano terrorizzati: San Carlo invece, tornato prontamente in città, organizzò l'assistenza agli appestati, il soccorso ai poveri, l'aiuto ai moribondi, dappertutto era il primo, ovunque dava l'esempio. Per invocare poi l'aiuto divino, indisse processioni di penitenza, alle quali partecipò a piedi scalzi e prescrisse preghiere e digiuni. Alla peste seguì la più grave miseria, e il santo prelato, dopo aver dato quanto possedeva, vendette i mobili dell'arcivescovado, contraendo anche forti debiti.

Nell'ottobre 1584 si ritirò sul monte Varallo per un corso di esercizi spirituali. Ivi s'ammalò e trasportato a Milano spirò il giorno 3 novembre.

PRATICA. Riconosciamo nei sacerdoti, e specialmente nei vescovi, il diritto di pascere le anime e condurre i popoli a Dio, e siamo docili alle loro direttive.

PREGHIERA. Custodisci, o Signore, la tua Chiesa colla continua protezione di S. Carlo, confessore e vescovo, sicchè, come la sollecitudine pastorale lo rese glorioso, così la sua intercessione ci renda sempre fervorosi nel tuo servizio.

MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria di san Carlo Borromeo, vescovo, che, fatto cardinale da suo zio il papa Pio IV ed eletto vescovo di Milano, fu in questa sede vero pastore attento alle necessità della Chiesa del suo tempo: indisse sinodi e istituì seminari per provvedere alla formazione del clero, visitò più volte tutto il suo gregge per incoraggiare la crescita della vita cristiana ed emanò molti decreti in ordine alla salvezza delle anime. Passò alla patria celeste il giorno precedente a questo.


Preghiera a San Carlo Borromeo

"Vi supplichiamo la grazia d'essere vostri imitatori, come voi lo foste di Gesù Cristo" 🙏

Il suo motto era 'Humilitas'. Riformò profondamente la Chiesa

O Gloriosissimo San Carlo, modello per tutti di fede, di umiltà, di purità, di costanza nel patire, di ogni più eletta virtù, Voi che arricchito dall'Altissimo dei doni più eccelsi, tutti li impiegaste nel promuovere la gloria di Dio e la salvezza delle anime fino a restar vittima del vostro zelo, impetrateci dal Signore, vi supplichiamo, la grazia di essere vostri imitatori, come voi lo foste di Gesù Cristo.

Otteneteci ancora, vi preghiamo, lo spirito di sacrificio, lo zelo indefesso per il bene dei nostri fratelli, la fedeltà a Dio, l'amore alla Chiesa, la rassegnazione nelle avversità e la perseveranza nel bene.

E voi, Dio delle misericordie, e Padre di ogni consolazione, che vedete i mali onde è afflitta la cristiana famiglia, muovetevi a pietà di noi, soccorreteci e salvateci.

Non guardate, no, ai nostri meriti, ma a quelli del vostro servo e nostro protettore San Carlo. Esaudite le sue preghiere a favor nostro, ora che trionfa nei Cieli, come esaudite quelle che vi innalzava pel suo popolo quaggiù sulla terra. Così sia.




Pensiero del 04 novembre 2021

Qualunque sia, il burrone od il cespuglio in cui ci siamo intrappolati, se abbiamo fiducia in Gesù, Lui, ci salverà.

Meditazione sul Vangelo di Lc 15,1-10

Sia la misericordia!

Il Vangelo presenta due delle tre parabole della misericordia. Nella terza, un padre accoglie con infinita tenerezza il figlio che se n’era andato rompendo ogni rapporto con la casa d’origine, ma poi, pentitosi, ritorna. In tutte , qualcosa è andato perduto, lo si cerca o lo si attende con amore. La passione è premiata, ciò che era perduto viene ritrovato. C’è grande allegria e, insieme, si fa festa. È la misericordia a muovere questo vortice di gaudio e Gesù la indica a scribi e farisei come medicina capace di guarire la loro durezza di cuore.

Protagonista è la misericordia, il massimo attributo di Dio, secondo Faustina Kowalska, la messaggera della Divina Misericordia del XX secolo. Il profeta Osea così la definisce: “Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione”. È il sentimento di tenerezza profonda, viscerale, che una madre nutre per il suo bambino. Nel Vangelo la vediamo all’opera. Ci sono due gruppi di persone, che guardano a Gesù con sentimenti opposti. Scribi e farisei, depositari della legge, gente ritenuta perbene, mormorano contro Gesù. Puntano il dito contro il prossimo, da scartare, perché impuro. Peccatori e pubblicani, spazzatura della società, si avvicinano a Gesù, lo ascoltano. Ma questo è l’atteggiamento del pio israelita che mette in pratica il comando che Dio stesso aveva dato al suo popolo nel deserto (Dt 5,27). In mezzo c’è Gesù che “disse loro” le parabole della misericordia. Dio non giudica, compie un atto creativo come alla Creazione del mondo, quando Dio disse: “Sia la luce! E luce fu”. Qui Gesù dice a tutti, peccatori veri e falsi innocenti: Sia la misericordia! Con Gesù inizia la Nuova Creazione. “Il Figlio dell’Uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”. Si tratta ancora una volta, di convertirsi, mettendoci all’ascolto della Parola incarnata, ed Egli ci farà nuove creature.

