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08 febbraio, 2022

San Girolamo Emiliani

 San Girolamo Emiliani

autore: Mattia Traverso anno: 1943 titolo: San Girolamo Emiliani presenta gli orfani alla Madonna luogo: 
Santuario della Madonna del Popolo


Nome: San Girolamo Emiliani
Titolo: Fondatore
Nascita: 1486, Venezia
Morte: 8 febbraio 1537, Somàsca
Ricorrenza: 8 febbraio
Tipologia: Memoria facoltativa
Patrono di:VercuragoQuero Vas


Dalla nobile famiglia degli Emiliani, nasceva in Venezia nel 1486 S. Girolamo. L'infanzia e la giovinezza sua ci sono quasi totalmente ignote e solo nel 1511, quand'ormai ha trent'anni, lo troviamo capitano della repubblica di Venezia. alla difesa di Castelnuovo, importante fortezza trevisana. Quivi esplicO tutto ii suo valore e tutta la sua arte di avveduto capitano, ma assalito da forze francesi di gran lunga superiori dovette arrendersi. I vincitori, avuto Girolamo nelle mani, lo caricarono di catene e lo gettarono in prigione. Perduta ormai ogni speranza negli aiuti umani, ii poveretto si rivolse fiduciosamente a Maria, promettendole con voto di recarsi scalzo al suo santuario di Treviso per ivi deporre ai suoi piedi le catene e la spada qualora fosse stato liberato.

La Madonna l'ascoltò, e Girolamo riconoscente corse a soddisfare la promessa, tornando in patria totalmente mutato. All'ardor bellicoso di prima aveva sostituito una grande carità verso Dio ed amore verso i poveri.

Morto suo fratello Luca, egli si prese cura dei tre nipotini rimasti orfani e da qui gli venne l'idea di fondare i Chierici Regolari Somaschi per soccorrere gli orfani.

Vedendo infatti tanti piccoli abbandonati, perché privi di genitori e di aiuto, pensò di erigere un istituto per soccorrerli nei loro bisogni corporali e spirituali. Ben presto però l'edificio fu troppo angusto per ospitare tutti gli orfani che accorrevano, e Venezia, Verona, Bergamo, Brescia ed altre città dovettero alla carità del Santo se le loro vie furono sgombre di tanti bambini che prima imparavano il vizio.

Anime generose, attirate da si nobili virtù, vollero seguire S. Girolamo e così nel paesello di Somasca (Bergamo) egli iniziò la sua Congregazione di Chierici Regolari detti Somaschi. Poi si diede a visitare importanti città per fondare altri istituti e sollevare quanti più potesse: così fu a Milano, a Pavia ed altrove.

Prima di morire volle ancora una volta visitare i suoi istituti, e le popolazioni in massa accorsero per vederlo, per potergli baciare l'abito e ricevere la sua benedizione. Così, l'umile istitutore che aveva voluto fuggire la gloria del mondo, passava ammirato e benedetto da tutti. Si ritirò poi definitivamente in Somasca ove terminò la sua beata vita 1'8 febbraio del 1537 a 55 anni.

PRATICA. Rispettiamo il candore e la semplicità dei piccoli e cerchiamo di incitarli al bene.

PREGHIERA. Dio, padre delle misericordie, pei meriti e l'intercessione del beato Girolamo, che volesti fosse agli orfani padre e sostegno, concedi che noi possiamo sempre essere tuoi figli.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Somàsca, nel territorio di Bérgamo, il natale di san Girólamo Emiliàni Confessore, che fu Fondatore della Congregazione Somàsca, e, illustre per molti miracoli in vita e dopo morte, dal Sommo Ponteif ce Clemènte decimoterzo fu ascritto nel catalogo dei Santi, e dal Papa Pio undecimo fu eletto e dichiarato Patrono universale presso Dio degli orfani e della gioventù derelitta. La sua festa però si celebra il venti Luglio.

07 febbraio, 2022

Oggi si celebra San MASSIMO

 Oggi, si celebra San MASSIMO

Buon onomastico a Mons. Massimo Camisasca FSCB

Vescovo emerito di Guastalla Reggio Emilia

Giunga a lui, la nostra preghiera, il nostro sostegno per il suo cammino sacerdotale, insieme al nostro affetto! 

