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08 dicembre, 2023

✝ Pensiero del 08 dicembre 2023

 ✝

SUB TUTELA DEI

S. T. D. E DELLA B. V. M.

GIUDICE ROSARIO ANGELO LIVATINO UOMO LAICO MARTIRE PER LA GIUSTIZIA INDIRETTAMENTE ANCHE DELLA FEDE_Beato

Caro ROSARIO ANGELO, dai un bacio alla Vergine Maria, da parte mia. Grazie di cuore.

Barbara

Versetto del Giorno

Ai tuoi occhi, mille anni sono come il giorno d'ieri che è passato, come un turno di veglia nella notte.

Salmo 90:4


Venerdì – 1.a Avvento –SOLENNITÁ DELL' IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA (s)
Meditazione sul Vangelo di Lc 1,26-38
Immacolata Concezione.
La festa di oggi, collocata all’interno dell’Avvento, preparazione alla venuta del Signore, ci esorta a una maggior vicinanza ed intimità con Maria. Non c’è, infatti, momento della vita cristiana in cui possa mancare la sua presenza. È per la sua umiltà che il Figlio di Dio ha potuto incarnarsi. Presente al momento della Pentecoste, adesso intercede maternamente per noi, Regina degli Angeli e dei santi. In lei, piena di grazia, si ritrovano tutte le virtù ed è pertanto il modello più completo della nuova creatura sorta dal potere redentore di Cristo.
La celebrazione dei santi raggiunge il culmine nelle celebrazioni della beata Vergine Maria. Lei è la Madre di Dio, la piena di grazia, la sposa dello Spirito Santo, collaboratrice singolare al piano di salvezza del Redentore. Solo di Giovanni Battista e di Maria si commemora anche la nascita terrena. Di Maria si celebra oggi anche il concepimento. Se Giovanni Battista è dichiarato santo sin dal grembo di sua madre, quanto più è santa la Madre di Dio. Non ci sembrerà strano allora che la Chiesa, già molti secoli prima della solenne affermazione del dogma, l’abbia riconosciuta Immacolata, vale a dire priva per singolare grazia divina del peccato originale in previsione dei meriti di Cristo. In Lei si compie il disegno di salvezza del genere umano, preannunciato sin dalla Genesi nel cosiddetto Protovangelo (Gen 3,15). Dio non abbandona l’uomo dopo il peccato, ma mette in atto il suo piano salvifico inviando suo Figlio “a riscattarci dal peccato”. Ciò che era atteso da secoli si compie quando Dio prepara e trova in Maria la creatura perfettamente umile e docile. Ora, se la Chiesa ci propone i santi, quali modelli di perfezione nelle virtù, e quindi come esempi da imitare, quante son le perfezioni di Maria da cui prendere esempio! Maria è per noi modello di fede, di speranza, di carità, di obbedienza. È modello d’umiltà e non potrebbe essere altrimenti. Dio, infatti, respinge i superbi ed esalta gli umili. Perciò si definisce serva, cioè in totale dipendenza dal Signore, che tutto attende e riceve dal proprio Signore. Nel suo «fiat» Maria manifesta il desiderio che si compia in lei il desiderio di Dio. Maria deve essere sempre presente nelle nostre preghiere e meditazioni, sia per imparare dalle sue virtù, sia per ringraziare Dio per avercela data come buona madre, sia nelle nostre richieste per conoscere e diventare come Gesù Cristo, perché nessuno è più vicino e intimo a Lui di sua Madre.
Abramo concepì Isacco per la fede nella promessa di Dio “e divenne padre di molti popoli” (cf. Rm 4,18-22). Ugualmente Maria concepì Gesù per mezzo della fede. La concezione verginale di Gesù fu opera dello Spirito Santo, ma per mezzo della fede di Maria. È sempre Dio che opera, ma attraverso la collaborazione dell’uomo. Credere, infatti, è rispondere con fiducia alla parola di Dio, accogliere i suoi piani come se fossero propri e sottomettersi in obbedienza alla sua volontà per collaborarvi. La fede vuole sempre: 1) la fiducia in Dio e 2) la professione di ciò che si crede, poiché “con il cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza” (Rm 10,10). Una volta riconosciuta vera la parola di Dio, Maria credette alla concezione verginale di Gesù e credette pure alla volontà di Dio di salvare gli uomini peccatori, la volle e aderì a quel piano lasciandosi coinvolgere: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” (Lc 1,38). Dalla sua fede, quindi, nacque Gesù e pure la Chiesa. Perciò, insieme ad Elisabetta che esclamò: “Beata colei che ha creduto all’adempimento delle parole del Signore” (Lc 1,45), ogni generazione oggi la proclama beata (cf. Lc 1,48). La Chiesa ha il compito di continuare nel mondo la missione materna di Maria, quella di comunicare il Salvatore al mondo. Il cristiano di oggi deve fare proprio il piano di Dio “il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati” (1Tm 2,4), proclamando la propria salvezza e lasciandosi attivamente coinvolgere nel portare la salvezza al prossimo, poiché “in questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli (Gv 15,8).

