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11 febbraio, 2023

✝ Pensiero del 11 Febbraio 2023

 


SUB TUTELA DEI
S. T. D. E DELLA B. V. M.
GIUDICE ROSARIO ANGELO LIVATINO UOMO LAICO MARTIRE PER LA GIUSTIZIA INDIRETTAMENTE ANCHE DELLA FEDE_Beato

Caro Rosario, oggi, la chiesa celebra, l'apparizione della beata Vergine a Lourdes a Bernadette ed oggi s'inaugura il parco intitolato a te.

Fa che io possa essere una donna Credibile davanti agli esseri umani, ma soprattutto davanti a gli di Dio.
Barbara

Versetto del Giorno
Imparate a fare il bene, ricercate la giustizia, soccorrete l'oppresso, rendete giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova.
Isaia 1:17

Oggi, è la giornata del malato, il malato non è un problema da risolvere, ma è un dono, abbiatene cura.

Sabato – 5.a Tempo Ordinario – BEATA VERGINE DI LOURDES
L’11 febbraio una fanciulla di quattordici anni, Bernadette Soubirous, ingenua e umile, si recò a raccogliere legna secca nei pressi di Massabielle. Un fruscio tra gli alberi le fece alzare gli occhi in direzione di una grotta, dove scorse “una signora”, vestita di bianco con una fascia azzurra, e con la quale recitò una terza parte del Rosario. L’apparizione si ripeté il 18 febbraio. Nel corso delle apparizioni successive, la Signora chiese a Bernadette di pregare per i peccatori e invitò i fedeli alla penitenza. Il 25 febbraio le indicò di bere ad una sorgente: la sorgente miracolosa di Lourdes. Il 2 marzo la Signora disse alla fanciulla di riferire ai sacerdoti il suo desiderio che in quel posto venisse eretta una cappella. Il parroco si mostrò incredulo e trattò duramente Bernadette: “Di’ a quella signora che ti dica il suo nome”, le ordinò. La mattina del 25 marzo la Vergine diede la risposta: “Io sono l’Immacolata Concezione”. Solo quattro anni prima Pio IX aveva proclamato il dogma del concepimento senza macchia originale della Vergine e ora Maria stessa comunicava agli uomini il titolo con il quale voleva essere invocata.
Meditazione sul Vangelo di Mc 8,1-10
Caritas sine modo.
L’evangelista Marco riporta il racconto di due miracoli in cui Gesù moltiplicò pani e pesci. Il secondo, che abbiamo proclamato oggi, a differenza del primo, si svolse in un territorio abitato prevalentemente da pagani. Altri dettagli lo distinguono: i pani moltiplicati non sono cinque ma sette, numero che allude alla pienezza dei doni di Dio, come sette sono le sporte dei pani avanzati; gli uomini “sfamati” sono quattromila e non cinquemila, quantità pur sempre assai elevata, per indicare, secondo l’Antico Testamento, l’abbondanza dei tempi messianici.
I discepoli suggeriscono un avvertimento, carico di buon senso: “Come si possono sfamare tante persone in un deserto?”. Di fronte agli immensi bisogni della gente che cosa possiamo fare? Vi è una sproporzione tra le necessità e le nostre risorse. Ma il Signore Gesù ci propone un’altra prospettiva. Ci chiede: quanti pani avete? Vale a dire: mettete a disposizione tutto quello che avete, non preoccupatevi della quantità delle risposte concrete che fornite, ma della qualità della vostra generosità, che deve essere totale. Ed una misteriosa fecondità sarà generata dalla totalità del dono. Uno scrittore, da autentico artista, ha immaginato che il pane e il pesce moltiplicati da Gesù comunichino la loro straordinaria esperienza. «Noi siamo i pesci del miracolo. Non siamo nati nel fondo del mare. Dal nulla siamo stati sbalzati alla carità, e subito abbiamo avuto il breve ma essenziale compito di tutto ciò che esiste, quello di donarci. Possiamo nascere vicino a chi ha fame più di verità che delle nostre carni appetitose. Anche noi – dicono i pani – non abbiamo per madre la spiga, non conosciamo la falce. Il nostro fornaio non si è intriso le mani di farina. Ha detto solo “Non occorre che se ne vadano. Fate sedere la gente”. Basta non mandare via chi ha fame, e il pane è fatto. Gira per il mondo un pane che nessuno è ancora riuscito a consumare, e più se ne mangia e più si ammucchia: siamo noi i sette pani racimolati nelle bisacce degli apostoli. Quando vi chiedono qualche cosa che credete di non poter dare, ricordatevi di noi, dei pani avanzati nei sette canestri». Sì, nella logica illogica del Pane spezzato, sette pani e pochi pesciolini fa centomila! Il Dono di Cristo, il suo Sacrificio rivissuto misticamente nell’Eucaristia, ci attrae in questa donazione personale, generosa e gratuita.


Sabato 11 Febbraio  

B.V. Maria di Lourdes (mf); S. Sotera; S. Pasquale I

5.a del Tempo Ordinario

Gen 3,9-24; Sal 89; Mc 8,1-10

Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione


Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.

(Matteo 4,4)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 89)
Rit: Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.

Prima che nascessero i monti
e la terra e il mondo fossero generati,
da sempre e per sempre tu sei, o Dio.

Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l’erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca.

Insegnaci a contare i nostri giorni
E acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!

Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.

(Matteo 4,4)

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