Auguri di vero cuore




Oggi si celebra San RICCARDO RE

 Oggi, si celebra San RICCARDO RE

Tanti auguri di cuore, d'un buon onomastico, a RICCARDO RAMPI!
La nostra preghiera, giunga fino in Cielo.
Con un bacio ad entrambi



✝ Pensiero del 07 febbraio 2022

 ✝

S. T. D. E DELLA B. V. M.

G. R. A. Livatino UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede_Beato

Gesù, attraverso l'Eucaristia, i Sacramenti, la Parola, si fa toccare da tutti noi affinché la Sua Misericordia, ci salvi.

Meditazione sul Vangelo di Mc 6,53-56

La fonte dell’energia dell’amore.            

Il Vangelo di oggi ci presenta una situazione analoga a quella dei brani che stavamo considerando nei giorni scorsi. La fama di Cristo è tale che appena mette piede a terra comincia a riunirsi la gente per sentirli predicare e chiedergli la cura di parenti o amici malati. Gesù non cessa di darsi a tutti quelli che a Lui si avvicinano. Basta toccare il suo manto affinché si ottengano i favori di cui hanno bisogno.

L’attività apostolica di Gesù è incessante. Non ha ancora messo piede a terra e già sta di nuovo andando verso la gente, per venire incontro alle sue necessità. È un uomo che non appartiene a se stesso. Tutta la sua vita è in funzione degli uomini che deve salvare. Sappiamo che la sua donazione arriverà fino all’estremo, attraverso il supremo sacrificio della croce, ma non finisce di sorprenderci questo aspetto della personalità di Cristo: l’irrefrenabile desiderio di fare il bene. La donazione di Cristo si prolunga nel tempo e nello spazio attraverso l’Eucaristia. Gesù sta lì per darci consolazione, appoggio, per spingerci alla generosità col suo esempio. L’Eucaristia, come cuore della Chiesa, è anche il cuore della vita cristiana di ogni battezzato. Semplicemente, non è possibile vivere una vita cristiana piena senza poggiare sulla presenza di Gesù sacramentato. In un giorno normale, il Papa dedica tempo alla preghiera in proporzione al suo lavoro apostolico. La sua donazione agli altri nei viaggi apostolici, nelle udienze, nelle visite scaturisce dal suo contatto permanente col Signore. Così sarà anche nella mia vita il mio servizio agli altri, nella vita familiare, nel lavoro, ne volontariato, avrà la misura della presenza di Cristo nel mio cuore.

07 Febbraio

Gesù annunciava il vangelo del Regno e guariva ogni sorta di malattie e infermità nel popolo.

 (Matteo 4,23)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 131)
Rit: Sorgi, Signore, tu e l’arca della tua potenza.

Ecco, abbiamo saputo che era in Èfrata,
l’abbiamo trovata nei campi di Iàar.
Entriamo nella sua dimora,
prostriamoci allo sgabello dei suoi piedi.

Sorgi, Signore, verso il luogo del tuo riposo,
tu e l’arca della tua potenza.
I tuoi sacerdoti si rivestano di giustizia
ed esultino i tuoi fedeli.
Per amore di Davide, tuo servo,
non respingere il volto del tuo consacrato.

Gesù annunciava il vangelo del Regno e guariva ogni sorta di malattie e infermità nel popolo.

 (Matteo 4,23)

06 febbraio, 2022

Messa di saluto di monsignor Camisasca a Guastalla

✝ Pensiero del 06 febbraio 2022

 ✝

S. T. D. E DELLA B. V. M.

G. R. A. Livatino UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede_Beato

Meditazione sul Vangelo di Lc 5,1-11

Salire in barca con Gesù.