Venerdì 8 Dicembre 
IMMACOLATA CONCEZIONE BEATA VERGINE MARIA (s); S. Eucario; S. Eutichiano
1.a di Avvento
Gen 3,9-15.20; Sal 97; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38
Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie

Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te, benedetta tu fra le donne.

(Luca 1,28)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 97)
Rit: Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!


Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te, benedetta tu fra le donne.

(Luca 1,28)

07 dicembre, 2023

Ⓒ Blog Site official di Canzano Barbara : Battesimo 07 dicembre 1952 Rosario Angelo Livatino

Ⓒ Blog Site official di Canzano Barbara : Battesimo 07 dicembre 1952 Rosario Angelo Livatino:  Battesimo 07 dicembre 1952 Rosario Angelo Livatino  Nella Chiesa di san Pancrazio a Canicattì Ag  

✝ Pensiero del 07 dicembre 2023

SUB TUTELA DEI

S. T. D. E DELLA B. V. M.

GIUDICE ROSARIO ANGELO LIVATINO UOMO LAICO MARTIRE PER LA GIUSTIZIA INDIRETTAMENTE ANCHE DELLA FEDE_Beato

Caro ROSARIO ANGELO, Auguri dolce creatura, oggi, si fa memoria, del TUO SANTO BATTESIMO, nella Chiesa Madre di san Pancrazio.

Barbara


Versetto del Giorno

Gente infedele! Non sapete che amare il mondo è odiare Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio.

Giacomo 4:4


06 dicembre, 2023

✝ Pensiero del 06 dicembre 2023

SUB TUTELA DEI

S. T. D. E DELLA B. V. M.

GIUDICE ROSARIO ANGELO LIVATINO UOMO LAICO MARTIRE PER LA GIUSTIZIA INDIRETTAMENTE ANCHE DELLA FEDE_Beato

Caro ROSARIO ANGELO, tutto passa, solo l'amore del Signore rimane, in eterno.

Barbara

Versetto del Giorno

Pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra.

Colossesi 3:2



06 Dicembre 1920 muore la piccola ROSALIA LOMBARDO

  6 Dicembre 1920 muore la piccola ROSALIA LOMBARDO

la "bella addormentata di Palermo".
La triste e straziante storia della “mummia più bella del mondo”
In fondo al primo corridoio delle Catacombe dei Cappuccini di Palermo, nella cappella di Santa Rosalia, si trova la bara della piccola Rosalia Lombardo, una bambina di due anni morta di polmonite nel 1920, incredibilmente conservata e dal commovente aspetto di una bimba che sembra solo addormentata.
Rosalia Lombardo, appunto la "bella addormentata di Palermo", è stata una delle ultime persone ad essere ammesse alla sepoltura nel cimitero dei Frati Cappuccini.
Figlia di una facoltosa famiglia, fu imbalsamata da un noto imbalsamatore palermitano dell’epoca, il Dottor Alfredo Salafia, a cui i genitori di Rosalia, distrutti dal dolore, decisero di affidarla per farla “vivere in eterno”.
I risultati del metodo utilizzato dal Dottor Salafia sulla piccola Rosalia sono ancora oggi visibili: lunghe ciglia che profilano gli occhi chiusi, un viso paffuto e colorito contornato da ciocche dorate ed un fiocco giallo a tenerle i capelli fanno della piccola Rosalia la più bella mummia del mondo.
Ora la mummia riposa dentro una teca hi-tech satura di azoto per prevenire ogni accenno di decomposizione.
Fonte catacombe di Palermo



05 dicembre, 2023

✝ Pensiero del 05 dicembre 2023

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SUB TUTELA DEI

S. T. D. E DELLA B. V. M.

GIUDICE ROSARIO ANGELO LIVATINO UOMO LAICO MARTIRE PER LA GIUSTIZIA INDIRETTAMENTE ANCHE DELLA FEDE_Beato


Caro ROSARIO ANGELO, TU, hai affidato la tua vita, a Dio, e Dio ha avuto, un progetto eterno, per te.