04 Novembre

Contemplerò la bontà del Signore nella terra dei viventi

Venite a me, voi tutti che siete stanchi ed oppressi, ed io vi darò ristoro, dice il Signore.

(Matteo 11,28)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 26)
Rit: Contemplerò la bontà del Signore nella terra dei viventi.

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi ed oppressi, ed io vi darò ristoro, dice il Signore.

(Matteo 11,28)


Don Camillo

 Don Camillo: “Il sole ritornerà a splendere, le acque si ritireranno ed il sole ritornerà a splendere. E allora la fratellanza che ci ha unito in queste ore terribili, con la tenacia che Dio ci ha dato, ricominceremo a lottare perché il sole sia più splendente".



03 novembre, 2021

Celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Massimo Camisasca


Celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Massimo Camisasca

Tanti Auguri di cuore, a Massimo Camisasca FSCB ed a suo fratello gemello Franco

 Tanti Auguri di cuore, a Massimo Camisasca FSCB Mons. Vescovo Reggio Emilia - Guastalla, è a suo fratello gemello Franco.




Dio, gli benedica, conceda a loro, una buona salute ed un buon cammino, ancora su questa Terra, con l'aiuto del Signore, della Vergine Maria, di tutti Santi che in ogni tempo gli furono graditi, e di tutti noi.
Auguri di cuore, ad entrambi.

Il Collegio 6, il prof. Andrea Maggi in diretta risponde alle vostre domande


Il Collegio 6, il prof. Andrea Maggi in diretta risponde alle vostre domande

Santa Silvia

 Santa Silvia


Nome: Santa Silvia
Titolo: Madre di S. Gregorio Magno
Nascita: VI Secolo, Roma
Morte: 3 novembre 592, Italia
Ricorrenza: 3 novembre
Tipologia: Commemorazione




Silvia nacque a Roma intorno al 520 in una famiglia di modeste condizioni, terza di tre figlie tra cui Emiliana e Tarsilla, anch'esse sante. Nel 538 sposò il senatore Gordiano appartenente ad una nobile famiglia romana. La coppia andò ad abitare nella villa degli Anici sul colle Celio al Clivo di Scauro, dove oggi si trova la chiesa di San Gregorio al Celio. Ebbe due figli, il primogenito fu Gregorio, poi eletto al soglio pontificio nel 590.

Rimasta vedova intorno al 573, si ritirò in una casa sull'Aventino chiamata Cella Nova, seguendo la regola benedettina e dedicando il resto della sua vita alla preghiera, alla meditazione e all'aiuto dei malati e dei più bisognosi. Il figlio Gregorio continuò invece ad abitare nella villa paterna, che trasformò in monastero e dove eresse una chiesa dedicata a sant'Andrea (l'attuale oratorio di Sant'Andrea al Celio). In questo periodo sua madre si preoccupava di fargli recapitare ogni giorno un pasto caldo, temendo che l'austerità della vita eremitica compromettesse ulteriormente la salute già cagionevole di Gregorio.

Silvia morì nel 592; papa Gregorio la fece seppellire nel monastero di Sant'Andrea, nel sepolcro dove già si trovavano le sorelle Tarsilla ed Emiliana, e vi fece dipingere la sua immagine con la croce nella destra e un libro nella sinistra recante la scritta: «Vivit anima mea et laudabit te, et iudicia tua adiuvabunt me» ("Vive la mia anima e ti loderà, e i tuoi giudizi mi aiuteranno").

Qui, nel 1603, il cardinale Cesare Baronio fece erigere l'oratorio di Santa Silvia al Celio e in quello stesso anno ottenne da papa Clemente VIII che il nome di santa Silvia venisse inserito nel Martirologio Romano al 3 novembre.

Su sollecitazione invece di papa Giovanni XXIII, il 23 febbraio del 1959, nel quartiere Portuense, venne istituita una parrocchia dedicata alla madre di San Gregorio Magno, la cui chiesa fu aperta al culto nel 1968

MARTIROLOGIO ROMANO. A Roma, commemorazione di santa Silvia, madre del papa san Gregorio Magno, che, secondo quanto lo stesso Pontefice riferì nei suoi scritti, raggiunse il vertice della vita di preghiera e di penitenza e fu per il prossimo un eccelso esempio.