Il Vangelo ci presenta oggi il primo incontro tra Cristo e Pietro, futuro capo della Chiesa. La situazione è quella ormai abituale nella predicazione di Gesù: "La gente che si accalca intorno al Maestro, e lui che cerca un modo per poter continuare a predicare. Questa volta sceglie la barca di Pietro e per il pescatore di Betsaida comincia l’avventura più grande della sua vita. Il contatto con la grandezza di Cristo gli fa scoprire la sua miseria: “Allontanati da me che sono un peccatore!”.
Il Signore sapeva che per compiere la sua missione doveva circondarsi di uomini che avrebbero diffuso il suo messaggio, una volta che si fosse consumato il suo sacrificio sulla croce. Sceglie Pietro. Tutto comincia con una scelta apparentemente arbitraria: la barca di Pietro come pulpito. A poco a poco, Cristo comincia ad entrare nella vita di Pietro. Gli fa dono di una pesca miracolosa come premio alla sua fiducia, per poi chiedergli la dedizione totale come suo discepolo.
Oggi Cristo vuole salire sulla nostra barca, vuol far di noi strumenti del suo amore. Ha fatto caso a noi, e ci vuole offrire quel frutto che tutti continuano a cercare e che sembra sempre scivolare tra le mani: "La felicità. Ci chiede un atto di fiducia: “Punta al largo e getta le reti per la pesca”. Ci promette un frutto imperituro che è l’eterna prosperità. In questo brano, troviamo una sintesi di tutta la nostra vita cristiana, che affonda le sue radici nell’amore di Dio. Il Signore ci ha concesso il dono della vita e della fede del tutto gratuitamente. Non meritiamo d’esser nati dove siamo nati, e in fondo la nostra storia non ci appartiene. Cristo, quindi, ci chiama come apostoli a collaborare con Lui nel compito di salvare l’umanità. Ognuno dal suo posto: il sacerdote con la predicazione ed i sacramenti; il laico con l’incenso profumato delle sue buone opere e della sua vita di preghiera. Finalmente, Cristo ci offre quella preziosa ricompensa che tutti nella vita cercano: la felicità, e felicità perenne. L’abbondanza di pesci nelle mani di Pietro non è altro che il simbolo della pienezza della sua vita vicino a Gesù. Cristo ci chiede solo di avere fiducia in Lui: “sulla tua parola getterò le reti”.
Domenica 6 Febbraio 
5.a del Tempo Ordinario
Ss. Paolo Miki e c. (m); B. Alfonso M. Fusco; S. Guarino
Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria
Is 6,1-2a.3-8; Sal 137; 1Cor 15,1-11; Lc 5,1-11

Venite dietro a me, dice il Signore, vi farò pescatori di uomini.
(Matteo 4,19)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 137)
Rit: Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:

«Hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.

Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza».


Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,
quando ascolteranno le parole della tua bocca.
Canteranno le vie del Signore:
«Grande è la gloria del Signore!».


La tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
«Non abbandonare l’opera delle tue mani».

Venite dietro a me, dice il Signore, vi farò pescatori di uomini.
(Matteo 4,19)

05 febbraio, 2022

Sant' Agata

 Sant' Agata

autore: Guido Cagnacci anno: 1635-1640 titolo: Sant'Agata luogo: Banca Popolare dell'Emilia Romagna


Nome: Sant' Agata
Titolo: Vergine e martire
Nascita: III Secolo, Catania
Morte: 5 febbraio 251, Catania
Ricorrenza: 5 febbraio
Tipologia: Memoria liturgica


La città di Catania ha l'onore di aver dato i natali a questo mistico fiore reciso dalla bufera nella persecuzione di Decio nell'anno 251, lo affermano con certezza i documenti che narrano il martirio della tanto amata Santa affermano.

Discendente d'illustre famiglia, nel fiore dell'età si era consacrata a Dio col voto di perfetta castità. Ma Quinziano, pretore della Sicilia, conosciutane la bellezza e l'immenso patrimonio, decise di sposarla, e vedendo che non riusciva con le lusinghe, pensò di saziare almeno la sua avarizia valendosi dei decreti imperiali allora pubblicati contro i Cristiani. Agata venne arrestata e per ordine del duce consegnata ad una donna malvagia di nome Afrodisia la quale, colle sue figliuole che menavano pure una vita scandalosa, aveva l'incarico di condurla poco per volta al male.

A nulla giovarono contro la giovane vergine le arti di quella spudorata megera, tanto che dopo un mese abbandonò la scellerata impresa.