Barbara

Versetto del Giorno

Affida al Signore la tua attività ed i tuoi progetti riusciranno.

Proverbi 16:3




04 dicembre, 2023

Compleanno Eberhard Rebling

 Compleanno Eberhard Rebling

marito di Lin Jaldati
04 dicembre 1911-2023
La sua memoria, sia benedetta.
Auguri di cuore.


✝ Pensiero del 04 dicembre 2023

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SUB TUTELA DEI

S. T. D. E DELLA B. V. M.

GIUDICE ROSARIO ANGELO LIVATINO UOMO LAICO MARTIRE PER LA GIUSTIZIA INDIRETTAMENTE ANCHE DELLA FEDE_Beato


Caro ROSARIO ANGELO, oggi, è SANTA BARBARA, di cui io porto solo il nome, ma io non santa e non lo sarò mai, abbracciami la VERA SANTA BARBARA. Grazie di cuore.

Barbara


Versetto del Giorno

Così possiamo dire con fiducia: «Il Signore è il mio aiuto, non temerò.
Che mi potrà fare l'uomo?».

Ebrei 13:6




03 dicembre, 2023

✝ Pensiero del 03 dicembre 2023

 ✝

SUB TUTELA DEI

S. T. D. E DELLA B. V. M.

GIUDICE ROSARIO ANGELO LIVATINO UOMO LAICO MARTIRE PER LA GIUSTIZIA INDIRETTAMENTE ANCHE DELLA FEDE_Beato


Caro ROSARIO ANGELO, siamo entrati in Avvento, ed oggi, è anche la giornata dedicata alla disabilità, proteggimi, caro dolce amore mio. Grazie di cuore.

Barbara


Versetto del Giorno

Venite a me, voi tutti, che siete affaticati ed oppressi, ed

io vi ristorerò.

Matteo 11:28




02 dicembre, 2023

✝ Pensiero del 02 dicembre 2023

SUB TUTELA DEI

S. T. D. E DELLA B. V. M.

GIUDICE ROSARIO ANGELO LIVATINO UOMO LAICO MARTIRE PER LA GIUSTIZIA INDIRETTAMENTE ANCHE DELLA FEDE_Beato


Caro ROSARIO ANGELO, aiutaci, sempre ad essere dei cristiani credibili. Grazie di cuore.

Barbara

Versetto del Giorno

Ti loderò con cuore sincero, quando avrò appreso le tue giuste sentenze.

Salmo 119:7



01 dicembre, 2023

✝ Pensiero del 01 dicembre 2023

SUB TUTELA DEI

S. T. D. E DELLA B. V. M.

GIUDICE ROSARIO ANGELO LIVATINO UOMO LAICO MARTIRE PER LA GIUSTIZIA INDIRETTAMENTE ANCHE DELLA FEDE_Beato


Caro ROSARIO ANGELO, fa che io, sia una donna fedele e cedibile, agli occhi del Signore. Grazie di cuore.

Barbara


Versetto del Giorno

Quanto alla fornicazione ed ad ogni specie d'impurità o cupidigia, neppure se ne parli tra voi, come s'addice a santi.

Efesini 5:3





30 novembre, 2023

Sant' Andrea

 Sant' Andrea 

autore: Mattia Preti anno: 1650 - 1651 titolo: Martirio di Sant’Andrea luogo: Basilica di Sant’Andrea della Valle, Roma

Nome: Sant' Andrea
Titolo: Apostolo
Nascita: 6 a. C., Betsaida
Morte: 30 novembre 60, Petrasso
Ricorrenza: 30 novembre
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Festa
Protettore:
cantantimarinaipescatori


Il paganesimo della Roma imperiale con tutte le seduzioni e le lusinghe della sua brutale sensualità avvolgeva con funeste ed insidiose spire il popolo ebreo, che attendeva con fede incrollabile l'Emmanuele, colui che sarebbe stato la salvezza d'Israele. Ed ecco squillare nel deserto della Giudea la voce ammonitrice del Battista, che chiamava i popoli alla penitenza, perché il Messia promesso da Dio era per apparire.

Attratto dalla sua ispirata parola, Andrea, pescatore di Betsaida, divenne suo discepolo.

Allorché il Battista, vedendo passare il Messia, gridò agli astanti: «Ecco l'Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo», Andrea era presente e segui Gesù Cristo con un suo compagno.