Preghiera a Santa Silvia
Silvia nacque a Roma intorno al 520 in una famiglia di modeste condizioni, terza di tre figlie tra cui Emiliana e Tarsilla, anch'esse sante. Ebbe due figli, il primogenito fu Gregorio, poi eletto al soglio pontificio nel 590.
Benedetto sei Tu Signore, Dio nostro Padre, che assicuri sempre alla tua Chiesa e al mondo uomini e donne testimoni della tua santità e della tua gloria.
Noi ti rendiamo grazie per averci donato come modello di vita cristiana Santa Silvia, sposa fedele e madre amorevole, maestra di preghiera e di contemplazione, donna generosa nel servizio dei poveri.
Fa che il suo esempio aiuti le nostre famiglie a vivere unite in un amore più forte di ogni debolezza, siano da lei sostenute nell'impegno di accogliere la vita e farla crescere, siano aiutate nella fatica di guidare i figli sulla strada della verità e della fede, siano rese disponibili ad aprirsi alle necessità dei fratelli.
Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
Amen.
da Lagioiadellapreghiera.

Pensiero del 03 novembre 2021

 Non segue Gesù, e non lo ama, chi mette altro al primo posto. Nell'amore, per Dio, ogni cosa che facciamo, è trasformata.

Meditazione sul Vangelo di Lc 14,25-33

Ognuno porti la propria croce.

Continuando la lettura del vangelo di Luca oggi troviamo un brano sul tema della sequela di Gesù. Egli ha acquistato una certa fama e molta gente inizia a seguirlo e, dunque, si pone il problema di capire perché tanti vanno dietro al Maestro. Il linguaggio può sembrarci un po’ strano ma rispecchia i modi espressivi della lingua ebraica; infatti l’espressione “chi non odia suo padre, sua madre…” vuol dire “chi ama suo padre e sua madre più di Me”.

Tra quanti seguono Gesù vi sono certamente coloro che vogliono semplicemente ascoltare un modo di ragionare nuovo rispetto agli schemi conosciuti, ma non sono interessati alla persona che parla. Alcuni lo seguono perché non hanno altri motivi di interesse, altri ancora seguono il Maestro perché hanno capito l’importanza della sua persona, del suo messaggio e della sua opera. Gesù vuole avvertire tutti costoro che mettersi alla sua sequela non è facile, bisogna pensarci bene, senza prendere le cose con troppa leggerezza. Luca qui parla espressamente di croce (ma Gesù non è ancora arrivato al Golgota!) perché i suoi ascoltatori e lettori sanno già come è finita la vicenda di Gesù. Le parole del Maestro sono dirette agli ascoltatori della sua viva voce, ma anche ai discepoli di tutte le epoche, e dunque pure a noi. Ci rendiamo veramente conto che siamo chiamati a portare una croce per seguire davvero Gesù? Questo non significa che la morte di Gesù è inutile, ma che anche noi come lui, dobbiamo essere servitori dei nostri fratelli e sorelle. Dobbiamo camminare facendoci carico delle nostre e delle altrui difficoltà e tristezze.

03 Novembre 

Felice l’uomo pietoso, che dona ai poveri

Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo, perché lo Spirito di Dio riposa su di voi.

(I Pietro 4,14)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 111)
Rit: Felice l’uomo pietoso, che dona ai poveri.

‎Beato l’uomo che teme il Signore‎
‎ e nei suoi precetti trova grande gioia. ‎
‎ Potente sulla terra sarà la sua stirpe,‎
‎ la discendenza degli uomini retti sarà benedetta. ‎
‎ ‎
‎ Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:‎
‎ misericordioso, pietoso e giusto. ‎
‎ Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,‎
‎ amministra i suoi beni con giustizia. ‎
‎ ‎
‎ Egli dona largamente ai poveri,‎
‎ la sua giustizia rimane per sempre,‎
‎ la sua fronte s’innalza nella gloria.‎

Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo, perché lo Spirito di Dio riposa su di voi.

(I Pietro 4,14)

02 novembre, 2021

Un anno senza il "MATTATORE" - GIGI PROIETTI Recita : C’è un paio di scarpette rosse di Joyce Lussu




Un anno senza il "MATTATORE" 

IO LO VOGLIO RICORDARE COSÎ......

Ciao Gigi!

Viva la Memoria, viva Gigi Proietti!
 

O mio amato Creatore

 O mio amato Creatore, consolate le anime dei defunti ed in modo particolare dei miei cari e di tutti quelli che ho conosciuto in vita dona a loro l’eterno Riposo. Amen

Commemorazione di tutti i fedeli defunti

 Commemorazione di tutti i fedeli defunti

Nome: Commemorazione di tutti i fedeli defunti
Titolo: Giorno dei morti
Ricorrenza: 2 novembre
Tipologia: Commemorazione




La ricorrenza di questo giorno fu stabilita per suffragare le anime dei giusti che si trovano ancora nel Purgatorio.

Antichissimo è l'uso della Chiesa di pregare per i defunti, perché vengano liberati dalle loro pene.