Quinziano, informato dell'insuccesso, richiamò Agata al tribunale, e con tono benigno le disse: « Come mai tu che sei nobile ti abbassi alla vita umile e servile dei Cristiani? "Perchè, disse ella, sebbene io sia nobile, tuttavia sono schiava di Gesù Cristo." Ed allora, continuò il giudice, in che consiste la vera nobiltà? "Nel servire Dio" fu la sapiente risposta. Egli irritato dalla fermezza della martire, la fece schiaffeggiare e gettare in carcere.

Martirio di Sant'Agata


Il giorno seguente Quinziano trovando in Agata non minore coraggio di prima, la fece stendere sul cavalletto, e più crudele di una belva, comandò che le fossero strappate le mammelle con le tenaglie. Dopo l'esecuzione dell'ordine feroce la fece rimettere in carcere vietando a chiunque di medicarla o di darle da mangiare. Ma Iddio si burla dell'arroganza e dei disegni umani; infatti in una visione apparve ad Agata l'Apostolo S. Pietro il quale, confortatala ricordandole la corona che l'attendeva, fece su di lei il segno della croce e la guarì completamente.


Non si può descrivere la sorpresa e insieme la bile di Quinziano quando, dopo quattro giorni, fatta di nuovo condurre Agata al tribunale, dovette constatare la prodigiosa guarigione. Al colmo della rabbia, preparato un gran braciere, in cui ai carboni ardenti erano mescolati cocci di vasi, vi fece stendere sopra e rigirare la vittima. Ad un tratto, mentre i carnefici compivano quell'orribile ufficio, un terribile terremoto scosse la città, e fra le altre vittime seppellì pure due intimi consiglieri del pretore. Frattanto tutta la città spaventata, cominciò a gridare che quello era un castigo di Dio per la crudeltà usata verso la sua serva e tutti correvano tumultuando verso la casa del pretore, il quale al sentire lo schiamazzo della folla, temendo che gli fosse tolta di mano la preda, nascostamente la rimandò nel carcere. La martire stremata di forze, ma lieta di aver consumato il suo sacrificio, in un supremo sforzo, congiunte le mani, così pregò: « Signore mio Dio, che mi avete protetto fin dall'infanzia ed avete estirpato dal mio cuore ogni affetto mondano e mi avete dato forza nei patimenti, ricevete ora in pace il mio spirito ». Ciò detto chiudeva per sempre gli occhi alla luce del mondo.

PRATICA. È ammirabile in S. Agata la purità dà intenzione con cui santificò l'offerta dei suoi beni e di se stessa cercando, in tutto, solo la gloria e l'onore del suo Dio.

PREGHIERA. O Signore, che fra gli altri prodigi della tua potenza hai dato anche al sesso debole la vittoria del martirio, concedi benigno a noi che celebriamo la festa della beata Agata, vergine e martire tua, di poter giungere a Te seguendo i suoi esempi.

MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria di sant’Agata, vergine e martire, che a Catania, ancora fanciulla, nell’imperversare della persecuzione conservò nel martirio illibato il corpo e integra la fede, offrendo la sua testimonianza per Cristo Signore.

La festa di Sant'Agata


Festa di Sant'Agata


Sant'Agata è la patrona di Catania, nei giorni dal 3 al 6 febbraio i catanesi indossano un tradizionale abito bianco composto da camici e guanti bianchi con in testa una papalina nera. La tradizione vuole che l'abito votivo altro non è che un saio penitenziale, indossata il 17 agosto, quando due soldati riportarono le reliquie a Catania da Costantinopoli.

Il fercolo d'argento con i resti della Santa posto su un carro legato da due cordoni di oltre 100 metri vine sostenuto da centinaia di "Devoti" che fino al 6 febbraio tirano instancabilmente il carro. La Vara viene portata in processione insieme a dodici candelore appartenenti ciascuna alle corporazioni degli artigiani cittadini. Tutto avviene fra ali di folla che agita bianchi fazzoletti e grida Cittadini, cittadini, semu tutti devoti tutti. È considerata tra le tre principali feste cattoliche a livello mondiale per affluenza.

✝ Pensiero del 05 febbraio 2022

 ✝

S. T. D. E DELLA B. V. M.

G. R. A. Livatino UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede_Beato

Gesù, ha una compassione, premurosa, per ciascuno di noi si prende cura, di ogni nostra necessità.