Il Redentore, appena si accorse dei due, si rivolse a loro e disse:
«Chi cercate?».
«Maestro, risposero quelli, dove abiti?».
«Venite e vedrete», rispose Gesù.

Ed andarono quei fortunati discepoli, e videro non solo la semplice abitazione del Salvatore, ma furono così bene istruiti che si convinsero d'aver trovato veramente il Messia, come aveva loro annunciato Giovanni.

Vocazione dei santi Pietro e Andrea
autore Federico Barocci anno 1586
titolo Vocazione dei santi Pietro e Andrea


Un altro giorno Gesù vide Andrea mentre con Pietro suo fratello pescava nel mare di Galilea e disse loro: «Venite dietro di me e vi farò pescatori di uomini»; e quelli lasciate le reti lo seguirono. Da quel giorno il nostro Apostolo non abbandonò più il suo Maestro.

Venuto il giorno della Pentecoste, Andrea ripieno di Spirito Santo andò ad annunciare il nuovo Messia fra i popoli. Passò nella Frigia, nell'Epiro e nella Tracia dovunque le genti accorrevano per ascoltarlo.

Proseguendo il suo apostolato fra pericoli ed ostacoli senza fine, giunse a Patrasso in Acaia, ove sparse in abbondanza la dottrina di Cristo. Ma a contrastare la sua attività sorse il superbo console romano Egea che, geloso del potere e timoroso di spiacere all'imperatore, cominciò a perseguitarlo.

Il Santo non cedette, ma rivoltosi a quel prepotente pagano gli disse: «Tu che sei giudice degli uomini, sappi che sarai il ludibrio del demonio, se non riconosci in Gesù il giudice di tutti». Preso da sdegno Egea lo fece rinchiudere in un tetro carcere e condannò il grande Apostolo ad essere crocifisso. Somma gioia provò allora Andrea, che alla vista della croce esclamò: «Oh! buona croce, nobilitata dal contatto delle membra del Signore, da me desiderata, amata e lungamente ricercata! toglimi di mezzo agli uomini e rendimi al mio Maestro, affinché per tuo mezzo mi riceva, Egli che in te mi redense!». Avvinto al rozzo legno per due giorni spasimò tra atroci dolori, esaltando il Signore e predicando Gesù Cristo al popolo. Poi la sua bell'anima volò in Paradiso a ricevere la duplice corona di martire e d'apostolo.

La tradizione vuole che Andrea sia stato crocifisso su una croce a forma di X detta Croce decussata che successivamente prenderà il nome di "Croce di Sant'Andrea"; questa venne adottata per sua personale scelta, dal momento che egli non avrebbe mai osato eguagliare il Maestro nel martirio.

Sant’Andrea è il patrono dei pescatori, non solo perché praticava il mestiere ma anche perché fu colui che davanti alla folla affamata, indicò a Gesù il fanciullo che portava i cinque pani d’orzo e i due pesci, che vennero poi utilizzati nel miracolo della moltiplicazione.

PRATICA. Compiamo con esattezza, giorno per giorno, i doveri del nostro stato.

PREGHIERA. Supplichiamo istantemente la tua maestà, o Signore, affinché, come il tuo beato apostolo Andrea fu predicatore e pastore della tua Chiesa, così sia per noi perpetuo intercessore presso di te.

MARTIROLOGIO ROMANO. Festa di sant'Andrea, Apostolo: nato a Betsaida, fratello di Simon Pietro e pescatore insieme a lui, fu il primo tra i discepoli di Giovanni Battista ad essere chiamato dal Signore Gesù presso il Giordano, lo seguì e condusse da lui anche suo fratello. Dopo la Pentecoste si dice abbia predicato il Vangelo nella regione dell'Acaia in Grecia e subíto la crocifissione a Patrasso. La Chiesa di Costantinopoli lo venera come suo insigne patrono.

L'AUDIO-VIDEO


✝ Pensiero del 30 novembre 2023

SUB TUTELA DEI

S. T. D. E DELLA B. V. M.

GIUDICE ROSARIO ANGELO LIVATINO UOMO LAICO MARTIRE PER LA GIUSTIZIA INDIRETTAMENTE ANCHE DELLA FEDE_Beato


Caro ROSARIO ANGELO, io ti ho fisso, nel mio cuore, insieme a Gesù, alla Vergine Maria.

Barbara

Versetto del Giorno

Questi precetti, che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando t'alzerai.