Tertulliano lo dice di origine apostolica e scrive: « Noi facciamo ogni anno l'anniversario dei morti, secondo le tradizioni dei nostri antenati ». Gregorio Nazianzeno, in occasione della morte del fratello San Cesario, promette di inviargli ogni anno i suoi suffragi. S. Agostino dice: « Chi può dubitare che le preghiere, i sacrifici e le elemosine che si fanno per i defunti non siano loro di sollievo? ».

Quantunque la S. Chiesa abbia sempre inculcato di commemorare i fedeli defunti, di pregare per loro e di offrire Messe in loro suffragio, tuttavia per lungo tempo non si aiutarono che le anime in particolare, senza che ci fosse un giorno dedicato alla memoria di tutti i defunti.

Nel decimo secolo, S. Odilone abate di Cluny ordinò a tutti i conventi da lui dipendenti di cantare la sera del I novembre l'Ufficio dei Defunti, e che il giorno seguente i sacerdoti celebrassero la S. Messa per tutte quelle anime che si trovassero ancora nel Purgatorio.

Quest'usanza a poco a poco divenne universale e la Chiesa la confermò e la inserì nella sua liturgia il 2 novembre, giorno scelto da S. Odilone. È questo un dovere di carità dovuto a tutte le anime, ma specialmente a quelle che non hanno chi si ricordi di loro.

Dopo che la Chiesa istituì questo giorno, la pietà verso le anime purganti andò sempre più intensificandosi nel corso dei secoli e si elevarono chiese ed altari, si lasciarono legati di Messe, si istituirono opere sante, per suffragare le anime dei trapassati.

Durante la grande guerra, quando tutto il mondo piangeva i suoi morti, il Sommo Pontefice Benedetto XV estese a tutta la cristianità un privilegio che già esisteva nella Spagna, ossia permise che il giorno 2 novembre ogni sacerdote celebrasse tre Messe in suffragio dei defunti: la prima deve essere applicata secondo le intenzioni dell'offerente, la seconda per tutti i fedeli defunti e la terza secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.

Nulla è più conforme allo spirito di carità cristiana quanto la carità verso le anime purganti. Sono anime di genitori, fratelli, di superiori, di benefattori, di amici e conoscenti, che chiedono misericordia e sollievo nei più atroci dolori. Miseremini mei, miseremini mei, saltem vos amici mei: « abbiate pietà, abbiate pietà di me, almeno voi, o miei amici ». Queste povere anime non possono nulla per se stesse; noi invece possiamo sollevarle ed anche liberarle con poca fatica.

Pensiamo che forse un giorno ci troveremo anche noi tra quelle fiamme, ed avremo piacere che gli altri si ricordino di noi. Facciamo dunque agli altri quello che vorremmo si faccia a noi.

Quelle anime inoltre ricambieranno dal cielo mille e mille volte il nostro atto di carità e non permetteranno che piombiamo nelle pene eterne dell'Inferno.

PRATICA. Suffraghiamo con le nostre preghiere il maggior numero di anime che ci sarà possibile.

PREGHIERA. O Dio, Creatore e Redentore di tutti i fedeli, concedi alle anime dei tuoi servi e delle tue serve la remissione di tutti i loro peccati affinché ottengano, con le nostre pie suppliche, il perdono che hanno sempre desiderato.

MARTIROLOGIO ROMANO. Commemorazione di tutti i fedeli defunti, nella quale la santa Madre Chiesa, già sollecita nel celebrare con le dovute lodi tutti i suoi figli che si allietano in cielo, si dà cura di intercedere presso Dio per le anime di tutti coloro che ci hanno preceduti nel segno della fede e si sono addormentati nella speranza della resurrezione e per tutti coloro di cui, dall’inizio del mondo, solo Dio ha conosciuto la fede, perché purificati da ogni macchia di peccato, entrati nella comunione della vita celeste, godano della visione della beatitudine eterna.

Pensiero del 02 novembre 2021

 Meditazione sul Vangelo di Gv 6,37-40

Io li risusciterò.

Umanamente, la Commemorazione di tutti i fedeli defunti è un momento triste, quasi da sbrigare in fretta, ma la liturgia della Parola ci apre orizzonti di speranza. Innanzitutto, Giobbe, che rappresenta gli afflitti di ogni tempo, ha una certezza: «Il mio Redentore è vivo». E il Vangelo ci rivela che Gesù, al quale il Padre ha dato in mano ogni cosa, intende realizzare il suo progetto di Risurrezione per tutti.