Meditazione sul Vangelo di Mc 6,30-34

È bello alla fine della giornata ritirarci per parlare con Gesù.
Gesù e i suoi discepoli erano gente attiva: dovevano annunciare il Vangelo, il tempo era breve e le necessità erano molte, come lo sono oggi. Vediamo Gesù che non si ferma un minuto, e i discepoli dietro di lui. Per il riposo del corpo e dell’anima, diventa necessario ritirarsi ogni tanto in un luogo tranquillo.
Anche noi abbiamo oggi bisogno di riposo. Le giornate di lavoro ci lasciano esausti, il nostro lavoro apostolico in parrocchia, nel volontariato e in altri settori possono esaurirci. Si impone pertanto un momento di riposo per ritemprare le forze. Quale occasione migliore per approfittare di questi momenti per stare vicino a Cristo! È bello, alla fine della giornata, ritirarci per parlare con Colui che ci ascolta intimamente, e che può rinvigorire le nostre forze.

Sabato 5 Febbraio 
4.a del Tempo Ordinario
S. Agata (m); S. Saba; B. Elisabetta Canori Mora
Insegnami, Signore, i tuoi decreti
1Re 3,4-13; Sal 118; Mc 6,30-34

Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore, ed io le conosco ed esse mi seguono.
 (Giovanni 10,27)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 118)
Rit: Insegnami, Signore, i tuoi decreti.

Come potrà un giovane tenere pura la sua via?
Osservando la tua parola.
Con tutto il mio cuore ti cerco:
non lasciarmi deviare dai tuoi comandi.

Ripongo nel cuore la tua promessa
per non peccare contro di te.
Benedetto sei tu, Signore:

«Insegnami i tuoi decreti».


Con le mie labbra ho raccontato
tutti i giudizi della tua bocca.
Nella via dei tuoi insegnamenti è la mia gioia,
più che in tutte le ricchezze.

Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore, ed io le conosco ed esse mi seguono.
 (Giovanni 10,27)

04 febbraio, 2022

✝ Pensiero del 04 febbraio 2022

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S. T. D. E DELLA B. V. M.

G. R. A. Livatino UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede_Beato

Meditazione sul Vangelo di Mc 6,14-29

Oggi è difficile essere testimoni della verità.

Se san Giovanni Battista vivesse oggi, sarebbe accusato di essere intollerante. Come è possibile che osi criticare in pubblico la vita privata di una persona, soprattutto quando questa persona è un personaggio politico? Certamente, san Giovanni Battista non fa politica, è solo un testimone della Verità e sa che garante di quella verità è il suo Signore. La lettera agli Ebrei dice: “Il Signore è il mio aiuto non temerò. Che mi potrà fare l’uomo?”.

Oggi è difficile essere testimoni della verità. Oltretutto non c’è chi creda che sia possibile trovare la Verità. Regna e imperversa il più completo relativismo. Si pensa che sia giusto che ognuno abbia la sua verità e che la tolleranza sia un segno dei nostri tempi, della post-modernità: rispettare la verità di ciascuno. Pur rispettando la persona che si ha di fronte, il male però non può essere tollerato, non deve essere tollerato. Né in noi stessi né negli altri. Si avviano e si cercano innumerevoli tentativi di dialogo, ma non si arriva mai a nessuna conclusione proprio perché non si riesce a stabilire la verità. Sentiamoci in dovere di ricordare al mondo dove sta la Verità.

Venerdì 4 Febbraio 
4.a del Tempo Ordinario
S. Nicola Studita; S. Gilberto; S. Eutichio
Sia esaltato il Dio della mia salvezza
Sir 47,2-13 (NV); Sal 17; Mc 6,14-29

Beati coloro che custodiscono la parola di Dio con cuore integro e buono e producono frutto con perseveranza.

(Luca 8,15)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 17)
Rit: Sia esaltato il Dio della mia salvezza.

La via di Dio è perfetta,
la parola del Signore è purificata nel fuoco;
egli è scudo per chi in lui si rifugia.

Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Per questo, Signore, ti loderò tra le genti
e canterò inni al tuo nome.

Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato,
a Davide e alla sua discendenza per sempre.

Beati coloro che custodiscono la parola di Dio con cuore integro e buono e producono frutto con perseveranza.