Deuteronomio 6:6-7


Giovedì – 34.a Tempo Ordinario FESTA di SANT’ANDREA APOSTOLO (f)
Meditazione sul Vangelo di Mt 4,18-22
Pescatore di uomini.
Oggi celebriamo con tutta la Chiesa, anche con i nostri fratelli della Chiesa Ortodossa, la festa di sant’Andrea apostolo. Fu chiamato da Gesù a seguirlo mentre, assieme a suo fratello Pietro, dalla barca gettava in mare la rete. Con grande disponibilità subito lasciò tutto e seguì Gesù. Lo accompagnò durante la sua vita pubblica e, dopo l’Ascensione e la Pentecoste, consacrò la sua vita all’annuncio di quel che aveva visto ed udito.

All’inizio della sua vita pubblica Gesù chiama alcuni uomini a seguirlo: Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni, Matteo… Poi, decide di sceglierne fra loro dodici, perché stiano con lui e per mandarli a portare l’annuncio della salvezza. Tra questi c’è Andrea che, da pescatore sul Mare di Galilea, diventa pescatore di uomini. Gesù chiama, sceglie, invia, fa fruttificare l’impegno degli uomini… A Gesù spetta chiamare, a noi rispondere. Così è stato fin dagli inizi del cristianesimo. La risposta di Andrea è molto edificante. “Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono”. Andrea e Pietro si lasciano alle spalle il loro passato, la loro professione, l’insieme della loro vita familiare e del loro ambiente sociale per seguire Gesù. E poi, lo seguirono subito, senza tentennamenti, coraggiosamente, decisamente, guardando avanti, senza mai voltarsi indietro. Di questa stoffa deve essere ogni “pescatore di uomini”, ogni cristiano, perché Gesù chiama tutti ad annunciare il Vangelo, ad essere missionari. Cosa annunciare? Il primo annuncio riguarda il dato essenziale della nostra fede: “Gesù è il Signore, risuscitato dai morti”. Oggi come ieri, questa è l’essenza della fede cristiana: credere nella sovranità di Gesù, che siede alla destra del Padre ed invia il suo Spirito per renderci partecipi della sua vita immortale. Nell’annuncio della fede non deve esserci «distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che l’invocano». Andrea, convinto di questa verità, ha girato il mondo per annunciare Gesù e il suo Vangelo, è andato in Grecia e lì ha dato la sua testimonianza fino alla morte in croce.
Oggi celebriamo la festa dell'Apostolo Andrea, fratello di Simon Pietro e amico di Giovanni e di Giacomo. Il Vangelo ci narra come Andrea ha ascoltato la parola di Dio che gli era rivolta: ""Seguitemi, vi farò pescatori di uomini". Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono". E questa adesione pronta che ha permesso agli Apostoli di diffondere la parola, la "buona notizia" della salvezza. La fede viene dall'ascolto e ciò che si ascolta è la parola di Cristo, che anche oggi la Chiesa diffonde fino alle estremità della terra.
Siamo dunque sollecitati ad ascoltare la parola, ad accoglierla nel cuore. Essa è un rimedio salutare. E una parola esigente, ed è questo il motivo per cui facilmente vorremmo chiudere le orecchie a Dio che ci parla: capiamo che l'ascolto avrà delle conseguenze. Dobbiamo pensare che la parola di Dio è davvero un rimedio, che se qualche volta ci fa soffrire è per il nostro bene, per prepararci a ricevere i doni del Signore.
Ma la parola non è solo un rimedio, è un cibo, il cibo indispensabile per l'anima. E detto nei profeti che Dio metterà nel mondo una fame, non fame di pane, ma di ascoltare la sua parola. E di questa fame che abbiamo bisogno, perché ci fa continuamente cercare e accogliere la parola di Dio, sapendo che essa ci deve nutrire per tutta la vita. Niente nella vita può avere consistenza, niente può veramente soddisfarci se non è nutrito, penetrato, illuminato, guidato dalla parola del Signore.
Nello stesso tempo la parola di Dio è una esigenza. Gesù ne parla come di seme che deve crescere e diffondersi Ovunque. Da questa parola viene la fecondità di Ogni apostolato. Se si dicono parole umane, non è il caso di considerarsi apostoli, ma se abbiamo accolto in noi la parola di Dio, essa ci spinge a proclamarla, a diffonderla dappertutto, per mettere gli uomini in comunicazione con Dio.
Da san Giovanni sappiamo che non è facile ascoltare la parola di Dio, che non è opera umana.
Domandiamo a sant'Andrea di insegnarci ad ascoltare, ad accogliere la parola di Dio molto generosamente, molto semplicemente, molto fraternamente, per essere in comunione con Dio e gli uni con gli altri.