Una malattia, un incidente, un atto di terrorismo, una calamità naturale. Ci sono vittime, forse molte. Il credente che cosa può dire ai sopravvissuti? Quando tutto crolla e si è “costretti a vivere”, non si può essere banali, bisogna riuscire a condividere il dolore, ma come? Le letture della celebrazione odierna, ci aiutano a trovare gli argomenti per portare consolazione. Giobbe, per primo, ci trasmette la sua certezza: Colui che renderà giustizia della sofferenza e della morte non è una leggenda o una vana speranza, è vivo! E il suo nome è Gesù, che ha voluto condividere ogni nostra croce, affinché condividessimo la sua Gloria. Nel Vangelo, Gesù ci rassicura circa il suo progetto: vuole fare la volontà del Padre suo, non perdere nulla di quanto gli ha dato. Ciò corrisponde al disegno iniziale del Creatore, «perché Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi» (Sap 1,13). L’annuncio è molto forte. In questo brano, infatti, Gesù per due volte cita la volontà del Padre, che tutti risuscitino nell’ultimo giorno. Ritroveremo, dunque, tutte le persone amate in terra, con le quali fin d’ora siamo uniti nella comunione dei santi. Tuttavia, il dolore è dolore, chi se ne é andato rimane un invisibile e noi abbiamo bisogno della presenza fisica. Deponiamo, allora, i nostri sudari di morte in quello di Gesù e nutriamoci della Santa Eucaristia, perché nel Pane spezzato la comunione tra Cielo e terra è piena. Penserà il nostro Salvatore a lenire le ferite dei cuori in pianto.

02 Novembre

Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi

Questa è la volontà del Padre mio: «Chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; ed io lo risusciterò nell’ultimo giorno, dice il Signore».

(Giovanni 6,40)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 26)
Rit: Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.

Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.

Questa è la volontà del Padre mio: «Chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; ed io lo risusciterò nell’ultimo giorno, dice il Signore».

(Giovanni 6,40)


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MiL - Messainlatino.it: La tirannia di poter ricevere la Comunione solo ne...: Grazie a Michelangelo per la segnalazione e traduzione della bella notizia. Luigi La tirannia di poter ricevere la Comunione solo nella mano...



01 novembre, 2021

LITANIE DEI SANTI BERGAMASCHI

  LITANIE DEI SANTI BERGAMASCHI

I Santi bergamaschi, cioè nati o vissuti nella nostra terra, si uniscono al patrono della diocesi Sant’Alessandro, soldato tebeo nordafricano, e al compatrono San Vincenzo, diacono di Saragozza, cui era dedicata la Cattedrale precedente all’attuale.

Santa Grata

Santi Narno, Viatore, Giovanni – primi vescovi di BG

Sant’Alberto da Prezzate e Vito Guido –  monaci di Pontida

La santità bergamasca si è particolarmente distinta in grandi figure femminili che hanno esaltato il valore della “maternità” anche spirituale come donazione della vita nell’educazione e nell’assistenza ai bisogni del tempo.

Sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa

Santa Geltrude Comensoli

Santa Paola Elisabetta Cerioli

Santa Teresa Eustochio Verzeri

Santa Gianna Beretta Molla

Preti santi sono fioriti dalle nostre parrocchie e da figli ne sono diventati poi padri e pastori. Oltre a quelli canonizzati, diverse figure di sacerdoti sono pregati in alcuni paesi e la loro testimonianza è ancora viva.

San Giovanni XXIII Papa

San Gregorio Barbarigo vescovo

San Girolamo Emiliani

San Francesco Spinelli

I Beati non sono Santi di “Serie B”, ma la Chiesa indica in questo modo quelle figure che ritiene parimenti esemplari ma inizialmente per un particolare territorio limitato e non per la liturgia di tutto il mondo.

Beato Alberto da Villa d’Ogna

Beato Guala vescovo

Beato fra Innocenzo da Berzo

Beato don Luigi Maria Palazzolo

Beata Caterina Cittadini

Beata Pierina Morosini

La Chiesa di Bergamo in questi ultimi anni è stata particolarmente benedetta con quattro nuovi Beati, oltre alle due canonizzazioni per cui Papa Francesco ha proclamato Santi i beati Papa Giovanni XXIII e don Spinelli.

Beato fra Bartolomeo Dalmasone (dal 2012)

Beato fra Tommaso da Olera (dal 2013)

Beato don Luca Passi (dal 2013)

Beato don Sandro Dordi (dal 2015).

È in corso la causa di beatificazione di diverse figure significative bergamasche, sia a livello diocesano, sia in Santa Sede. Il percorso prevede approfondimenti e studi, ma insieme alla preghiera e alla invocazione.

Preti: Padri Longari e Nadiani sacramentini, Don A. Seghezzi, Don A. Rubbi e fra A. Beretta (fratello della santa)

Suore: le sei Poverelle uccise dall’ebola, E. Mazza, T. Gabrieli, G. Seghezzi e D. Bottani fondatrici.