(Luca 8,15)

03 febbraio, 2022

✝ Pensiero del 02 febbraio 2022

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S. T. D. E DELLA B. V. M.

G. R. A. Livatino UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede_Beato

Meditazione sul Vangelo di Mc 6,7-13

Possiamo e dobbiamo essere martiri tutti i giorni.

“Andare e battezzare”. Sembrerebbe l’imperativo di ogni cristiano, di ogni battezzato. Per adempierlo, san Paolo nella lettera ai Galati ci detta le condizioni: morire sulla croce, rinunciare a noi stessi, cancellarsi fino a essere ognuno di noi un altro Cristo.

Il martirio è sempre stato un modo di testimoniare Cristo. Spargere il proprio sangue indica la scelta fatta nella vita di seguire Cristo, superando tutte le difficoltà del mondo. Questa testimonianza nasce non da un momento di fervore o da un impeto mistico. Ma è piuttosto il frutto di una vita destinata completamente a servire Dio, nelle cose più piccole come nelle più grandi, quali la propria vita. Possiamo e dobbiamo essere martiri tutti i giorni, vivendo con coerenza e gioia i comandamenti e le regole della Chiesa.

Giovedì 03 Febbraio 
4.a del Tempo Ordinario
S. Caterina de’ Ricci San Biagio
Tu, o Signore, domini tutto!
1Re 2,1-4.10-12; Cant. 1Cr 29,10-12; Mc 6,7-13

Il regno di Dio è vicino, dice il Signore: «convertitevi e credete nel Vangelo».

 (Marco 1,15)

SALMO RESPONSORIALE (I Cronache 29,10-12)
Rit: Tu, o Signore, domini tutto!

Benedetto sei tu, Signore,
Dio d’Israele, nostro padre,
ora e per sempre.

Tua, Signore, è la grandezza, la potenza,
lo splendore, la gloria e la maestà:

«Perché tutto, nei cieli e sulla terra, è tuo».


Tuo è il regno, Signore:
ti innalzi sovrano sopra ogni cosa.
Da te provengono la ricchezza e la gloria.

Tu domini tutto;
nella tua mano c’è forza e potenza,
con la tua mano dai a tutti ricchezza e potere.

Il regno di Dio è vicino, dice il Signore: «convertitevi e credete nel Vangelo».

 (Marco 1,15)

02 febbraio, 2022

Ⓒ Blog Site official di Canzano Barbara : Festa della Candelora festa della luce e della vit...

Ⓒ Blog Site official di Canzano Barbara : Festa della Candelora festa della luce e della vit...: Festa della Candelora festa della luce e della vita consacrata  02 febbraio 2020 Don Antonio Maffucci FSCB  ✝  Massimo Camisasca FSCB Mons....



Messa per la vita consacrata

Presentazione del Signore (Festa della Candelora)

 Presentazione del Signore (Festa della Candelora)

autore: Francesco Francia anno: 1517 titolo: La presentazione di Gesù Bambino al Tempio e La Purificazione della Vergine luogo: Abbazia di Santa Maria del Monte

Nome: Presentazione del Signore
Titolo: Candelora
Ricorrenza: 2 febbraio
Tipologia: Festa


«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele» (Luca 2, 29-31).

Questa festa è chiamata con svariati nomi, ciascuno dei quali ricorda un fatto avvenuto in questa giornata in cui la Sacra Famiglia ci diede l'esempio della più perfetta ubbidienza.

Iddio nell'Antico Testamento aveva prescritto che ogni figlio primogenito fosse consacrato a Lui in memoria del beneficio fatto al suo popolo quando tutti i primogeniti degli Egiziani perirono sotto la spada dell'Angelo sterminatore risparmiando invece gli Ebrei.

Un'altra legge poi ordinava che ogni donna ebrea si presentasse al Tempio per purificarsi, quaranta giorni dopo la nascita del bambino, oppure dopo ottanta, se era una figlia, portando alcune vittime da sacrificarsi in ringraziamento ed espiazione.

Siccome le due cerimonie potevano compiersi tutte due assieme, Giuseppe e Maria portarono Gesù alla città santa, quaranta giorni dopo il Natale.