Giovedì 30 Novembre
S. Saturnino; S. Illuminata; B. Maria Maddalena dell’lnc.
34.a del Tempo Ordinario
Rm 10,9-18; Sal 18; Mt 4,18-22
Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio

Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini

(Matteo 4,19)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 18)
Rit: Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio.

I cieli narrano la gloria di Dio,
l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il racconto
e la notte alla notte ne trasmette notizia.

Senza linguaggio, senza parole,
senza che si oda la loro voce,
per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
ed ai confini del mondo il loro messaggio.

Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini

(Matteo 4,19)

29 novembre, 2023

✝ Pensiero del 29 novembre 2023

 ✝

SUB TUTELA DEI

S. T. D. E DELLA B. V. M.

GIUDICE ROSARIO ANGELO LIVATINO UOMO LAICO MARTIRE PER LA GIUSTIZIA INDIRETTAMENTE ANCHE DELLA FEDE_Beato


Caro ROSARIO ANGELO, TU, sostienimi quando io, vacillo, fa che il mio sguardo non perda, mai, di vista il suo.

Barbara

Versetto del Giorno

Acquista la sapienza, acquista l'intelligenza; non dimenticare le parole della mia bocca e non allontanartene mai.

Proverbi 4:5



28 novembre, 2023

✝ Pensiero del 28 novembre 2023

 ✝

SUB TUTELA DEI

S. T. D. E DELLA B. V. M.

GIUDICE ROSARIO ANGELO LIVATINO UOMO LAICO MARTIRE PER LA GIUSTIZIA INDIRETTAMENTE ANCHE DELLA FEDE_Beato


Caro ROSARIO ANGELO, grazie di cuore, d'avermi protetto, mio dolce custode.

Barbara

Versetto del Giorno

Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».

Giovanni 8:31-32





27 novembre, 2023

✝ Pensiero del 27 novembre 2023

 ✝

SUB TUTELA DEI

S. T. D. E DELLA B. V. M.

GIUDICE ROSARIO ANGELO LIVATINO UOMO LAICO MARTIRE PER LA GIUSTIZIA INDIRETTAMENTE ANCHE DELLA FEDE_Beato


Caro ROSARIO ANGELO, nella nostra CREDIBITÀ, c'è anche la nostra FEDELTÀ


Barbara

Versetto del Giorno

Ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna.

Giovanni 4:14




Tre anni, senza don Antonio Maffucci

 Consumami di te oh Signore.

Tre anni, senza don Antonio Maffucci
CHI AMA FINO A CONSURMARSI PER AMORE DI CRISTO, IN CRISTO VIVRÀ IN ETERNO.
Canzano Barbara



26 novembre, 2023

YARA GAMBIRASIO

 YARA GAMBIRASIO

26 NOVEMBRE 2010
26 NOVEMBRE 2023



Solennità di Cristo Re

 Solennità di Cristo Re


Nome: Solennità di Cristo Re
Titolo: Re dell'Universo
Ricorrenza: 26 novembre
Martirologio: edizione 2004
Tipologia: Solennità


Il Papa Pio XI, istituendo nell'anno Giubilare 1925 la nuova solennità di Cristo Re, pubblicava la sapientissima enciclica « Quas primas ». Ne riportiamo i punti principali.

«Avendo concorso quest'Anno Santo non in uno ma in più modi, ad illustrare il regno di Cristo, ci sembra che faremo cosa quanto mai consentanea al Nostro apostolico ufficio, se, assecondando le preghiere di moltissimi Cardinali, Vescovi e fedeli fatte a Noi, sia da soli, sia collettivamente, chiuderemo questo stesso Anno con l'introdurre nella sacra Liturgia una festa speciale di Gesù Cristo Re. Da gran tempo si è usato comunemente di chiamare Cristo con l'appellativo di Re, per il sommo grado di eccellenza che ha in modo sovraeminenie fra tutte le cose create. In tal modo, infatti, si dice che Egli regna nelle menti degli uomini, non solo per l'altezza del suo pensiero e per la vastità della sua scienza, ma anche perché Egli è la Verità, ed è necessario che gli uomini attingano e ricevano con obbedienza da lui la verità. Similmente Egli regna nelle volontà degli uomini sia perché in Lui alla santità della volontà divina risponde la perfetta integrità e sottomissione della volontà umana, sia perché con le sue ispirazioni influisce sulla libera volontà nostra, in modo da infiammarci verso le più nobili cose. Infine, Cristo è riconosciuto Re dei cuori, per quella sua carità che sorpassa ogni comprensione umana e per le attrattive della sua mansuetudine e benignità».