Una ragazza: Giulia Gabrieli

  LITANIE DEI SANTI BERGAMASCHI

 

LITANIE DEI SANTI DELLA CHIESA DI BERGAMO


Santa Maria prega per noi

Tu che accogliesti con prontezza la Parola intercedi per noi

Madre di Cristo e della Chiesa loda il Signore con noi

 

San Giuseppe prega per noi

Tu che custodisci il Figlio dell’Altissimo intercedi per noi

Uomo giusto e discreto loda il Signore con noi

 

Santi Apostoli del Signore pregate per noi

Voi che lasciaste tutto per seguire il Maestro intercedete per noi

Testimoni del Risorto lodate il Signore con noi

 

Sant’Alessandro prega per noi

Tu che fosti fedele fino al martirio intercedi per noi

Atleta forte nella fede loda il Signore con noi

San Vincenzo prega per noi

Tu che fosti vincitore in mezzo ai tormenti intercedi per noi

Ardente nella carità loda il Signore con noi

 

Santi Fermo e Rustico pregate per noi

Voi che foste vittoriosi nella lotta intercedete per noi

Discepoli della Croce lodate il Signore con noi


Santi Narno, Viatore e Giovanni pregate per noi

Voi che qui diffondeste nella nostra terra il Vangelo intercedete per noi

Amici presso Dio lodate il Signore con noi

 

San Carlo Borromeo prega per noi

Tu che attuasti una vera riforma dei credenti intercedi per noi

Maestro infaticabile loda il Signore con noi

 

San Gregorio Barbarigo prega per noi

Tu che imitasti Cristo buon Pastore intercedi per noi

Padre nella Fede loda il Signore con noi

 

San Giovanni XXIII prega per noi

Tu che rivelasti il volto paterno di Dio intercedi per noi

Obbediente allo Spirito loda il Signore con noi

 

Santi Alberto e Vito pregate per noi

Voi che foste modelli di perfezione evangelica intercedete per noi

Monaci fedeli lodate il Signore con noi

 

San Bernardino da Siena prega per noi

Tu che facesti amare il nome di Gesù intercedi per noi

Predicatore ardente di zelo loda il Signore con noi



San Francesco Spinelli prega per noi

Tu che hai attinto forza dal sacrificio eucaristico intercedi per noi

Generoso verso i poveri e i sofferenti loda il Signore con noi


San Girolamo Emiliani prega per noi

Tu che fosti sostegno e padre degli orfani intercedi per noi

Instancabile nell’amore loda il Signore con noi



Santa Grata prega per noi

Tu che diffondesti il buon profumo di Cristo intercedi per noi

Matrona saggia e virtuosa loda il Signore con noi

 

Sante Bartolomea e Vicenza pregate per noi

Voi che amaste Cristo con cuore indiviso intercedete per noi

Vergini gioiose e prudenti lodate il Signore con noi

 

Santa Maddalena di Canossa prega per noi

Tu che scegliesti di servire Cristo nei fratelli intercedi per noi

Vera serva dei poveri loda il Signore con noi

 

Santa Teresa Eustochio Verzeri prega per noi

Tu che hai partecipato alle sofferenze di Cristo intercedi per noi

Forte nella prova loda il Signore con noi

 

Santa Geltrude Comensoli prega per noi

Tu che fosti attratta da Gesù nell’Eucaristia intercedi per noi

Adoratrice incessante loda il Signore con noi

 

Santa Paola Elisabetta Cerioli prega per noi

Tu che amasti senza limiti poveri e fanciulli intercedi per noi

Modello di accoglienza loda il Signore con noi

 

Santa Gianna Beretta Molla prega per noi

Tu che ti sei donata in favore della vita intercedi per noi

Madre coraggiosa loda il Signore con noi

 

Beato Bartolomeo Dalmasone prega per noi

Tu che seguisti il Maestro fino al martirio intercedi per noi

Testimone della speranza loda il Signore con noi

 

Beato Alessandro Dordi prega per noi

Tu che hai donato la vita per i deboli intercedi per noi

Testimone di pace loda il Signore con noi

Beata Pierina Morosini prega per noi

Tu che fosti eroica in vita, prima che in morte intercedi per noi

Vergine saggia e forte loda il Signore con noi


Beato Guala vescovo prega per noi

Tu che cercasti il regno di Dio e la sua giustizia intercedi per noi

Operatore di riconciliazione loda il Signore con noi

 

Beato Luca Passi prega per noi

Tu che con ardore annunciasti il Vangelo intercedi per noi

Educatore instancabile loda il Signore con noi

 

Beato Luigi Palazzolo prega per noi

Tu che ardesti d’amore per il Cristo crocifisso intercedi per noi

Servo degli ultimi loda il Signore con noi

 

Beato Innocenzo da Berzo prega per noi

Tu che cercasti con cuore sincero la verità umiltà intercedi per noi

Servitore di tutti loda il Signore con noi

 

Beato Alberto da Villa d’Ogna prega per noi

Tu che rendesti sempre bene per male intercedi per noi

Pellegrino della carità loda il Signore con noi

 

Beato Tommaso da Olera prega per noi

Tu che nella quotidianità rivelasti l’amore di Cristo intercedi per noi

Testimone della grazia loda il Signore con noi

 

Beata Caterina Cittadini prega per noi

Tu che ti dedicasti all’educazione della gioventù intercedi per noi

Discepola fedele loda il Signore con noi

   Giulia Gabrieli, prega per noi

Malata di Ostio Sarcoma giovane ragazza che offrì con Amore la sua immane sofferenza a Gesù ed alla Vergine Maria

Santi e Sante di Dio pregate per noi

Voi tutti testimoni fedeli del Vangelo intercedete per noi

Cittadini della Gerusalemme nuova lodate il Signore con noi

 


FELICE GIORNO DI FESTA !