Benché Maria non fosse obbligata alla legge della purificazione, poiché Ella fu sempre vergine e pura, tuttavia per umiltà ed ubbidienza volle andare come le altre.

Ubbidì poi al secondo precetto di presentare ed offrire il Figlio all'Eterno Padre; ma l'offrì in modo diverso dal come le altre madri offrivano i loro figliuoli. Mentre per le altre madri questa era una semplice cerimonia. senza timore di dover offrire i figli alla morte, Maria offrì realmente Gesù in sacrificio alla morte, poiché Ella era certa che l'offerta che allora faceva doveva un giorno consumarsi sull'altare della croce.

Giunti nel recinto del tempio venne loro incontro un vecchio venerando di nome Simeone, uomo giusto e pio, a cui lo Spirito Santo aveva promesso che non sarebbe morto prima d'aver mirato il Salvatore del mondo. Illuminato dal cielo aveva riconosciuto che il figlio di Maria era appunto l'aspettato delle genti. Presolo fra le braccia nell'entusiasmo della riconoscenza esclamò: « Or lascia, o Signore, che il tuo servo, secondo la tua parola, se ne vada in pace... »: poi benedisse i genitori del Bambino dicendo a Maria: « Ecco Egli è posto a rovina e resurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione; ed anche a te una spada trapasserà l'anima ».

Maria istruita nella Sacra Scrittura aveva già intravvisto tutte le pene che doveva patire il suo Figlio. e nelle parole di Simeone ne ebbe la dolorosa conferma.

Maria a tutto acconsente. e con mirabile fortezza, offre Gesù all'Eterno Padre, ma la sua anima fu in quel momento attraversata da una spada.

Fatta l'offerta come prescritto dalla legge del Signore, Maria e Giuseppe ritornarono nella Galilea, alla loro città di Nazaret. E il Bambino cresceva e si fortificava pieno di sapienza, e la .grazia di Dio era con Lui.

PRATICA Maria per ubbidienza volle adempiere quanto prescriveva la legge, quantunque non vi fosse obbligata. Impariamo anche noi ad ubbidire a tutte le leggi, perchè, come dice la Sacra Scrittura, l'uomo ubbidiente riporterà vittoria.

PREGHIERA Dio onnipotente ed eterno, supplichiamo umilmente la tua maestà, che come l'Unigenito Figlio tuo quest'oggi fu presentato al Tempio nella sostanza di nostra carne, così tu faccia che noi siamo presentati a te con animo purificato.

MARTIROLOGIO ROMANO. Purificazione della beata Vergine Maria, che dai Greci viene chiamata Hypapànte (cioè l'incontro) del Signore.

FILASTROCCA - Per la santa Candelora se nevica o se plora dell'inverno siamo fora; ma se l'è sole o solicello siamo sempre a mezzo inverno.


✝ Pensiero del 02 febbraio 2022

 ✝


S. T. D. E DELLA B. V. M.

G. R. A. Livatino UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede_Beato

La fede, è stata accesa in noi, nel giorno del Battesimo. Se si è spenta va' riaccesa; se è accesa va' alimentata.

Santa Festa della Presentazione di Gesù al tempio, Buona festa della Candelora, buona festa alla vita Consacrata.

Meditazione sul Vangelo di Lc 2,22-40

Luce per illuminare tutte le genti.

Le parole di Simeone sembrano la voce che canta nella liturgia di oggi. Possiamo sentire l’eco del suo messaggio, nella lettura del profeta Malachia, che annuncia la venuta del Salvatore, mantenendo così viva nel popolo d’Israele l’attesa del giorno tanto sperato, in cui il Signore degli Eserciti apparirà ed entrerà nel Tempio.

Sono passati quaranta giorni dalla nascita di Cristo. Chiudo i miei occhi, e schiudo quelli della mia anima, per contemplare le tre persone sante: Gesù, Giuseppe e Maria. Tutti presi da quelle cure che abitualmente si dedicano a un bambino appena nato, Maria e Giuseppe conducono una vita normale, là nella grotta di Betlemme, loro provvisoria dimora. Quando arriva il quarantesimo giorno dopo la nascita, essi devono adempiere la legge mosaica, che ordinava loro di presentarsi al Tempio. Seguo con gli occhi dell’anima questa scena. Una giovane coppia, emozionata per il fatto di trovarsi nel Tempio di Gerusalemme. Giuseppe che si accinge a comprare l’offerta dei poveri, per riscattare il primogenito. Maria che stringe fra le braccia il piccolo Gesù. I due entrano nel Tempio quando li ferma Simeone, un anziano saggio, che chiede di prendere fra le sue braccia il bambino. Maria, confusa e angustiata, glielo porge. E ascoltano alcune parole che sembrano prese dall’Antico Testamento: “Luce per illuminare tutte le genti...”.