La regalità di Gesù Cristo «consta di una triplice potestà: la prima è la potestà legislativa. È dogma di fede che Gesù Cristo è stato dato agli uomini quale Redentore in cui essi debbono riporre la loro fiducia e nel tempo stesso come Legislatore, a cui debbono ubbidire. In secondo luogo, egli ebbe dal padre la potestà di giudicare il cielo e la terra, non solo come Dio, ma ancora come uomo. Infine, diciamo che Gesù Cristo ha pure il diritto di premiare o punire gli uomini anche durante la loro vita».

Dove si trova il regno di N. S. Gesù Cristo? Di quali caratteri particolari è dotato? Come si acquista? Il regno di N. S. Gesù Cristo «ha principalmente carattere soprannaturale e attinente alle cose spirituali. Infatti, quando i Giudei e gli stessi Apostoli credevano per errore che il Messia avrebbe reso la libertà al popolo ed avrebbe ripristinato il regno di Israele, Egli cercò di togliere loro dal capo queste vane attese, e questa speranza». Così pure quando la folla, presa da ammirazione per gli strepitosi prodigi da lui operati, voleva acclamarlo re, egli miracolosamente si sottrasse ai loro sguardi e si nascose: ed a Pilato che l'aveva interrogato sul suo regno rispose: «Il mio regno non è di questo mondo». L'ingresso in questo regno soprannaturale, si attua mediante la penitenza e la fede, e richiede nei sudditi il distacco dalle ricchezze e dalle cose terrene, la mitezza dei costumi, la fame e la sete di giustizia ed inoltre il rinnegamento di se stessi per portare la croce dietro al Signore. Ecco il programma di ogni cristiano che vuole essere vero suddito di Gesù Cristo Re!

MASSIMA. Al regno di Cristo tutti gli uomini sono invitati a entrare mediante la penitenza; questo regno è opposto al regno di Satana e richiede che i suoi sudditi tengano l'animo distaccato dalle ricchezze terrene, e che prendano la loro croce per seguire Gesù Cristo Re. Pio XI.

PRATICA. Consacratevi con tutto il cuore alla sequela di Gesù Cristo, eleggetelo per re della vostra mente, del vostro cuore e della vostra vita.

O Gesù regna nelle menti e nei cuor E il mondo formi il tuo regno d'amor.

MARTIROLOGIO ROMANO. Solennità di nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo: a Lui solo il potere, la gloria e la maestà negli infiniti secoli dei secoli.

✝ Pensiero del 26 novembre 2023

 ✝

SUB TUTELA DEI

S. T. D. E DELLA B. V. M.

GIUDICE ROSARIO ANGELO LIVATINO UOMO LAICO MARTIRE PER LA GIUSTIZIA INDIRETTAMENTE ANCHE DELLA FEDE_Beato


Caro ROSARIO ANGELO, TU, sei la LUCE, che illumina il mio Universo.

Barbara

Versetto del Giorno

Il Signore è il mio pastore: «Non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare ad acque tranquille mi conduce».

Salmo 23:1-2


Domenica – 34.a Tempo Ordinario – SOLENNITÀ CRISTO RE SALVATORE DELL'UNIVERSO (s)
Meditazione sul Vangelo di Mt 25,31-46

Venga il tuo Regno!