FELICE GIORNO DI FESTA !


Preghiamo la Litania al Beato Rolando Rivi:

LITANIA AL BENEDETTO ROLANDO MARIA RIVI


Signore, abbi pietà di noi.

Cristo, abbi pietà di noi.

Signore, abbi pietà di noi.

Cristo, ascoltaci.

Cristo, ascoltaci gentilmente.

Dio, Padre, Creatore del cielo e della terra, abbi pietà di noi.

Dio, il Figlio, Redentore del mondo, abbi pietà di noi.

Dio, lo Spirito Santo, Santificatore e Paracleta, abbi pietà di noi.

Santissima Trinità, Dio unico, abbi pietà di noi.

Madonna, * prega per noi.

Santa Madre di Dio, *

Vergine santa delle vergini, *

Nostra Signora del Mt. Carmelo, *

Nostra Signora del Santo Rosario, *

Nostra Signora, Regina dei Martiri, *

Madre della Chiesa, *

Madre dei seminaristi, *

Madre del clero, *

Madre dei religiosi, *

Madre di tutto il popolo cristiano, *

Maria, regina e madre più amata dal Beato Rolando, *

Beato Rolando Rivi, * prega per noi.

Beato Rolando, modello di pietà, *

Beato Rolando, amante dell'Eucaristia, *

Beato Rolando, frequente in confessione, *

Beato Rolando, campione di devozione mariana, *

Beato Rolando, figlio rispettoso, *

Beato Rolando, Cercatore della verità, *

Beato Rolando, fermo nella speranza, *

Beato Rolando, operaio della carità, *

Beato Rolando, impegnato nella povertà volontaria, *

Beato Rolando, Steward della castità, *

Beato Rolando, esemplare nell'obbedienza, *

Beato Rolando, gioioso nel proclamare il Vangelo, *

Beato Rolando, Apostolo dell'umiltà, *

Beato Rolando, perdonare in mezzo all'odio, *

Beato Rolando, Onorevole nella pazienza, *

Beato Rolando, studente eccezionale, *

Beato Rolando, Diligente negli studi, *

Beato Rolando, pieno di saggezza, *

Beato Rolando, pieno di carità pastorale, *

Beato Rolando, Missionario di cuore, *

Beato Rolando, servitore sacerdotale del Signore, *

Beato Rolando, guaritore dei malati, *

Beato Rolando, figlio fedele della Santa Madre Chiesa, *

Beato Rolando, amico della gioventù, *

Beato Rolando, fratello dei sacerdoti e dei seminaristi, *

Beato Rolando, guida dei sacrestani, *

Beato Rolando, perseguitato per la fede, *

Beato Rolando, difensore della libertà religiosa, *

Beato Rolando, Cento volte nelle virtù, *

Beato Rolando, operaio miracoloso, *

Beato Rolando, coraggioso testimone di Cristo, *

Beato Rolando, Fedele alla tonaca in segno della tua consacrazione a Dio, *

Beato Rolando, Martire dell'Agnello di Dio, *

Beato Rolando, appartenente a Gesù, *


Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, salvaci, o Signore.

Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, ascoltaci gentilmente, o Signore.

Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, abbi pietà di noi.

Prega per noi, benedetto Rolando Rivi, affinché siamo resi degni delle promesse di Cristo.


Preghiamo.


O Dio, Padre amorevole, che ci hai dato, nel tuo martire il Beato Rolando, un patrono ed esempio nell'offrire noi stessi per Cristo e la Chiesa; concedici, preghiamo, attraverso la sua intercessione, coraggio nel sostenere la nostra fede e la nostra umiltà nel proclamare al mondo che apparteniamo a Cristo, tuo figlio e nostro Signore, che vive e regna con Te, nell'unità dello Spirito Santo, un Dio per sempre e per sempre. Amen.