Mercoledì 2 Febbraio 
PRESENTAZIONE DEL SIGNORE
S. Caterina de’ Ricci
Vieni, Signore, nel tuo tempio santo
Ml 3,1-4; opp. Eb 2,14-18; Sal 23; Eb 2,14-18; Lc 2,22-40

I miei occhi hanno visto la tua salvezza: «Luce per rivelarti alle genti, e gloria del tuo popolo, Israele».

(Luca 2, 30.32)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 23)
Rit: Vieni, Signore, nel tuo tempio santo.

Alzate, o porte, la vostra fronte,
alzatevi, soglie antiche,
ed entri il re della gloria.

Chi è questo re della gloria?
Il Signore forte e valoroso,
il Signore valoroso in battaglia.

Alzate, o porte, la vostra fronte,
alzatevi, soglie antiche,
ed entri il re della gloria.

Chi è mai questo re della gloria?
Il Signore degli eserciti è il re della gloria.

I miei occhi hanno visto la tua salvezza: «Luce per rivelarti alle genti, e gloria del tuo popolo, Israele».

(Luca 2, 30.32)


01 febbraio, 2022

01/02/2022 Santa Messa presieduta da S.E. Mons. Camisasca

✝ Pensiero 01 febbraio 2022

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S. T. D. E DELLA B. V. M.

G. R. A. Livatino UOMO LAICO_MARTIRE PER LA GIUSTIZIA E PER LA VERITÁ in_Odio_ alla_Fede_Beato

Anche oggi Gesù, ci dice CONTINUA AD AVERE FEDE. Consegniamogli le nostre prove, i nostri dolori e le tenebre andranno via.

Meditazione sul Vangelo di Mc 5,21-43

Non temere, ma abbi fede!

La lettura del Vangelo ci presenta oggi due grandi esempi di fede: quello della donna che soffriva di emorragia e quello di Giairo, capo della sinagoga, che voleva la guarigione della figlia. In tutti e due i casi, Gesù è il centro della fede, la persona di cui fidarsi per essere guarito o per guarire la bambina malata.

Il nemico principale della fede siamo noi stessi. Cristo è qui, e il Vangelo di oggi ce lo dimostra chiaramente. Noi siamo come la donna che vuole essere guarita, o come Giairo che desidera la guarigione di sua figlia. Dobbiamo muoverci, andare da Gesù, ma molte volte la nostra incredulità ci imprigiona, non ci lascia liberi di muoverci come vorremmo. Il peso del lavoro, le difficoltà della vita sono un ostacolo. Tuttavia, dobbiamo raccogliere le nostre forze, volgere lo sguardo a Cristo. Egli sostenne la fede di Giairo quando gli dissero che sua figlia era morta: “Non temere, ma abbi fede”.

Martedì 01 Febbraio 
S. Severo; S. Raimondo; S. Brigida; B. Anna Michelotti
4.a del Tempo Ordinario
Signore, tendi l’orecchio, rispondimi
2Sam 18,9-10.14b.21a.24-25a.30-32; 19,1-3; Sal 85; Mc 5,21-43

Cristo ha preso le nostre infermità e si è caricato delle nostre malattie.

(Matteo 8,17)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 85)
Rit: Signore, tendi l’orecchio, rispondimi.

Signore, tendi l’orecchio, rispondimi,
perché io sono povero e misero.
Custodiscimi perché sono fedele;
tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te confida.

Pietà di me, Signore,
a te grido tutto il giorno.
Rallegra la vita del tuo servo,
perché a te, Signore, rivolgo l’anima mia.

Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi t’invoca.
Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce delle mie suppliche.

Cristo ha preso le nostre infermità e si è caricato delle nostre malattie.

(Matteo 8,17)