Gesù Cristo è il re dell’universo. Ma la sua regalità si impone silenziosamente e misteriosamente nei cuori di ogni persona regalando la gioia, la pace vera che il mondo non può dare. Il suo è un regno di pace, di giustizia, d’amore e di grazia. Non è un regno che s’impone con la potenza umana, ma che emana dall’abbondanza dell’offerta di se stesso e del suo amore salvifico. Egli è il pastore che è disposto a dare la vita per le sue pecorelle. Di fronte a Lui si dividono gli uomini: vi sono coloro che hanno agito bene nei confronti dei propri fratelli e coloro che invece hanno trascurato di farlo.
La parabola raccontata da Gesù colloca l’uditore dinanzi alla realtà della propria vita: qualunque sia stato il percorso realizzato nella nostra esistenza, qualunque siano state le circostanze favorevoli o meno, le motivazioni, le pressioni ambientali, eccetera, alla fine conterà semplicemente ciò che abbiamo realizzato per Dio e per i nostri fratelli. San Giovanni della Croce diceva: “Al tramonto della nostra vita, saremo giudicati sull’amore”. L’amore produce le opere del bene, il servizio, la donazione disinteressata fino al sacrificio. La festa di Cristo Re ci offre una grande occasione di riflessione personale: Cristo regna anche nel mio cuore? Sono anch’io una persona attenta a coloro che mi stanno accanto? Madre Teresa di Calcutta diceva che lei si sforzava di fare in modo che ognuna delle persone con le quali veniva a contatto, potesse da lei ricevere almeno, per lo meno un sorriso, un gesto di attenzione, di bontà… E sappiamo quanto ha potuto realizzare una persona così! La prima uscita dal Vaticano che Giovanni Paolo II, appena eletto Papa, fu ad un amico Vescovo colpito da un ictus, ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma; tutti ricordiamo poi la visita al suo attentatore nella prigione e tanti altri gesti di carità che risultano spontanei in un cuore rivolto verso dalla preghiera. Noi lasciamo regnare Cristo nel nostro cuore quando lo seguiamo come la pecorella segue il suo pastore, quando crediamo in Lui e ci lasciamo guidare ovunque Lui voglia, anche se non comprendiamo appieno le sue strade, anche se camminiamo per valli oscure. E Lui ci insegna ad essere un pochino anche noi pastori dei nostri fratelli, dei nostri figli, dei nostri parenti e amici, di ognuna delle persone che Dio ci pone accanto. Lasciamoci guidare da Lui e impariamo da Lui e con Lui a donare la vita per le altre pecorelle. Sì, Signore, venga in noi il tuo regno!

Conosciamo questo testo che, ai giorni nostri, è uno dei più citati e discussi. Per alcuni esso riassume quasi tutto il Vangelo. Questa tendenza non dipende da una moda o da una certa ideologia, ma corrisponde a qualcosa di assai più profondo che già esiste in noi. Quando siamo colpiti e sorpresi da un’idea, da un avvenimento o da una persona, sembriamo dimenticare tutto il resto per non vedere più che ciò che ci ha colpiti. Cerchiamo una chiave in grado di aprire tutte le porte, una risposta semplice a domande difficili.
Se leggiamo questo passo del Vangelo con questo spirito, il solo criterio di giudizio, e di conseguenza di salvezza o di condanna, è la nostra risposta ai bisogni più concreti del nostro prossimo. Poco importa ciò che si crede e come si crede, poco importa la nostra appartenenza o meno a una comunità istituzionale, poco importano le intenzioni e la coscienza, ciò che conta è agire ed essere dalla parte dei poveri e dei marginali.
Eppure, questa pagina del Vangelo di san Matteo è inscindibile dal resto del suo Vangelo e del Vangelo intero. In Matteo troviamo molti “discorsi” che si riferiscono al giudizio finale. Colui che non si limita a fare la volontà di Dio attraverso le parole non sarà condannato (Mt 7,21-27). Colui che non perdona non sarà perdonato (Mt 6,12-15; 1-35). Il Signore riconoscerà davanti a suo Padre nei cieli colui che si è dichiarato per lui davanti agli uomini (Mt 10,31-33). La via della salvezza è la porta stretta (Mt 7,13). Per seguire Cristo bisogna portare la propria croce e rinnegare se stessi. Colui che vuole salvare la propria vita la perderà (Mt 16,24-26). San Marco ci dice anche: Colui che crederà e sarà battezzato, sarà salvato. Colui che non crederà sarà condannato (Mc 16,15-16). Queste parole ci avvertono di non escludere dal resoconto finale la nostra risposta ai doni soprannaturali e alla rivelazione. Guarire le piaghe del mondo, eliminare le miserie e le ingiustizie, tutto questo fa parte integrante della nostra vita cristiana, ma noi non rendiamo un servizio all’umanità che nella misura in cui, seguendo il Cristo, liberiamo noi stessi e liberiamo gli altri dalla schiavitù del peccato. Allora solamente il suo regno comincerà a diventare realtà.


Domenica 26 Novembre 
NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO RE DELL’UNIVERSO (s)
34.a del Tempo Ordinario
Ez 34,11-12.15-17; Sal 22; 1Cor 15,20-26.28; Mt 25,31-46
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla

Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il Regno che viene, di nostro padre Davide! 

(Marco 11,9.10)

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 22)
Rit: Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare.
Ad acque tranquille mi conduce.

Rinfranca l’anima mia,
mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il Regno che viene, di nostro padre Davide! 

(Marco 11,9.10)