LITANIE DI SANTA MARIA REGINA DEI MARTIRI

 LITANIE DI SANTA MARIA REGINA DEI MARTIRI


Signore pietà Signore pietà

Cristo pietà Cristo pietà

Signore pietà Signore pietà

Santa Maria Madre di Dio prega per noi

Santa Maria Madre della Chiesa prega per noi

Santa Maria Regina degli apostoli prega per noi

Santa Maria Regina dei martiri prega per noi

Regina dei confessori della fede prega per noi

Santa Maria coraggio dei perseguitati prega…

Santa Maria fortezza degli oppressi prega per noi

Santa Maria conforto degli esuli prega per noi

San Michele arcangelo prega per noi

Santi angeli di Dio pregate per noi

San Giovanni Battista prega per noi

Santi Pietro e Paolo pregate per noi

Santi Apostoli di Cristo pregate per noi

Santo Stefano prega per noi

Sant’Ignazio di Antiochia prega per noi

San Lorenzo prega per noi

Santi Crisanto e Daria pregate per noi

San Valentino prega per noi

San Tommaso Moro prega per noi

San Massimiliano Kolbe prega per noi

Santa Maria Teresa Goretti prega per noi

Santa Lucia prega per noi

Sant’Agnese prega per noi

Sante Perpetua e Felicita pregate per noi

Santa Teresa Benedetta della Croce

e, voi, martiri europei del Novecento prega …

San Paolo Miki e martiri giapponesi pregate …

San Carlo Luanga e martiri ugandesi pregate …

Santi martiri del Vietnam pregate per noi

Santi Giovanni e Isacco

martiri del Canada pregate per noi

Santi martiri della Corea pregate per noi

Santi martiri della Cina pregate per noi

Santi martiri del Messico pregate per noi

Santi martiri della Spagna pregate per noi

Beati martiri dell’Albania pregate per noi

Beato Oscar Romero

e missionari martiri pregate per noi

Beato Pino Puglisi prega per noi

Beato Rosario Angelo Livatino prega per noi

e martiri delle mafie pregate per noi

Beato Rolando Maria Rivi prega per noi

Santi martiri di Cristo pregate per noi

San Prospero, san Francesco e, voi,

Santi della nostra Chiesa pregate per noi

Santi Geminiano

e Silvestro (patroni di Modena) pregate per noi

San Giovanni XXIII prega per noi

San Giovanni Paolo II prega per noi

Beato Paolo VI prega per noi

Santi e Sante di Dio pregate per noi

Cristo, Signore della storia abbi pietà di noi

Cristo, Salvatore dell'uomo abbi pietà di noi

Cristo, speranza del creato abbi pietà di noi


Pensiero del 01 novembre 2021

 Meditazione sul Vangelo di Mt 5,1-12a

Lo sguardo di Gesù.

Nella solennità odierna, si contempla il Paradiso. L’Apocalisse spalanca una finestra sulla Gerusalemme celeste abitata da una moltitudine immensa di ogni razza, popolo e lingua, mentre la lettera di san Giovanni annuncia la prima ragione di esultanza per chi crede: abbiamo un Padre che nutre per noi, “realmente suoi figli”, un amore grande. Ma è il Vangelo che svela quale miracolo d’amore lo sguardo di Dio compie nella vita di tutti, soprattutto in quella di coloro che il mondo considera esclusi.

La santità può mettere in soggezione, sembra una mèta troppo lontana per le proprie capacità di agire secondo il cuore di Dio. Tuttavia, a volte, un calore quasi tangibile ci avvolge, una sensazione tenera come di carezza materna. Perché? L’evangelista afferma: «Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna». Ecco la spiegazione: è il Padre che ci vede attraverso gli occhi del Figlio. Conosciamo già quello sguardo dal  racconto del giovane ricco: «Gesù, fissatolo, lo amò». È come una mamma che dà frequenti occhiate al suo bambino mentre gioca, spesso sorride delle sue imprese, ma sempre veglia; il bambino ricambia lo sguardo e gongola beato per quella affettuosa complicità. Gesù non osserva la massa anonima, ma ad uno ad uno guarda i poveri, gli afflitti, i miti… Prive dello sguardo di Gesù, queste persone sono la “folla”, appartengono a categorie umane cristallizzate, boccioli che non riescono a schiudersi. Gli afflitti, i perseguitati, i poveri restano nel loro pianto; i miti, i pacificatori, i misericordiosi rimangono avvolti dalle ferite di chi li schernisce, umiliandoli. Ma Gesù vuole vedere bene. Comincia a fissare, amandolo, ciascuno di quei fiori. Ancora una volta il Dio delle moltiplicazioni compie il miracolo: pian piano il fiore si apre, sboccia, ed ecco apparire le beatitudini per intero: «Beati i poveri in spirito, perché di essi é il regno dei cieli», così per otto volte. La strada della santità è tracciata, il segreto è svelato: non siamo noi a farci santi; è sufficiente aver cura di rimanere sempre sotto lo sguardo di Gesù.

01 Novembre

Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore

Venite a me, voi tutti che siete stanchi ed oppressi, ed io vi darò ristoro.

(Matteo 11,28)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 23)
Rit: Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore.

Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito.

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli.

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi ed oppressi, ed io vi darò ristoro.

(Matteo 11,28)